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Spiagge sostenibili: preparativi per la prossima stagione estiva

città: Grosseto - pubblicato il:
spiagge sostenibili

Quali indicatori vanno seguiti per rendere le località marine ecologiche anche al turismo di massa?

Con i suoi 8.000 chilometri di coste, il cluster italiano dell’economia del mare produce il 2,7% del Pil dando lavoro, se pur stagionalmente, a oltre 500mila addetti con una localizzazione prevalente nelle aree svantaggiate del Paese. Bastano questi pochi dati a mettere in luce quanto il tema del turismo balneare sia fondamentale.

Tanto quanto si instradi verso tematiche di sostenibilità vera, anche se la cosa implica una complessità che non si limita a individuare un protocollo di gestione delle spiagge, ma è trasversale e riguarda l’intero comune e il suo territorio che nel periodo estivo riceve delle pressioni antropiche notevoli da dover gestire.

Il dato dell’intensità turistica è in questo caso un indicatore fondamentale da monitorare, restituisce il carico del turismo sul territorio, in particolare i fattori responsabili delle pressioni sull’ambiente, che si traducono nel maggior sfruttamento delle risorse naturali, incremento di produzione dei rifiuti, più inquinamento.

Il rapporto tra il numero degli arrivi per popolazione residente rappresenta il peso del turismo sulla regione, mentre il rapporto “presenze per popolazione residente” offre l’idea dello sforzo sopportato dal territorio e dalle sue strutture.

La densità turistica è data dal rapporto tra il numero di presenze (il numero delle notti trascorse dai turisti) e la superficie del territorio e indica il numero di turisti per kmq. Come rileva Istat nel rapporto presentato a novembre 2018 le località balneari della penisola, anche se numericamente inferiori ai comuni non costieri, registrano il maggior numero di posti letto e il numero più elevato di presenze turistiche, il 53,1% del totale.

Ecco perché nel contesto del G20 spiagge, il summit delle località balneari italiane che si è svolto a Castiglione della Pescaia a metà settembre (riunendo stakeholder, esperti del settore insieme ai 20 comuni che fanno circa 70 milioni di presenze) il tema della sostenibilità ha toccato anche gli aspetti della mobilità sostenibile, degli eventi sostenibili, del riconoscimento di condivisione degli obblighi anche da parte dei comuni il cui fiume sfocia su quelle spiagge, lo status di città balneare.

Partiamo da quest’ultimo tema. Il riconoscimento di uno stato di città balneare come hanno le città d’arte consentirebbe di raggruppare specifici bisogni e necessità che questi comuni hanno.

La gestione sostenibile delle spiagge non solo lato ambientale, creando per esempio apposite aree per i fumatori per ridurre la dispersione dei mozziconi di sigaretta sulle spiagge, ma soprattutto di accessibilità per tutti, la Legge 5 febbraio 1992, n.104 recita che “le concessioni demaniali per gli impianti di balneazione e i loro rinnovi sono subordinati alla visitabilità degli impianti ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n.236, di attuazione della legge 9 gennaio 1989, n.13, e all’effettiva possibilità di accesso al mare delle persone handicappate“.

La Legge 494 del 1993 indica che l’accessibilità deve essere garantita “laddove esistano obiettive difficoltà strutturali e ambientali, accertate dall’autorità marittima competente, alla predisposizione di specifici accessi da parte di ciascun concessionario, l’accesso al mare da parte dei soggetti handicappati è comunque garantito dalla realizzazione di idonee strutture per tratti orograficamente omogenei di litorale“.

La Regione Toscana sul tema accessibilità ha approvato una legge nel 2016 che impone a tutte le strutture turistiche degli obblighi di adeguamento delle proprie strutture entro il 31 marzo 2019 indicando i requisiti e servizi minimi.

L’incremento esponenziale delle persone presenti sul territorio nel periodo estivo ha sicuramente come effetto più evidente le conseguenze sulla viabilità ma non solo, sull’accesso dei servizi primari, sul tema della convivenza con i residenti e il differente modo di fruizione del territorio da turista e da cittadino che devono convivere nel reciproco rispetto.

Il tema della sostenibilità, come quello del clima, coinvolge tutti, deve essere gestito in un’ottica globale di responsabilità estesa, ecco perché si è posta l’attenzione sul fatto che si debba colloquiare e programmare azioni congiunte anche con i comuni i cui fiumi sfociano sulle spiagge di quel dato comune. Il mare nasce dal fiume, è patrimonio di tutti.

La micro mobilità elettrica con, per esempio, i monopattini è stata una valida soluzione nel comune di Rimini anche per stimolare una mobilità intermodale per arrivare alle spiagge senza congestionare il circuito cittadino.

Spesso nel periodo estivo in queste località balneari vi sono un susseguirsi di eventi che anch’essi richiedono una gestione sostenibile, il tema della plastica è sicuramente un elemento ma creare un vero sistema di gestione sostenibile è l’obiettivo più elevato che ci si pone.

Manca a oggi un indirizzo anche a livello nazionale che parli di criteri integrali di sostenibilità internazionalmente riconosciuti e condivisi dagli stati membri, in Europa ci sono oltre 100 certificazioni e marchi che raccontano a vario titolo un aspetto della sostenibilità.

Sicuramente adottare dei criteri univoci, di indicatori sui marchi turistici per avere un linguaggio comune condiviso e compreso anche a livello internazionale diventerebbe anche un valore aggiunto per distinguersi e proporsi sul mercato turistico.

articolo realizzato da Ada Rosa Balzan

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