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Troppi universitari ignorano i rischi ambientali

città: Pisa - pubblicato il:
alfabetizzazione sanitaria

Alfabetizzazione sanitaria, in Italia andiamo male… il dato negativo emerge da una ricerca sul campo coordinata dall’Università di Pisa. Il perché nelle parole della professoressa Carducci

Minore è l’alfabetizzazione sanitaria funzionale, minore è la percezione dei rischi ambientali per la salute. La notizia, che per la prima volta associa queste due variabili, arriva da una indagine coordinata da Annalaura Carducci, docente dell’Università di Pisa e responsabile dell’Osservatorio della Comunicazione Sanitaria del Dipartimento di Biologia.

La tesi scaturisce dopo aver intervistato circa 5.000 studenti dei corsi di laurea scientifico-sanitari e umanistico-sociali tra i 18 e i 25 anni (65% donne e 35% uomini) provenienti da 15 atenei italiani (Pisa, Catania, Chieti, Sassari, Messina, Bari, Modena, Brescia, Torino, Padova, Milano, Napoli, Lecce, Camerino, Firenze).

Parallelamente, nello stesso periodo e nelle stesse aree geografiche, i ricercatori hanno anche monitorato quanto pubblicato in tema di ambiente su Twitter e sui quotidiani online.

La nostra ricerca evidenzia che il 44% degli studenti intervistati non è riuscito a riconoscere almeno 9 su 12 parole, sebbene difficili, correlate alla salute, il che è preoccupante considerato che a rispondere è una parte di popolazione di elevato livello culturale” commenta la CarducciAlla scarsa consapevolezza corrisponde poi una minore percezione dei rischi ambientali, anche quelli legati all’inquinamento e una minore fiducia nelle istituzioni, sia come fonti di informazione sia come soggetti attivi per la tutela del territorio“.

Dalle risposte ai questionari è emerso che per quanto riguarda i temi ambientali Internet e i social network sono le fonti di informazioni primarie consultate dal 77,7% degli studenti.

In generale poi non sono risultate particolari differenze fra gli studenti di materia scientifiche e umanistiche mentre nelle donne è emersa comunque una maggiore sensibilità ambientale e fiducia nelle istituzioni.

I risultati del nostro studio confermano l’importanza dell’alfabetizzazione sanitaria per creare cittadini più consapevoli” conclude Carducciassistiamo oggi al dilagare di informazioni distorte se non addirittura false che il cittadino fa fatica a valutare, in questo senso l’alfabetizzazione sanitaria dovrebbe rientrare a pieno titolo nei programmi scolastici, per consentire una migliore comprensione delle relazioni fra ambiente e salute, un tema su cui la sensibilità sta crescendo proprio nella popolazione più giovane e che dovrebbe essere accompagnata da conoscenze scientificamente corrette“.

Hanno lavorato alla ricerca accanto ad Annalaura Carducci, Andrea Calamusa, Ileana Federigi, Giacomo Palomba e Marco Verani.

Hanno inoltre partecipato all’indagine molti studiosi dei 15 atenei coinvolti nell’indagine e di particolare importanza è risultata la collaborazione con le docenti Margherita Ferrante e Maria Fiore dell’Università di Catania, per la complessa elaborazione dei dati.

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