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A Mm la gestione del depuratore di Nosedo

città: Milano - pubblicato il:
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Tra gli obiettivi del passaggio di gestione del depuratore di Nosedo c’è anche, finalmente, la costruzione di una nuova centrale da 50 Megawatt termici che andrà poi a cedere calore al vicino ospedale IEO

A Nosedo, a due passi da Chiaravalle, immerso nel Parco della Vettabbia, c’è il più grande dei tre depuratori che lavorano le acque di scarico della città di Milano.

Qui vengono ripuliti – tanto da essere poi “adatti alla balneazione” – circa 2,2 miliardi di metri cubi di acqua di scarico, equivalenti a circa 140/150 milioni di metri cubi l’anno. Tanta roba. In tempo asciutto si parla di 5.000 litri al secondo, mentre in tempo di pioggia si arriva a depurare fino a 15.000 litri. Sempre al secondo.

Acqua che torna a essere utile, perché consente di rifornire per uso irriguo 90 aziende agricole, per una superficie coltivata di circa 4.000 ettari. Così, le acque depurate vengono consegnate al Consorzio della roggia Vettabbia e da qui ai campi per far crescere mais, riso e altri cereali e foraggi aiutati anche dalle 50.000 tonnellate l’anno di fanghi, sempre forniti dalla depurazione delle acque di città.

Fanghi contenenti elementi nutrienti fra cui carbonio, azoto e fosforo. Una manna per i terreni aridi della Pianura padana.

È questo il quadro che ora Mm, gestore idrico milanese, ma ormai impegnato su diversi fronti cittadini, si trova a dover prendere in carico. MilanoDepur Spa, che dal 2003 ha gestito il depuratore di Nosedo, ha consegnato le chiavi al presidente di Mm, Simone Dragone.

Sotto la nuova gestione potrebbe così essere portato a termine anche il progetto di una nuova centrale da 50 Megawatt termici che andrà poi a cedere calore al vicino ospedale IEO e riscaldare e condizionare 17.000 nuovi appartamenti.

Se ne parla da tempo. Succederà nei prossimi anni? Le capacità tecniche ci sono tutte. E anche le esigenze!

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