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Acqua del rubinetto: conviene proprio berla

città: Milano - pubblicato il:
acqua del rubinetto

Si diffondono le campagne informative e le iniziative a favore dell’uso dell’acqua del rubinetto. L’iniziativa di Gruppo Cap, che ha ideato Fonte San Rubinetto e quella di SodaStream che mette gli sconti in bolletta

Acqua del rubinetto avanti tutta. A sostegno dell’uso dell’acqua che sgorga dai rubinetti delle nostre case diverse sono le aziende che si sono attivate per promuoverla. A cominciare dalle utility interessate.

Come Gruppo Cap, l’azienda pubblica che si occupa della gestione del servizio idrico integrato nella Città metropolitana di Milano, che ha appena lanciato una campagna di comunicazione per diffondere l’etichetta Fonte San Rubinetto.

Caratteristiche organolettiche certificate dal marchio di sicurezza internazionale Water Safety Plan, l’acqua della Fonte San Rubinetto sgorga a chilometro zero. L’idea non è male.

La campagna per lanciare la Fonte San Rubinetto prevede un tour nei centri commerciali della Città metropolitana milanese dove opera Gruppo Cap. Con la formula istant win, tutti i visitatori saranno coinvolti in un gioco a premi in cui avranno la possibilità di vincere subito due bottiglie in vetro brandizzate Fonte San Rubinetto.

Il concorso finale Vinci il benessere, dà possibilità di vincere 3 Samsung Galaxy Tab A e un weekend di relax per 2 persone, alla Cascina Caremma nel Parco del Ticino. Partecipare sarà facile come bere un bicchier d’acqua: basterà passare allo stand San Rubinetto in una delle tappe del tour oppure inserire i propri dati online (avete tempo fino al 20 marzo 2020).

Acqua del rubinetto, l’iniziativa di SodaStream

Un’altra interessante iniziativa a favore dell’uso dell’acqua del rubinetto viene da SodaStream, azienda ormai famosa per rendere tailor made l’acqua gasata casalinga. Attraverso una serie di accordi con le società di gestione della rete idrica, SodaStream, infatti promuove l’uso dell’acqua pubblica.

In bolletta gli utenti si troveranno infatti buoni acquisto per nuove apparecchiature “che” come commenta Petra Schrott, responsabile marketing di SodaStream in Italia “sono un acquisto indistruttibile e fortemente duraturo“.

Attraverso le bollette dell’acqua, le società di gestione che hanno preso accordi con SodaStream danno la possibilità di acquistare un gasatore SodaStream a prezzi scontati, presso un elenco di rivenditori autorizzati, oltre a incentivi con sconti SodaStream per la lettura delle bollette online.

Al momento la società ha già concluso diverse campagne di sensibilizzazione sull’utilizzo dell’acqua di rubinetto con utility quali Veritas (Venezia), Trenta (Trento), Acque Vicentine (Vicenza) e Acegas Aps (Padova). Ma qualcosa si sta muovendo anche nel Sud Italia.

SodaStream ha recentemente promosso una campagna di sensibilizzazione per l’uso dell’acqua del rubinetto. Dando la parola alla nutrizionista Samantha Biale sono stati affrontati 7 falsi miti da sfatare in tema di acqua del rubinetto. Eccoli qui riportati punto per punto.

1) È vero che l’acqua del rubinetto non è sicura? Falso!

La prima condizione di un’acqua potabile è l’assoluta sicurezza per la salute, garantita già dalla falda. L’acquedotto e la rete vengono monitorati costantemente per verificare il rispetto scrupoloso dei parametri microbiologici, chimici e fisici stabiliti per legge.

Tutti la possono bere con tranquillità. Conoscere le caratteristiche dell’acqua di casa è semplice: basta richiederle al proprio Comune. Leggendo i parametri, ci si accorgerà che ha sempre un ottimo equilibrio idrosalino.

2) È vero che l’acqua del rubinetto viene trattata chimicamente? Falso!

Come si è detto, l’acqua di casa deve essere salubre, a garanzia della salute pubblica: in molti casi lo è di natura perché nasce già pura dalla falda, in altri viene aiutata per esserlo con metodi fisici semplici e innocui per la salute come i filtri a carbone attivo, i raggi Uv e le torri di areazione.

L’unico mezzo chimico talvolta utilizzato è il cloro, ma in quantità assolutamente ininfluenti per la salute, grazie al rispetto dei limiti di legge che, in Italia, sono molto bassi.

Ricordiamo che il cloro è un oligoelemento indispensabile per l’organismo (abbonda nei succhi gastrici) e presente naturalmente in molti cibi come il comune sale da cucina, olive e legumi.

3) È vero che l’acqua di rubinetto ha un cattivo sapore? Falso!

Si tratta di una percezione assolutamente personale. Alcune persone si lamentano per il sentore di cloro, ma si tratta di un difetto risolvibile: per eliminarlo basta raccogliere l’acqua in una brocca e lasciarla decantare per qualche minuto. Essendo un elemento volatile, si disperderà facilmente nell’aria, scomparendo dall’acqua.

4) È vero che bisogna preoccuparsi se l’acqua del rubinetto esce biancastra? Falso!

Questo fenomeno è dovuto alla presenza di microscopiche bollicine di aria che si formano per l’elevata pressione con cui l’acqua passa negli impianti (una forte pressione serve per fare arrivare l’acqua ai piani più alti delle case). Bastano pochi secondi nel bicchiere e le micro-bollicine scompariranno, lasciando l’acqua limpida.

5) È vero che l’acqua del rubinetto è ricca di calcare, dannoso per la salute? Falso!

Il calcare è composto da calcio e magnesio che, non solo non fanno male, ma anzi contrastano l’osteoporosi. Gli studi clinici hanno addirittura messo in luce che c’è una correlazione positiva tra la durezza dell’acqua e la minor incidenza di problemi cardiovascolari.

6) È vero che l’acqua del rubinetto è pesante e si digerisce male? Falso!

In Italia, la maggior parte degli acquedotti eroga un’acqua classificabile come oligominerale, ovvero con un residuo fisso che va da 50 mg/l a 500 mg/l, e quindi piuttosto leggera.

Quanto alla digestione, non esiste un’acqua indigeribile! L’acqua non richiede l’intervento di succhi gastrici né enzimi digestivi.

7) È vero che l’acqua del rubinetto ha molto sodio? Falso!

La maggior parte delle acque potabili ha un contenuto medio-basso di sodio. In ogni caso, la quantità fornita dall’acqua ha un impatto irrilevante rispetto a quella assunta attraverso gli alimenti.

Basti pensare che una scatoletta di tonno o una mozzarella ne apportano già 2,5 grammi, mentre per assumerne la stessa quantità, attraverso l’acqua, se ne devono bere circa 15 litri!

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