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Agritech: da Nanomnia una tecnologia per la salute in tavola

città: Trento - pubblicato il:
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Nell’organismo umano vengono rilevati residui crescenti di farmaci, agrofarmaci e microplastiche derivati da un impiego eccessivo di sostanze chimiche usate in agricoltura; Nanomnia, attraverso un’innovativa tecnologia punta a far ridurre l’uso di queste sostanze portando il benessere sulle nostre tavole

Una tecnologia, messa a punto dalla startup innovativa Nanomnia, punta a ridurre l’impiego di sostanze chimiche in agricoltura, veicolando i composti necessari a disattivare specifiche minacce in maniera mirata, conferendo così una maggiore stabilità ai principi attivi.

Tra i benefici della tecnologia ci sono un aumento della specificità e dell’efficacia del trattamento, una diminuzione fino a 10 volte della dose di prodotto utilizzato – con conseguente riduzione del costo di produzione – e un minor effetto da sovradosaggio per i tessuti biologici e l’ambiente circostante.

Il primo settore di applicazione di questa tecnologia è l’agritech, dove il bisogno di innovazione è particolarmente urgente: basti pensare che il 34% del cibo sulle tavole europee è contaminato da residui di pesticidi, insetticidi ed erbicidi (fonte: Dossier Legambiente Marzo 2019).

Veniamo da decenni di consumo sconsiderato di suolo, aria, acqua, pensando che siano risorse infinite. Non è così e il conto lo stiamo pagando noi e le generazioni che seguiranno. Per questo abbiamo scelto il settore dell’agritech come primo campo di applicazione della tecnologia da noi messa a punto” sottolinea Marta Bonaconsa, Ceo di Nanomnia.

Il piano industriale di Nanomnia prevede lo sviluppo di prodotti incapsulati che intervengono su obiettivi di cruciale importanza per l’agricoltura: la riduzione della cimice asiatica, la terapia sugli ulivi infestati da xylella, l’acaricida innocuo per le api, biostimolanti e fertilizzanti naturali, antizanzare naturale e anti-botrite e peronospora sulla vite.

Ma per fare ricerca e sviluppare prodotti innovativi servono fondi; è per questo che Nanomnia ha lanciato una campagna di crowdfunding che si chiuderà il 18 novembre.

La startup cerca investitori fortemente motivati a sostenere questo ambizioso progetto, che credano fermamente nelle potenzialità delle bio e nanotecnologie quali strumenti abilitanti che valorizzano e amplificano i processi e i progressi della ricerca.

L’obiettivo minimo di raccolta è di 100mila euro mentre la valutazione pre-money è stata stimata in 4 milioni di euro a fronte di un investimento minimo di 500 euro.

Chi è Nanomnia: profilo della startup innovativa

Nanomnia è una startup innovativa nel comparto delle bio e nano-tecnologie accelerata da The Start up Training, Trentino Sviluppo, Unicredit Start lab, Bio4Dreams; ha sviluppato una tecnologia del tutto naturale, biodegradabile e biocompatibile per incapsulare principi attivi e veicolarli in trattamenti mirati all’interno dei tessuti cellulari.

Grazie alla trasversalità della tecnologia sviluppata, Nanomnia punta a espandersi in differenti settori commerciali i cui clienti sono rappresentati da aziende che producono agrofarmaci, fertilizzanti e biostimolanti, farmaci e dispositivi biomedici, nutraceutici, integratori alimentari e probiotici, cosmetici e dermocosmetici.

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