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Consigli utili per scegliere la lampadina Led giusta

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 24 Novembre 2019
scegliere la lampadina led giusta

Se vi state accorgendo che la vostra vista si affatica più del solito, il problema potrebbe risiedere nell’errata lampadina adottata. Ecco qualche consiglio per scegliere la lampadina Led giusta

Se le compriamo male, i nostri occhi ci vanno di mezzo. Stiamo parlando di un oggetto consumer, ma non banale come le lampadine Led, spesso scelte d’acchito e infilate nel carrello (anche virtuale perché è alto l’acquisto via e-commerce) con troppa superficialità o vagliando solo l’aspetto economico.

Eppure, l’acquisto incauto è dietro l’angolo. Si sbagliano i Watt (troppi o troppo pochi); non si conosce cosa voglia dire il valore dei lumen né tanto meno la loro importanza; non si tiene in considerazione se sia meglio una luce fredda o calda. Insomma, scegliere la lampadina Led giusta non è così semplice come si pensa.

La luce artificiale che sfarfalla e lampeggia” spiega Andrew Stockman, docente presso l’Institute of Ophthalmology, University College London (Ucl) “può avere effetti deleteri sulla qualità della vita e portare a fastidio agli occhi, mal di testa e, anche se raramente, a convulsioni. La scelta della giusta illuminazione è quindi molto importante“.

A seconda del locale che si vuole illuminare ci sono dei suggerimenti per adottare la lampadina più corretta.

Perché non tutte le lampadine sono uguali. Lampeggiamento, sfarfallio e scarsa resa cromatica possono portare a fastidio e stanchezza visiva. tanto che un’azienda come Philips Lighting – pardon Signify come si chiama ora la holding quotata in borsa – suggerisce di fare esercizi di yoga per gli occhi.

Esercizi utili per sfatare un dato allarmante dell’Organizzazione mondiale della sanità che prevede che nel 2050 una persona su due potrebbe essere miope.

Per questo abbiamo sviluppato internamente una label” spiega Marco Calculli, communication manager di Signify Italia “che definisce il comfort degli occhi, EyeComfort, che contraddistingue i nostri prodotti per valutazione del flicker/sfarfallio effetto strobo, abbagliamento e regolazione della luce“.

È uno standard privato, aggiunge Calculli: “al momento, infatti, non esiste uno standard comune globale che definisce il comfort degli occhi: questo è il primo nel settore dell’illuminazione“.

Ultima curiosità utile a chi volesse capire come mai il già citato cambio di nome da Philips Lighting a Signify: la risposta sta anche nello Iot, ovvero Internet of things. Le lampadine, infatti, si stanno trasformando in oggetti smart.

Corrado Massone, marketing director di Signify Italia spiega che “la luce non è più solo illuminazione, ma connessione. Sicura e più veloce del wifi“.

I punti luce evolvono e nessuno li ferma più.

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