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città: Milano - pubblicato il:
peugeot e-208

In una intervista alla rivista Automotive News EuropeJean-Philippe Imparato, CEO di Peugeot, ha ammesso che la Casa del leone è stata colta di sorpresa dal vigore della domanda per la nuova Peugeot e-208

L’errore non è lieve: laddove l’azienda si aspettava che la nuova Peugeot e-208 rappresentasse il 10% degli ordini, sono bastate poche settimane per accorgersi che la e-208 costituiva “la metà delle 40.000 lead qualificate (cioè seriamente intenzionate all’acquisto, NdR) e il 25% dei pre-ordini raccolti“.

La Peugeot dunque aggiunge il proprio prestigioso marchio alla collezione di Case automobilistiche colte di sorpresa dall’interesse dei clienti, che evidentemente si mostrano assai più pronti alla transizione elettrica di quanto comunemente si pensi.

La conseguenza è ovvia: i tempi di attesa, già di norma dilatati per le vetture elettriche, si allungheranno ancora di più, con la possibilità che chi ordinerà una e-208 già tra poche settimane si senta proporre date di consegna nel 2021: lo stesso Imparato ha infatti ammesso che la Casa riuscirà a ri-bilanciare la produzione a favore della versione elettrica “fino a un massimo del 20% dei volumi previsti“.

Chi ha familiarità con la complessità del processo produttivo automobilistico non sarà affatto sorpreso da questa ammissione: la moderna fabbrica automobilistica si basa infatti su un complesso e delicatissimo incastro che coinvolge fornitori e sub-assemblatori per arrivare all’assemblaggio finale da cui esce il prodotto destinato al cliente: un errore così ampio nelle stime iniziali difficilmente può essere recuperato in corsa, con le conseguenze di cui abbiamo scritto.

Stupisce – sia detto senza polemica – che le Case, una dopo l’altra, cadano nell’errore di pensare di applicare la conoscenza maturata in decadi di produzione ai modelli elettrici, non rendendosi conto se non a posteriori che si tratta di un mercato completamente diverso che richiede di ripartire da zero nell’analisi dei bisogni e delle esigenze dei consumatori.

Insomma, un po’ di umiltà in più forse non guasterebbe…

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