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L’arte di lavorare il legno è sempre più affare di designer e architetti

città: Milano - pubblicato il:
lavorare il legno

Lavorare il legno è sempre più un arte di alto livello. E i designer ne stanno riscoprendo le caratteristiche di duttilità e creatività che si associano alla sostenibilità della crescita delle piante che ne forniscono la materia prima

È il caso delle latifoglie americane. Due le specie maggiormente utilizzate nei laboratori – il tulipier e la quercia rossa – che garantiscono forti ritmi di crescita tanto che l’American Hardwood Export Council afferma che “le latifoglie americane crescono a ritmi di gran lunga superiori a quelli di abbattimento“.

In particolare il tulipier americano (detto anche tulipwood) sembra essere una delle specie più prolifiche e sostenibili sul territorio statunitense.

L’American Hardwood Export Council certifica, infatti, che ogni due minuti la foresta di latifoglie degli Stati Uniti ha una crescita pari alle dimensioni di un campo da calcio. E sono necessari 0,97 secondi per 1 m3 di crescita di American tulipwood.

La quercia rossa americana è, invece, la specie dominante delle foreste americane, costituendo circa un quinto del loro volume in legno massiccio.

Questa quercia – sempre secondo i dati rilasciati dall’American Hardwood Export Council – starebbe crescendo di 55,2 milioni di m3 all’anno, mentre la raccolta è di 33,9 milioni di m3 all’anno. Il volume netto (dopo la raccolta) aumenta di 21,3 milioni di m3 ogni anno – una dimensione equivalente a cinque volte lo stadio di Wembley.

Lavorare il legno: i designer hanno scoperto un elemento eccezionale

E con queste piante nascono bei progetti in legno. Che il Wood Awards, va a individuare – da molti anni – e premiare. Come il MultiPly (in tulipier americano) di Waugh Thistleton Architects, un padiglione che si presenta come un labirinto verticale, formato da moduli sovrapposti e scale che crea che si intrecciano, invitando le persone a esplorare l’uso del legno in architettura e a riflettere su come costruiamo le nostre case e le nostre città.

Perché è bene capire che costruire in legno si può. Ed è bene: un bell’esempio è la Cork House costruita quasi interamente in sughero e legno. Le pareti portanti e i gradoni del tetto a piramide sono costruiti in sughero espanso ricavato dalla corteccia di quercia da sughero, un sottoprodotto utilizzato per i tappi delle bottiglie da vino.

Concepito come un kit di pezzi prefabbricati, i blocchi di sughero espanso sono stati lavorati con macchina Cnc e poi assemblati in loco a mano senza malta o colla. Tutti i 1.268 blocchi di sughero puro saranno riciclati alla fine del loro utilizzo come nutrienti biologici. La piattaforma in Clt, rifinita con tavole di quercia, poggia su travi di accoya sostenute da pali a vite in acciaio.

L’accoya è utilizzato anche per porte, finestre e gradini esterni fatti su misura. Sul tetto e sulla facciata posteriore è stato utilizzato il cedro rosso occidentale. Tutti gli infissi interni e i mobili sono realizzati in abete rosso. All’interno, il sughero e il legno a vista creano un ambiente ricco, suggestivo e sensoriale.

Anche la Cork House è stata premiata dal Wood Awards, così come la ristrutturazione della Royal Opera House (rifatta in noce americano), i mobili Littoral Chances 1&2 di David Gates e la panca Long Bench (in noce americano) progettata da Ian McChesney.

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