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Nelle città il verde è fondamentale. Come il Bonus verde

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 31 Ottobre 2019
verde in città

Il Bonus verde non solo va riproposto in finanziaria, ma andrebbe anche aumentato (dal 36 al 50%) e reso strutturale. Per abbattere i costi della manutenzione c’è anche il progetto Legno Urbano. E intanto Myplant&Garden tiene a battesimo un nuovo bosco

Le città verdi non crescono come funghi. Ma vanno coltivate. Cittadini, aziende, associazioni sono chiamate allo sviluppo di ciò che Umberto Andolfato, vicepresidente di Aiapp Lombardia definisce verde fondamentale superando l’ideologia che il verde sia solo ornamentale.

Fondamentale per il benessere dei cittadini; per lo sviluppo dei processi cognitivi; per abbattere l’inquinamento da polveri sottili; per attutire le isole di calore; per rispondere al meglio ai cambiamenti climatici” dice Nada Forbici, presidente di Assofloro Lombardia che, accanto a Coldiretti, sta combattendo in questi giorni affinché il Bonus verde sia riproposto in finanziaria dopo che era stato dimenticato dal Decreto Clima ed era sparito dal Decreto fiscale.

Forbici continua: “per questo plaudo alla città di Milano che sta lanciando una campagna di depavimentazione per ospitare nuove piante“.

In effetti, a Milano c’è questo obiettivo: costruire una foresta di 3 milioni di alberi. E per farlo bisogna dar loro spazio. A far crescere questa foresta – già battezzata ForestaMi – potranno contribuire tutti, “cittadini e imprese private” afferma Pierfrancesco Maran, Assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura.

Non se lo sono fatti dire due volte quelli di Myplant&Garden che al verde dedicano una manifestazione che è diventata ormai un appuntamento fondamentale per il settore dell’orto-floro-vivaismo (26/28 febbraio in fiera a Rho). Sotto l’egida del consorzio Myplant&Garden e in collaborazione con il Parco Nord di Milano a primavera 2020 nascerà il Bosco di Myplant.

I calcoli dicono che le prime 200 piante che andranno a dimora assorbiranno circa 50 tonnellate di CO2. Qui cresceranno le specie coltivate dai florovivaisti locali.

Sono state scelte in primis le querce (carpineti, robur, cerris, petrae) aceri e ciliegi selvatici. Gli agronomi del Parco Nord, coordinati da Riccardo Gini, hanno già in mente dove posizionarli. E intanto un albero simbolo è già stato messo a dimora in questo autunno dalle caratteristiche estive.

Piantare e manutenere gli alberi è un tutt’uno. Il budget che risponde alla voce gestione del verde del Comune di Milano è di 12 milioni di euro l’anno, cifra riferibile all’ultimo bando che risale a due anni fa.

Ciò significa “1 euro al metro quadro” spiega Maran. Succede però che i nuovi insediamenti verdi possano costare anche di più. “Fino a 7 euro” continua l’assessore. Così i nuovi bandi che affidano il verde ai privati si sono raffinati “e chiedono che siano gli stessi privati a manutenere i beni“. Accorgimenti che ribadiscono quanto il verde sia fondamentale in città.

Altra novità che potrebbe a breve comparire nei bandi della gestione del verde: quella della gestione del legno urbano di risulta. Ovvero, per sfruttare al meglio gli abbattimenti degli alberi perché malati o pericolanti, Rete Clima ha ideato un processo di recupero. Legno buono e pregiato che anziché andare in discarica (con un costo sia economico che ambientale) o finire in pellet finisce nelle mani di artigiani che ne fanno ottimo uso.

Ma perché questo avvenga va messo nei bandi della manutenzione cittadina” spiega Andrea Pelegatta di Rete Clima. Torino lo ha già fatto, Maran ha preso appunti in merito.

Intanto, gli addetti ai lavori stanno con le dita incrociate e non solo attendendo gli esiti del Bonus verde. Nada Forbici è in prima linea affinché questa peculiarità che l’Europa ci invidia sia riproposta in finanziaria.

Il Bonus verde è uno strumento fiscale che agevola i cittadini che vogliono compiere azioni concrete nel miglioramento ambientale delle città, per il contrasto ai cambiamenti climatici, che premia la professionalità nella cura del verde e fa emergere il lavoro sommerso. Escludere il Bonus verde dalle agevolazioni sarebbe un grave errore oltre che per l’ambiente e per le casse dello Stato, anche per l’occupazione: il settore florovivaistico produttivo e manutentivo impiega in Italia circa 180.000 occupati. Ma non solo: un governo che dice di voler combattere i pagamenti in nero, non può dimenticarsi di uno strumento che lavora proprio per evidenziare il sommerso con importanti benefici anche per la spesa pubblica“.

Per questo” riflette ancora la Forbicivorremmo che le detrazioni dal 36 passassero al 50% e che il bonus verde diventasse strutturale“.

(ha collaborato Rosa Quaranta)

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