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C’è fermento sui ponti milanesi

città: Milano - pubblicato il:
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Mercoledì 6 novembre la passerella della darsena sarà battezzata con il nome di Alexander Langer, fondatore dei Verdi europei. Ma poco più in là i cittadini reclamano l’apertura del Ponte degli Artisti

La passerella verde realizzata per Expo sulla Darsena per collegare viale Gorizia a viale D’Annunzio ha finalmente un nome: Alexander Langer, fondatore dei Verdi europei. Mercoledì mattina, 6 novembre, si terrà l’ufficializzazione in loco.

Plaude Elena Grandi, portavoce nazionale della Federazione dei Verdi e vicepresidente del Municipio 1. Si deve a lei se, prima il suo Municipio seguito dagli altri e poi da Palazzo Marino hanno deliberato l’iniziativa, poi firmata da Filippo del Corno, assessore con delega alla Toponomastica.

Poco più in là c’è un’altra passerella che sta attirando le attenzione dei milanesi. È quella accanto alla stazione di Porta Genova. Conosciuta come il Ponte degli artisti. Da tempo la via Tortona è tappezzata da cartelli che ne richiedono la riqualificazione e la riapertura. Per facilitare il passaggio, certo, ma anche per recuperare una delle strutture in ferro più belle della città.

I ponti sono un simbolo anche per la città di Milano. Langer stesso “è stato un costruttore di ponti” commenta Marco Boato, membro dell’esecutivo nazionale della Federazione dei Verdi, ex senatore e fondatore insieme a Langer dei Verdi “tra etnie e gruppi linguistici, tra identità ideologiche diverse, tra le differenze di genere, tra partiti e società, tra Nord e Sud e tra Est e Ovest del mondo, tra uomo e natura, tra la pace e l’ambiente. Di fronte alla disperazione e al catastrofismo ha cercato di essere un portatore di speranza e un costruttore di pace“.

Oggi, se fosse vivo (si è tolto la vita nell’estate del 1995 a 49 anni) Langer avrebbe 73 anni “ma non credo sarebbe felice di assistere al degrado etico, culturale e ambientale dei nostri tempi” commenta Elena Grandi che però ricorda come il suo insegnamento sopravviva “Ecco perché un ponte, il ponte pedonale che collega le due sponde della Darsena, da viale D’Annunzio a viale Gorizia, è il luogo ideale e simbolico per ricordarlo. Ripartiamo da qui, da un ponte, dal ponte Alex Langer, per immaginare un futuro più verde, più equo, più giusto“.

Apriamo i ponti, quindi, e rendiamoli familiari ai cittadini. In tutti i sensi. Non ci farà che bene.

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