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Additivi alimentari, coloranti ed esaltatori di sapore… è buon cibo?

città: Milano - pubblicato il:
additivi alimentari

Cos’è il buon cibo? Sembra una domanda semplice a cui rispondere ma, probabilmente non lo è visto il proliferare di additivi alimentari e sostanze per mostrare e far sentire gli alimenti in un modo che non è quello naturale

Carciofi sbiancati per diventare, una volta surgelati, di colore verde, olive nere colorate perché siano più gradevoli al nostro occhio. Quanti alimenti subiscono manipolazioni con processi e aggiunte di glutammato, difosfato disodico, acido citrico, tiamina.

Additivi, coloranti artificiali ed esaltatori di sapore nei cibi che, a parte sollecitare occhio e gusto, non sono necessari per la nostra alimentazione e nulla aggiungono alla buona salute.

Additivi alimentari: ecco di cosa si tratta

Si badi bene, sono sostanze permesse e che non nuocciono alla salute; semmai nuocciono alla nostra percezione che richiede a un cibo di avere un determinato colore o sapore sennò non è sano e buono. Ecco quali sono gli additivi alimentari e sostanze più utilizzate.

Glutammato monosodico

La sostanza altro non è che il sale di sodio dell’acido glutammico, uno dei 23 amminoacidi naturali che costituiscono le proteine. È uno degli amminoacidi più abbondanti in natura e si trova naturalmente in molti alimenti come latte, pomodori e funghi, ma anche in alcune alghe usate nella cucina giapponese.

Il parmigiano è il cibo che ne contiene di più: 1,2 grammi ogni 100. A temperatura ambiente si presenta come una polvere bianca cristallina, solubile in acqua. Il glutammato, ingrediente principale dei dadi da brodo e dei preparati granulari per brodo, è identificato dalla sigla E621.

Difosfato disodico

Il difosfato disodico – identificato dalla sigla E450 – è un esaltatore della sapidità e un agente lievitante molto utilizzato in campo alimentare. Il polifosfato di sodio è un polimero lineare formato da unità fosfato collegate tra loro condividendo atomi di ossigeno. Viene anche denominato pirofosfato di sodio o pirofosfato acido di sodio ed è composto da sodio, potassio, calcio e fosfati.

Acido citrico

È uno degli acidi commestibili più forti ed è utilizzato come aroma e conservante nei cibi e nelle bevande, specialmente nelle bibite e nelle caramelle. Nell’industria alimentare è usato come acidulante e per correggere il pH di coloranti basici, come emulsionante, per esempio nei gelati, come sostituto del succo di limone oppure per evitare la precipitazione dello zucchero nel caramello.

L’acido citrico – identificato dalla sigla E330 – è molto usato anche in bibite, prodotti di confetteria, gelatine, marmellate, birre e, con il sodio bicarbonato, in preparazioni effervescenti.

Tiamina

La vitamina B1 contribuisce allo svolgimento dell’importante processo di conversione del glucosio in energia. Al pari della vitamina B2, la vitamina B1, o Tiamina, ha il ruolo di sintetizzare i processi energetici dell’organismo, rilasciando a quest’ultimo l’energia necessaria a svolgere le attività quotidiane.

La regolamentazione di legge

Intanto, a favore di una corretta informazione sugli additivi alimentari utilizzati nell’industria è partita la campagna #UNALTROMODOPER lanciata da FRoSTA, azienda tedesca di prodotti da surgelamento con sede a Bremenhaven, nel nord-ovest della Germania, affacciata sul Mare del Nord.

Con 1.800 dipendenti in 6 nazioni europee e un fatturato di 509 milioni di euro, FRoSTA si può permettere una comunicazione schietta viste anche le certificazioni MSC e ASC che garantiscono metodi di allevamento e pesca responsabile che tutelano l’ecosistema marino e contrastano la pesca illegale.

Gli additivi alimentari sono sostanze utilizzate durante la preparazione degli alimenti, per esempio per la conservazione, la colorazione, la dolcificazione dei cibi venduti.

Il loro utilizzo è regolato da una direttiva del Parlamento e del Consiglio Europeo – n.1333/2008 – che così li definisce: “qualsiasi sostanza abitualmente non consumata come alimento in sé e non utilizzata come ingrediente caratteristico di alimenti, con o senza valore nutritivo, la cui aggiunta intenzionale ad alimenti per uno scopo tecnologico nella fabbricazione, nella trasformazione, nella preparazione, nel trattamento, nell’imballaggio, nel trasporto o nel magazzinaggio degli stessi, abbia o possa presumibilmente avere per effetto che la sostanza o i suoi sottoprodotti diventino, direttamente o indirettamente, componenti di tali alimenti“.

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