Home Imprese Sostenibili Trasporto aereo a impatto zero? easyJet fa la sua mossa

Trasporto aereo a impatto zero? easyJet fa la sua mossa

città: Milano - pubblicato il:
trasporto aereo

Trasporto aereo e impatto ambientale: a che punto siamo? Easa, la European Union Aviation Safety Agency ha pubblicato un rapporto che dà la fotografia della situazione attuale, aggiornando i dati pubblicati nella prima edizione del 2016

La crescita del settore del trasporto aereo ha prodotto in Europa vantaggi economici e maggiore connettività, incoraggiando investimenti nelle nuove tecnologie; un risultato raggiunto grazie all’esperienza maturata e agli approcci gestionali innovativi provenienti da altri settori, che ha consentito di creare nuove opportunità per gestire l’impatto ambientale del trasporto aereo.

Tuttavia, ancora oggi, non si può negare che il trasporto aereo – come testimonia il Rapporto ambientale sull’aviazione europea 2019 pubblicato dall’Easa – contribuisce in modo importante sui cambiamenti climatici, sul rumore e sulla qualità dell’aria con conseguenze anche sulla salute dei cittadini europei e sulla qualità della loro vita.

Alcuni dati sull’impatto del trasporto ereo

I dati, oggettivi, dell’impatto del trasporto aereo su ambiente e cittadini è evidente: ecco alcuni dati raccolti nel rapporto.

  • il numero di voli è cresciuto dell’8% tra il 2014 e 2017 e si presume possa aumentare del 42% tra il 2017 e il 2040
  • i progressi tecnologici, il rinnovo della flotta e la maggiore efficienza operativa hanno in parte compensato l’impatto della crescita recente, anche se a partire dal 2014 è stato osservato un aumento delle emissioni acustiche e di sostanze inquinanti
  • nel 2016, l’aviazione produceva il 3,6% delle emissioni di gas serra nella EU28 e il 13,4% di quelle legate al settore dei trasporti
  • nel 2011, considerando tutte le sorgenti esaminate nella Direttiva sul Rumore Ambientale nell’Unione Europea, di tutte le persone esposte a livelli Lden superiori ai 55 dB il 3,2% lo era a causa dell’aviazione
  • il numero di persone esposte a livelli significativi di rumore nelle aree circostanti i 47 principali aeroporti europei mostra una potenziale stabilizzazione
  • si prevede un aumento del numero di aeroporti che gestiscono più di 50.000 movimenti di aeromobili annuali, da 82 nel 2017 a 110 nel 2040
  • l’efficienza ambientale dell’aviazione è in progressiva crescita ed entro il 2040 si prevedono ulteriori miglioramenti nel consumo di carburante per passeggero-chilometro percorso (-12%) e dell’energia acustica per ogni volo effettuato (-24%)
  • entro il 2040, le emissioni di CO2 e NOX dovrebbero aumentare di almeno, rispettivamente, il 21% e 16%

L’iniziativa di easyJet per ridurre il suo impatto ambientale nel trasporto aereo

Ma le cose si stanno muovendo e tutte le compagnie aeree stanno considerando la riduzione del loro impatto ambientale.

easyJet, per esempio, ha annunciato che diventerà la prima grande compagnia aerea nel mondo a volare a zero impatto di CO2.

In che modo? Compensando tutte le emissioni di anidride carbonica prodotte dal carburante, su tutti i voli del suo network e per conto di tutti i suoi passeggeri.

La compensazione delle emissioni avverrà attraverso schemi accreditati in base a elevati standard di verifica – Gold Standard e VCS – e contribuendo a una serie di progetti riguardanti, tra l’altro, il rimboschimento e la lotta alla deforestazione, la produzione di energia da fonti rinnovabili e programmi di supporto alle comunità locali.

La compensazione dell’anidride carbonica è solo una misura provvisoria, in attesa che si rendano disponibili tecnologie in grado di ridurre drasticamente le emissioni.

Per raggiungere questo obiettivo, la compagnia ha siglato un Memorandum of Understanding (MoU) con Airbus per l’avvio di un progetto comune di ricerca su aerei ibridi ed elettrici.

Inoltre, negli ultimi due anni easyJet ha supportato Wright Electric, startup statunitense che si è posta l’obiettivo di produrre un aereo completamente elettrico da impiegare sui voli a corto raggio.

La compagnia collabora inoltre con Rolls Royce e Safran per lo sviluppo di nuove tecnologie in grado di ridurre all’origine le emissioni di anidride carbonica prodotte dai voli aerei.

Inoltre easyJet valuterà l’utilizzo delle tecnologie di cattura e stoccaggio di CO2 e l’impiego di carburanti sostenibili nel momento in cui diventeranno disponibili ed efficienti dal punto di vista commerciale.

Tra le azioni che la compagnia aerea potrà mettere in campo nel breve periodo per contribuire a ridurre le emissioni di CO2, ci sono l’introduzione di sistemi di rullaggio elettrico, l’utilizzo di unità di potenza ausiliaria (Auxiliary Power Unit – APU) elettriche e la riduzione delle emissioni derivanti dalle attività che non riguardano strettamente il volo attraverso l’impiego di energie rinnovabili.

Un impegno che ha già portato la compagnia a ridurre, rispetto al 2000, di oltre un terzo (33,67%) le emissioni di anidride carbonica per passeggero/chilometro con l’obiettivo di ridurle ulteriormente del 10% entro il 2022, rispetto ai valori registrati nel 2016.

Condividi: