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I Millennials valorizzano il vintage in chiave sostenibile

città: Milano - pubblicato il:
millennials e moda

Nell’ambito dell’ultima edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale che si è tenuto alcuni giorni fa a Milano all’Università Bocconi, si è parlato del rapporto fra la moda e Millennials.

Giunto alla settima edizione, il Salone della CSR ha l’obiettivo di creare un punto di incontro fra le imprese che concepiscono la sostenibilità come un motore di crescita strategica e i giovani attraverso un fitto programma di incontri, convegni, dibattiti e testimonianze su argomenti e settori economici di cruciale importanza.

L’edizione di quest’anno è stata intitolata I territori della sostenibilità per indagare su quelle aree del nostro Paese che sono teatro di esperienze innovative e di promozione della cultura della sostenibilità. I giovani e tutti i visitatori hanno così potuto ascoltare le testimonianze di molti imprenditori, docenti, studiosi, manager impegnati in questa direzione.

Sul tema della moda in particolare l’associazione Humana People to People Italia ha promosso l’incontro dal titolo Sustainable and unconventional fashion alla conquista dei Millennials durante il quale è emerso che i giovani nati negli anni Ottanta e Novanta stanno modificando il loro approccio alla moda e al consumo più in generale, contribuendo allo sviluppo del mercato dell’usato.

Al workshop moderato da Alessandra Cosso, docente del master M.U.S.T. Comunicazione e Storytelling dell’Università di Pavia, hanno partecipato Bureau Veritas Italia, Pardgroup, Accademia del Lusso e Idee Partners – Idee Consulting.

È emerso che la leva del settore dell’abbigliamento second hand se in passato era principalmente quella del risparmio oggi sta diventando il risultato di una scelta più consapevole, che comprende valori come circolarità, trasparenza e solidarietà, oltre che impatto ridotto sull’ambiente.

Per i Millennials sembra essere una vera e propria tendenza che li spinge verso nuovi comportamenti d’acquisto. Il vintage dunque piace, si apprezza lo stile, la qualità e l’allure di capi old style.

Questo trend sta portando quindi a una crescita importante dell’usato tanto che alcuni studi hanno stimato che in dieci anni il volume d’affari possa superare quello del fast fashion (e il Pianeta ringrazia).

Luca Gilardi, Unit Manager Shops Humana People to People Italia ha spiegato: “Per i giovani il riutilizzo non è solo una scelta di stile ma sempre più una ricerca del cambiamento, un segnale di attenzione verso un tema più ampio, quello della sostenibilità a 360°“.

Stefano Sacchi, docente in Merchandising e Fashion Buying presso l’Accademia del Lusso ha aggiunto che negli ultimi dieci anni il vintage è diventato un fenomeno culturale che coinvolge vari settori e attività, dalle serie televisive ai libri. Viene vissuto come memoria del passato ma non polverosa e nostalgica bensì come stile e nel caso della moda anche come shopping più etico.

I Millennial percepiscono la moda come una contaminazione fra vecchio e nuovo, fra digital e vintage, ha spiegato Anna Paola Vergani, Blogger e Personal Shopper in Idee Partners – Idee Consulting.

In un mondo sempre più tecnologico e a volte virtuale, sembra che il fascino del passato coinvolga i ragazzi che aggiungono valore al vintage come possibilità di riuso e riciclo per attuare scelte più sostenibili in ottica di circolarità dei consumi.

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