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Salva un sacchetto. Anzi due

città: Roma - pubblicato il:
salva un sacchetto

Mentre si diffonde sempre più l’uso della sporta – abitudine incentivata da alcune catene di distribuzione che invitano i clienti a portarsi appresso il classico sacchetto per fare la spesa – Conai, Consorzio Nazionale Imballaggi, rilancia la campagna di educazione ambientale Salva un sacchetto. Salva l’ambiente

L’obiettivo della campagna Salva un sacchetto. Salva l’ambiente è proprio quello di non usare e gettare i sacchetti, ma dar loro un corretto ciclo di riutilizzo e di riciclo.

A partire dal 1° dicembre moltissime catene della Gdo italiana, unitamente alla piccola e media distribuzione alimentare, saranno attive a informare i clienti su tre tipologie di sacchetti.

Quelli di plastica ultraleggeri per gli alimenti sfusi, tipici dei reparti ortofrutta, gastronomia e panetteria, in materiale compostabile, che si conferiscono con la frazione organica dei rifiuti domestici.

Quelli di plastica per il trasporto, biodegradabili e compostabili, distribuiti soprattutto alle casse, riutilizzabili per la raccolta differenziata dell’organico.

E quelli in plastica riutilizzabili, da utilizzare più volte per la spesa o riusare per altri scopi, da differenziare nella plastica una volta rotti.

Collaborano al progetto Salva un sacchetto. Salva l’ambiente Fida, Federdistribuzione, Confcommercio, Ancc Coop e Ancd Conad; l’iniziativa vuole sensibilizzare i consumatori a un uso consapevole dei diversi tipi di sacchetti ed educare a comprenderne l‘impatto ambientale.

Nel 2018 – sono i dati più recenti – il Consorzio Nazionale Imballaggi ha recuperato l’80,6% dei rifiuti di imballaggio: 10,7 milioni di tonnellate dei 13,3 milioni totali immessi al consumo. Di queste, la parte avviata a riciclo sfiora il 70%.

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