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Per ridurre l’inquinamento si deve istituire un’area di controllo delle emissioni nel Mediterraneo

città: Milano - pubblicato il:
area di controllo delle emissioni nel Mediterraneo
immagine di Cittadini per l'Aria Onlus

Istituire un’area di controllo delle emissioni nel Mediterraneo (Ecamed). Lo chiedono con forza le Ong europee (in Italia rappresentate da Cittadini per l’Aria) che da tempo dichiarano che non è più possibile tollerare l’inquinamento atmosferico causato dalle navi. Fonte di danni gravi alla salute e all’ambiente.

Daniel Rieger, esperto di navigazione dell’associazione tedesca Nabu afferma: “Mentre molte nazioni bagnate dal mare come Francia, Italia e Spagna, hanno già espresso un forte sostegno al progetto di una Eca Mediterranea, i Paesi con un forte legame con l’industria navale sono ancora restii ad aderire all’iniziativa. Tuttavia, non vi è dubbio che i cittadini di Grecia, Malta e Cipro hanno a loro volta il diritto di respirare aria pulita, i loro governi non ritardino quindi il processo verso Eca. Le prove del fatto che una riduzione dell’inquinamento atmosferico salva la vita e comporta anche enormi vantaggi economici sono schiaccianti. È tempo di agire“.

Una decisione preliminare degli stati mediterranei sulla designazione del Mediterraneo come Area Eca potrebbe arrivare i primi di dicembre a Napoli durante la riunione Cop della Convenzione di Barcellona sulla tutela della biodiversità nel Mediterraneo.

E proprio alla riunione degli stakeholder organizzata nel capoluogo partenopeo dal Ministero dell’Ambiente lo scorso 13 dicembre, Cittadini per l’Aria ha presentato una richiesta affinché la Conferenza Cop21 possa chiudersi con la designazione del Mar Mediterraneo come Area Eca sia per SOx che per NOx, anche in coerenza all’annuncio del Ministro Costa dello scorso mese di maggio.

È necessario che il deposito della richiesta comune all’Imo, l’Organizzazione Marittima Internazionale, per dichiarare il Mar Mediterraneo un’area di controllo delle emissioni avvenga già nel 2020. La Eca del Mediterraneo dovrà riguardare allo stesso tempo sia le emissioni di zolfo che quelle di azoto per ridurre al più presto l’impatto sulla salute della popolazione, i costi sanitari e prevenire danni ambientali. La politica viene loro incontro?

È paradossale che non esistano obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni nell’aviazione e nel trasporto marittimo” afferma Eleonora Evi europarlamentare del Movimento 5 StelleSenza nuovi interventi, entro il 2050 questi due settori concorreranno alle emissioni di quasi il 40 % dell’anidride carbonica mondiale. Secondo l’Imo le emissioni marittime potrebbero aumentare fino al 250% entro il 2050. Una situazione inaccettabile“.

L’idea del Movimento 5 Stelle è di “istituire” afferma la Eviaree di controllo delle emissioni di diossido di zolfo SO2 e biossido di azoto NO2 nel mar Mediterraneo; queste aree esistono già nel Mar del Nord e nel Mar Baltico dal 2015 e funzionano bene perché portano alla riduzione di C02, SO2, NO2 e, di conseguenza, particolato e ozono. Questo eviterebbe 10.000 morti premature entro il 2050 e i costi verrebbero largamente compensati dai benefici di una tale azione. Invito tutti gli europarlamentari a sostenere l’emendamento che chiede maggiori sforzi da parte degli Stati membri per istituire una zona Eca nel Mediterraneo“.

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