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Non solo blackout

città: Milano - pubblicato il:
blackout california

Abbiamo dato conto da queste pagine del blackout che ha colpito la rete di stazioni ENEL X a metà settembre. Notando che – dato che ha colpito solo le stazioni di ricarica per veicoli elettrici – esso non fosse la conseguenza di problemi sulla rete elettrica ma, più verosimilmente, il risultato di una operazione di manutenzione software che ha avuto qualche problema.

Non dobbiamo però dimenticare che le stazioni di ricarica possono essere vittime (come tutte le utenze elettriche) anche di malfunzionamenti della rete che le alimenta.

È quanto sta succedendo in California dove, a causa delle alte temperature e i persistenti venti secchi la maggiore compagnia elettrica dello Stato, la Pacific Gas & Electricity ha avviato mercoledì scorso un programma di chiusure programmate di sicurezza volto a minimizzare le probabilità di incendi che stanno diventando una vera e propria piaga un po’ in tutta la costa occidentale degli USA.

Come risultato Tesla ha immediatamente allertato i propri utenti che hanno formato code che talvolta hanno superato le 10 auto per caricare il proprio mezzo; considerato che ogni sessione di ricarica dura dai 45′ ai 60′ qualcuno ha passato la notte in attesa.

Tesla ha anche promesso l’installazione di batterie Powerpack e impianti Tesla Solar nelle proprie stazioni per renderle più autonome e meno esposte a rischi di questo genere.

Né è mancato chi ha approfittato della situazione; come ha fatto Toyota che ha colto la palla al balzo per affermare la superiorità del modello ibrido rispetto al puro elettrico: ovviamente, dato che fino a oggi la Casa giapponese non offre nessun modello 100% elettrico, è lecito supporre che stessero parlando pro domo sua.

Il consiglio migliore però resta sempre quello – per chi può – di caricare la propria auto elettrica a casa: è ovvio che se viene tolta la corrente anche il caricatore di casa rimarrà senza alimentazione, ma almeno sarà possibile muoversi con l’auto…

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