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FameZero al #WorldFoodDay

città: MIlano - pubblicato il:
FameZero

Un’alimentazione sana per un mondo FameZero: non basta un giorno per risolvere il problema ambiguo dell’alimentazione fatta di troppo o troppo poco. Ma parlarne e trovare soluzioni è un dovere. Di tutti. Anche dell’arte

Oggi, 16 ottobre, è il #WorldFoodDay. E mai come quest’anno le iniziative si diffondono per attrarre l’attenzione su un tema che è trasversale a tutto e a tutti. Il tema di quest’anno è di estrema attualità: “un’alimentazione sana per un mondo FameZero“.

Metà della popolazione, italiana in primis, vive per mangiare, anziché mangiare per vivere. E a parte soddisfare il gusto se incappa in problemi fisici e malattie definite del benessere: diabete, ipertensione e purtroppo anche tumori.

L’altra metà sta a guardare. Anche in Italia. Anche nella prosperosa Milano. I dati raccolti da Fondazione Cariplo evidenziano come un minore su dieci vive in condizione di povertà assoluta: e 9.433 famiglie con minori beneficiano di almeno una misura per contrastare la povertà.

E per questo il progetto QuBì (la ricetta contro la povertà infantile), promosso da Fondazione Cariplo con il sostegno di Fondazione Vismara, Intesa Sanpaolo Spa, Fondazione Fiera Milano, punta a creare azioni sul territorio per colmare il problema. Nasce su quest’onda il progetto Carrello sospeso coordinato con Caritas Ambrosiana.

A Lambrate è stato aperto un minimarket solidale nel quale le famiglie potranno fare la spesa scegliendo i prodotti allineati sugli scaffali come in un normale supermercato con la sola differenza che alla cassa non pagheranno con il denaro, ma con una tessera a punti, assegnata dagli operatori dei centri di ascolto della Caritas a famiglie in difficoltà.

Milano non è nuova a questo genere di azione: è stata l’Associazione iBVA con il progetto Solidando in via Calatafimi a dare vita al primo minimarket solidale.

Si tratta di un vero e proprio supermercato, munito di casse automatizzate, carrelli, scaffali e una variegata tipologia di prodotti (olio, aceto, sale, pasta, riso, biscotti, zucchero, pelati, legumi, tonno; pannolini, sapone, dentifricio).

Il progetto è già stato sperimentato con successo a Roma e in molte altre regioni (Puglia, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Piemonte) e – per quanto riguarda la Lombardia – a Cesano Boscone.

Raggiungere FameZero non significa soltanto combattere la fame, ma anche nutrire le persone e il nostro Pianeta, richiamare l’attenzione affinché tutti abbiano accesso a diete sane e sostenibili.

Il tema della sicurezza alimentare è strettamente connesso a quello del cambiamento climatico.

Un numero crescente di agricoltori, pescatori e allevatori sta subendo gravi perdite causate da temperature sempre più elevate e da una frequenza maggiore di disastri naturali.

Una mano viene anche dall’arte. Che ci può fare riflettere e stupire. L’associazione culturale Arte da mangiare mangiare Arte e MAF – Museo Acqua Franca hanno allestito la mostra L’utilizzo dell’acqua nella filiera alimentare (fino al 30 ottobre presso la Centrale dell’Acqua di Milano gestita da MM).

Gli usi dell’acqua nell’industria alimentare possono essere di vario tipo, per esempio nei processi operativi, come ingrediente, per la pulizia o nell’agricoltura attraverso l’irrigazione. Gli artisti presenteranno dunque delle piccole installazioni volte a illustrare i modi di utilizzo e lavoreranno sulla percentuale dell’acqua negli alimenti.

Con l’hashtag #rtwfd2019 Syngenta, azienda che opera nel settore agricolo fornendo sementi industriali, ha dato la parola a sette protagonisti della filiera agroalimentare per contribuire a richiamare l’attenzione sulla necessità di garantire cibo a sufficienza per sfamare una popolazione sempre crescente, a fronte di una crescente scarsità di risorse.

Abbiamo bisogno di riflessioni in tema e soluzioni sostenibili. Syngenta, realtà che opera all’interno dello sviluppo industriale del settore agricolo, ha dato vita anche a The Good Growth Plan con l’obiettivo di migliorare la produttività delle aziende agricole, recuperando terreni deteriorati, potenziando la biodiversità e rivitalizzando le comunità rurali.

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