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Sostenibilità e impegno sociale per Uniqlo

città: Milano - pubblicato il:
uniqlo sostenibilità e impegno sociale

Il colosso giapponese dell’abbigliamento Uniqlo si impegna a ridurre il proprio impatto ambientale con iniziative concrete. Attenzione a un maggior benessere degli animali e impegno sociale a favore delle popolazioni più povere

Uniqlo, il marchio di fast retailing giapponese cui fanno capo i brand GU, J Brand, Theory, Comptoir de Cotonniers e Princess tam.tam, lancia la sua campagna per la promozione della sostenibilità.

Da luglio ha annunciato di volere eliminare entro il 2020 l’85% di plastica monouso nei punti vendita, compresi imballaggi e shopping bag, sostituite con borse ecologiche derivate dal riciclo di bottiglie in Pet. Si è anche impegnato a ridurre il consumo di acqua del 90% per la produzione dei jeans.

Uniqlo ha deciso di utilizzare, sempre entro il 2020, solo cashmere e lana merino cruelty free non acquistando da allevatori che praticano il mulesing (crudele attività di tosatura invasiva molto diffusa che provoca profonde ferite sulla pelle) preferendo la lana raccolta in primavera durante la stagione della muta.

Per la collezione di piumini Uniqlo ha scelto fornitori di piume che seguono il Responsible Down Standard (RDS) che prevede oche allevate in libertà, non sottoposte ad alimentazione forzata e a spennature da vive.

La speranza in questo caso è che si faccia un passo successivo, ovvero eliminare del tutto le piume e utilizzare i materiali a disposizione che hanno ormai raggiunto elevati livelli di performance garantendo calore, traspirabilità, leggerezza e resistenza.

Uniqlo ha inaugurato lo scorso settembre a Milano un punto vendita di 1.500 metri quadri che si è aggiunto agli oltre 2.200 sparsi in tutto il mondo. Una produzione di abbigliamento enorme che necessita di iniziative ponderose in termini di sostenibilità e di responsabilità nei confronti del Pianeta.

Dal 2010 la società ha inoltre stabilito un business etico in Bangaldesh in collaborazione con la Grameen Bank fondata nel 1976 dal famoso premio Nobel per la Pace (2006) Muhammad Yunus, che con il sistema del microcredito alle persone più svantaggiate, in Bangladesh e India, è riuscito a promuovere uno sviluppo economico e sociale dal basso, limitando la povertà rurale in quei Paesi. Un esempio virtuoso che è stato replicato con progetti simili in tutto il mondo.

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