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Stare bene e affrontare il cambio stagione con il wellness molecolare

città: Milano - pubblicato il:
wellness molecolare

I mesi invernali sono quelli giusti per prendersi cura del proprio organismo, preparandolo ad affrontare le temperature più rigide e gli eccessi delle feste natalizie; come? Con il wellness molecolare

Il wellness molecolare si sviluppa intorno al concetto che un flusso di molecole chimiche informazionali – ormoni, neurotrasmettitori, peptidi – collega e mantiene una comunicazione costante tra tutte le cellule del corpo.

In pratica il metabolismo è un internet biologico, che produce, smista, riceve informazioni dall’esterno e controlla il comportamento del corpo e della mente umana.

Normale allora che il nostro corpo, al cambio delle stagioni necessiti di un periodo di adeguamento e di ricalibrazione delle informazioni molecolari che scorrono al nostro interno.

Il corpo si adegua, i ritmi cambiano e vanno assecondati. Non si tratta di andare in letargo ma di rallentare un po’ per ritemprarci e rigenerarci, per affrontare con maggiore energia le sfide della stagione invernale: il clima rigido, le ore di luce che si vanno gradualmente a ridurre e, non da ultimi, gli eccessi culinari delle festività natalizie.

È necessario quindi imparare a “rispettare il nostro corpo seguendo il ritmo delle stagioni” ci ricorda Antonio Maone, medico dello sport e ideatore del wellness molecolare. Sono cinque le aree su cui, individualmente, possiamo intervenire per ottenere miglioramenti tangibili in termini di benessere.

I 5 consigli di benessere del wellness molecolare

Bioritmi e ritmi circadiani

La vita è una questione di ritmi e il nostro corpo regola le sue funzioni (temperatura, battito cardiaco, produzione ormonale) con un orologio interno programmato dal nostro Dna e sincronizzato con i ritmi della natura” spiega MaoneOggi però i ritmi sono diventati così incessanti da farci perdere la naturale alternanza tra il carico e lo scarico, il lavoro e il riposo, il sonno e la veglia, che è fondamentale per il nostro benessere. Così, nell’esasperato tentativo di voler dare sempre il massimo, ci capita di non ascoltare i segnali che la mente invia al corpo. Magari raggiungiamo grandi risultati professionali ma a pagarne il prezzo è la nostra salute, perché lavorare costantemente per 10-12 ore al giorno non fa parte della nostra storia evolutiva“.

Stanchezza eccessiva, ingiustificata rispetto al normale carico di lavoro; difficoltà ad addormentarsi o frequenti risvegli notturni; palpitazioni improvvise; nervosismo e scatti d’ira; malumore diffuso: sono questi i principali campanelli d’allarme.

A cui seguono inoltre i disturbi muscolari – come contratture e mal di schiena – e gastrointestinali – come reflusso, bruciore di stomaco, diarrea.

Di fronte a disturbi del genere, il primo passo è quello di consultare il medico curante. Una volta esclusi altri problemi scatenanti, evidentemente la causa principale è il mancato riposo mentale. A questo punto bisogna porsi una domanda ben chiara: cosa devo cambiare del mio lavoro e della mia giornata e in che modo?” continua Maone.

A parte la necessaria riduzione del carico di impegni, una soluzione è quella di programmare un micro pausa ogni 60-90 minuti di lavoro, per sgranchirsi le gambe, prendere una boccata d’aria o bere un bicchiere d’acqua. In pausa pranzo è bene concedersi 10-15 minuti di riposo attivo, trovando una posizione comoda dove chiudere gli occhi e rilassarsi.

Riposo e qualità del sonno

Quando si vuole essere più produttivi sul lavoro, incrementare l’attività fisica o dedicarsi agli impegni mondani, la prima cosa a cui si rinuncia è il sonno. Ma questa strategia, nel lungo termine, non porta a nulla di buono.

Dormire non è una perdita di tempo, anzi, è la fase in cui si ricaricano le scorte di neurotrasmettitori come la dopamina e la serotonina, fondamentali per la regolazione dell’umore, della creatività e dell’appetito.

Gli studi scientifici confermano che 7-8 ore di sonno sono il minimo indispensabile per un recupero ottimale, ma possono salire fino a 10 per chi ha una routine particolarmente impegnativa, come gli atleti o i manager di alto livello.

Chi non riesce a concedersi le canoniche otto ore di riposo notturno può compensare con una breve pausa pomeridiana di 20 minuti al massimo. Non è indispensabile dormire profondamente ma si può stare anche in uno stato di dormiveglia, in un ambiente lontano da fonti di disturbo e di distrazione. Anche la dieta può essere di aiuto, aumentando la dose di cereali integrali a cena ed evitando tè e caffè nella seconda parte della giornata“.

Gestione dello stress

Bisogna applicare il concetto dell’alternanza anche nel proprio stile di vita. Posto che il nostro cervello non riesce a rimanere al massimo regime per più di due ore, molte ricerche confermano che il massimo potenziale del benessere si raggiunge alternando attività e recupero, purché entrambi siano di qualità“.

Ogni 7 giorni bisogna ritagliarsi un giorno in cui staccare completamente, evitando anche le mail, i messaggi di lavoro e le ricerche su Internet. L’ideale sarebbe immergersi nella natura per una giornata intera. Ogni 3-4 settimane, invece, è utile dedicare un weekend a fare qualcosa di diverso dal solito, per distrarsi e trovare nuovi stimoli.

Fare attività fisica

Questo è il momento migliore per pianificare un programma di allenamento che incrementi la forza muscolare, in vista della stagione invernale e della settimana bianca di rito. Questo risultato non dipende tanto dal tipo di esercizio, quanto dalla sua intensità. La massa infatti aumenta quando si dà al muscolo uno stimolo abbastanza intenso da stressarlo, facendolo un po’ soffrire“.

Sotto la guida di un personal trainer si può scegliere fra tre diversi orientamenti, ciascuno con i suoi pro e i suoi contro:

  • allenamento con macchine isotoniche e pesi. Ha il vantaggio di far crescere i principali gruppi muscolari (pettorali, dorsali, addominali, gambe, braccia), ma con movimenti molto specifici
  • allenamento funzionale. Lavora sull’intero organismo in termini di forza, flessibilità e resistenza. Il suo limite sta nel fatto che gli esercizi sono molto intensi e i traumi, di conseguenza, sono frequenti
  • allenamento Total Body o Corpo libero. Si tratta di esercizi che sfruttano il peso del corpo, come piegamenti, trazioni, plank. Sono molto comodi perché non richiedono grandi spazi o attrezzature specifiche, per contro però bisogna imparare a eseguire i movimenti alla perfezione

Wellness molecolare: il melograno rigenera le cellule

Le nostre cellule dispongono di un sensore molto efficace, meglio conosciuto come fattore di trascrizione nucleare eritroide-2 Nrf2 del gene NFE2L2. È una specie di interruttore che, una volta acceso, va a decodificare sul Dna cellulare una varietà di geni deputati a produrre enzimi protettivi e riparativi” conclude il dottor Maone.

Conoscere le strategie per attivare questo sensore ci aiuta quindi a contrastare l’invecchiamento cellulare, prevenire le malattie o rallentarle. Questo sensore è molto sensibile ai polifenoli contenuti nella frutta e nei vegetali di stagione.

Tra i più importanti attivatori ci sono proprio il frutto e il succo di melograno, particolarmente ricchi di polifenoli come l’acido ellagico.

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