Home Imprese Sostenibili In Liguria nasce il primo osservatorio sottomarino in profondità

In Liguria nasce il primo osservatorio sottomarino in profondità

osservatorio sottomarino in profondità

Studiare il delicato equilibrio del nostro mare in relazione alle tensioni dovute ai cambiamenti climatici e all’inquinamento: in Liguria nasce con questo obiettivo il primo osservatorio sottomarino in profondità

Il primo osservatorio sottomarino in profondità è stato realizzato in Liguria, grazie al progetto Levante Canyon Mooring, per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici, mitigare i rischi naturali e proteggere gli ecosistemi marini dall’acidificazione delle acque e dalla pesca a strascico.

Il progetto è stato finanziato dalla Regione Liguria – grazie al Programma Attuativo Regionale del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (PAR-FSC. 2007-2013) – e messo in mare dal Distretto Ligure delle Tecnologie Marine, con il supporto della Nave Oceanografica Dallaporta e la collaborazione di alcuni enti di ricerca italiani – Enea, Cnr, Ingv e Istituto Idrografico della Marina Militare (Iim).

Posizionato nel Mar Ligure Orientale, a 600 metri di profondità e 6,5 miglia nautiche (12 km circa) al largo delle Cinque Terre, l’osservatorio sottomarino in profondità, primo in Italia, è stato installato in corrispondenza del Santuario dei cetacei Pelagos e di un canyon sottomarino.

La speciale installazione scientifica mette a disposizione degli scienziati marini un punto di osservazione esclusivo, fino a oggi assente nel Mar Ligure Orientale, per il controllo geofisico e oceanografico dei fondali e della colonna d’acqua e per la rilevazione di parametri quali salinità, temperatura, torbidità e velocità della corrente.

Le forti correnti di fondo e il conseguente apporto di sedimenti e sostanze organiche creano infatti un ambiente favorevole allo sviluppo di ecosistemi di pregio, come confermato anche da uno studio Enea e Iim che ha evidenziato la presenza di coralli bianchi vivi alla profondità di circa 570 metri di notevole interesse scientifico e ambientale, anche perché messi a rischio dalla pesca a strascico.

Oltre a fornire supporto per la scelta logistica del sito e per la definizione di dettaglio del layout dell’osservatorio marino in profondità, in collaborazione con gli altri enti coinvolti, Enea ha anche messo a disposizione del progetto due sonde per le misure di temperatura e salinità e una trappola per sedimenti.

I ricercatori del Centro Ricerche Enea di Santa Teresa inoltre prenderanno parte alle successive fasi di acquisizione ed elaborazione dei dati, nonché di manutenzione e gestione dell’osservatorio.

Condividi: