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Sostenibilità è rispetto di ogni forma di vita

città: Milano - pubblicato il:
animali domestici

Sostenibilità è rispetto, osservazione e conoscenza delle altre specie. Imparare a non mettersi al centro dell’universo.

Si è da poco conclusa a Milano Pets in the city, la prima pet week (definizione mutuata dalla moda e dal design), evento dedicato agli animali cosiddetti da compagnia con iniziative in alcune vie della città e a Fieramilanocity.

Molti gli sponsor fra le aziende più note di pet food, strutture turistiche, produttori di accessori, comportamentisti, a sottolineare come la cura degli animali sia diventato un settore economico florido e in ascesa legato all’aumento di pet nelle famiglie italiane che secondo gli ultimi dati sarebbero 60 milioni.

Questo dato purtroppo comprende un’enorme quantità di pesci e uccelli reclusi in gabbie e acquari (circa 43 milioni) e numerosi sono anche tartarughe, serpenti, iguane, anche questi ultimi costretti a una vita completamente estranea rispetto alle loro esigenze etologiche. Per non parlare dei selvatici come scoiattoli o furetti la cui vita dovrebbe essere in natura.

Il termine pet definisce gli animali domestici, sostanzialmente cani e gatti la cui domesticazione è iniziata nel neolitico per i cani mentre i gatti iniziarono a vivere a stretto contatto con gli umani nell’antico Egitto per la difesa delle riserve alimentari dai roditori.

In anni più recenti si è ampliato il concetto di animale domestico o da compagnia (queste definizioni rendono gli animali oggetti nelle mani degli umani) ad altre specie, alcune idonee a vivere a contatto con l’uomo come maialini di piccola taglia e conigli oggi ospitati nelle abitazioni o animali definiti da allevamento come ovini, bovini, galline, oche, asini, cavalli, ospitati nei santuari degli animali sorti negli ultimi anni.

Si tratta di rifugi dove animali destinati al macello o allo sfruttamento vengono recuperati. In Italia esiste dal 2014 la rete dei Santuari di Animali liberi in Italia che comprende a oggi nove santuari dislocati nel Paese.

Luoghi di pace e convivenza felice

I santuari, gestiti da associazioni di volontari, rappresentano un’avanguardia di evoluzione della concezione della relazione umano-altri animali che origina da riflessioni filosofiche sull’antispecismo sviluppate nel secolo scorso da Peter Singer, Tom Regan, Hans Ruesch e altri, considerati i padri dell’animalismo.

I santuari, aperti al pubblico, hanno una valenza educativa di grande importanza soprattutto per le nuove generazioni. Qui si possono osservare animali di diverse specie in libertà con i loro comportamenti, esigenze, socialità e capacità di interagire con altre specie oltre che con gli umani, ampliando la nostra conoscenza nei loro confronti, generalmente molto limitata, e abbattendo comodi pregiudizi che hanno permesso all’uomo di soggiogarli a piacimento da sempre.

L’educazione al rispetto e all’empatia in questi luoghi contribuisce ad aprire una strada nuova verso una scelta di vita nonviolenta e di profondo rispetto nei confronti di tutta la natura e tutte le forme di vita.

Abitiamo lo stesso Pianeta

Il movimento Friday for Future che sta rapidamente sensibilizzando l’opinione pubblica, verso il rispetto dell’ambiente può essere occasione di ulteriori riflessioni per limitare l’antropocentrismo ovvero il dominio assoluto dell’uomo sulla natura, promosso da religioni, scienziati e pensatori del passato e del presente.

La sostenibilità ambientale infatti non può essere concepita senza una visione globale dell’ambiente e di chi lo abita. Sarebbe essenziale iniziare a modificare la nostra visione degli animali come esseri senzienti aventi diritto al benessere e alla vita.

Leonardo Caffo, filosofo, recentemente ha sottolineato questo concetto andando alla radice della questione scrivendo: “Il nemico non è la CO2, non è il gas serra, non è la temperatura che si alza, non è lo smog, non è la sovrappopolazione, non è la carne, non è la plastica. Questi sono gli effetti: non si agisce sugli effetti ma sulle cause. Il nemico è l’antropocentrismo, il nemico è l’ego, il nemico è ancorarsi a un’insostenibile immagine di Homo Sapiens come unico essere speciale. Finché dibattiamo degli effetti, siamo spacciati“.

E ribadisce che è inverosimile e contraddittorio un ambientalismo senza un ripensamento generale che comprenda anche i diritti degli animali. È una battaglia culturale, un ripensamento del ruolo che abbiamo nel mondo, dei nostri comportamenti e del nostro essere consumatori. Solo così si arriverà a un cambiamento efficace per il bene del pianeta compreso il nostro.

Purtroppo ogni giorno ci troviamo quotidianamente di fronte a manifestazioni di violazione di qualsiasi forma di rispetto nei confronti degli animali. Il cane con il cappottino alla fine di settembre, l’assortimento nei negozi di alimentari, cani acquistati negli allevamenti, donne impellicciate, animali sfruttati nei siti turistici, animali rinchiusi in acquari, zoo e nei circhi, animali torturati nei laboratori e moltissimi altri esempi.

Tutto ciò conferma che forse è più facile pensare di salvare una foresta, ma non di rinunciare alle nostre abitudini e alla nostra supremazia nel mondo. Siamo pronti a difendere e lottare per la nostra libertà ma non per quella dei vicini.

Compagni di vita

Il successo di manifestazioni come Pets and the City conferma l’evoluzione della concezione dei pet nella società, ormai considerati membri della famiglia a tutti gli effetti, a cui dedicare le migliori cure, a volte al limite dell’antropomorfizzazione, ma anche con molti risvolti positivi.

Fra gli espositori hanno partecipato alcune aziende di pet food di nicchia che propongono alimenti e integratori naturali, biologici, veg e cruelty free a sottolineare un’offerta sempre più mirata alla salute degli animali.

La cura del benessere dei propri pet, in particolare dei cani, si manifesta anche con l’attenzione alle loro esigenze etologiche e con una sempre maggiore conoscenza da parte nostra dei loro comportamenti, modalità di comunicazione, interazione con noi e con i loro simili.

Presenti in fiera anche alcuni dog trainer che attraverso dimostrazioni hanno promosso la loro attività e consentito al pubblico di osservare da vicino come un comportamentista interagisce con il cane. L’educazione del cane è molto importante in quanto i cani, soprattutto quelli che vivono in città, spesso devono abituarsi a fronteggiare senza stress e disagi situazioni non proprio naturali per loro.

Ma la cosa più importante è capire che il lavoro del comportamentista insegna in primis al proprietario quelle modalità di osservazione, comprensione e comportamento adeguate per instaurare un rapporto di fiducia con il proprio cane, è un impegno per entrambi e bisogna esserne consapevoli prima di adottare.

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