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L’ostello rinato dal palazzo dimenticato: andiamo a conoscere Combo

città: Milano - pubblicato il:
combo milano

Gestito da una holding torinese, Combo nasce da una riqualificazione lanciata dal Comune di Milano attraverso un bando. Passo per passo ecco le tecnologie applicate

Riqualificare una vecchia casa di ringhiera e renderla un ostello. Questa era l’idea del Comune di Milano per ridare vita a uno storico edificio di ringhiera sul Naviglio.

Scommessa accettata da Combo, Gruppo Finde, quando partecipò nel 2015 al bando. Una riqualificazione da portare avanti sia dal punto di vista edilizio, ma anche culturale.

Promessa mantenuta. Il Combo di Ripa Ticinese è nato e da settembre ospita globetrotter in cerca di uno spazio diverso: qui, infatti, si può vivere appieno l’ostello e abitare contemporaneamente la cultura della condivisione, in un’atmosfera cui contribuisce la redazione di una Web radio che suona tutto il giorno negli spazi dove ti accoglie personale in Tshirt gentile quanto efficiente.

Perché Combo, oltre a essere ostello da 42 camere (per un totale di 217 posti letto) è un bar/ristorante aperto anche per uno snack notturno. Sala convegni, spazi dove il wifi gratuito ti permette di lavorare/studiare tutto il giorno. Magari distraendoti un attimo visitando la collettiva artistica ospitata in quel momento.

Cosa manca a Combo? Solo capire da dove nasce e dove vuole parare. Ecco, quindi, che abbiamo chiesto a Michele Denegri, imprenditore torinese e ideatore di Combo di spiegarci il progetto che è attivo in diverse città italiane: Venezia tra il ponte di Rialto e il mercato del pesce, da inizio 2020 anche Torino nell’Ex Caserma dei Vigili del Fuoco a Porta Palazzo.

Combo nasce in palazzi dimenticati e nel riqualificarli vogliamo diventare la casa più conveniente per il turista, più stimolante per i cittadini e più attraente per chi già è protagonista nel mondo della cultura. Ci consideriamo un social network fisico, fatto di una comunità che condivide principi e valori e che parla un suo linguaggio“.

A Roberto Franchi, Ad di Combo chiediamo invece di raccontarci la storia di questa riqualificazione. A cominciare dai presupposti del bando.

L’intervento si fonda sulle linee dettate nell’ambito del bando per l’assegnazione del diritto di superficie: recuperare l’edificio sia dal punto di vista architettonico – mediante interventi finalizzati alla valorizzazione della tipologia a casa di ringhiera tipica dell’ambito dei Navigli – sia dal punto di vista funzionale tramite l’inserimento di un’attività ricettiva-ostello affiancata da attività indipendenti dalla funzione principale, che fungano da filtro tra la funzione privata all’interno e quella pubblica esterna“.

Ma in che stato era la palazzina?

Si trattava di un fabbricato in cattivo stato di manutenzione, dichiarato inagibile sia per carenze strutturali sia per mancanza delle condizioni minime igieniche e di abitabilità.

Alla data di emissione del bando risultava abbandonato e oggetto di occupazioni abusive e si presentava nel suo complesso in uno stato di conservazione molto scadente.

Come siete intervenuti dal punto di vista degli impianti (che tipo di efficienza energetica avete introdotto)?

L’edificio, nella sua totalità, è stato oggetto di una ristrutturazione impiantistica completa nell’ottica della massima efficienza volta al rispetto ambientale. In fase di progetto, gli obiettivi che ci eravamo posti erano la riduzione al minimo delle emissioni di CO2; la razionalizzazione e la conservazione sia delle energie acquisite dalla rete sia di quelle prodotte.

Oltre alla salvaguardia dell’acqua, che ci siamo imposti di gestirla al meglio. A ciò si aggiunge l’idea di realizzare mobili a minimo impatto ambientale e privi di formaldeide e rendere sostenibile l’immobile anche nei processi gestionali affidandoci a una filiera di fornitori che fanno della sostenibilità una delle loro mission.

Dal punto di vista energetico, abbiamo raggiunto questi obiettivi installando sistemi di produzione calore e climatizzazione che utilizzano macchine ad alta efficienza, condensate con acqua di pozzo che preleviamo dal sottosuolo e la restituiamo con un minimo aumento della temperatura così da non influire sulla falda sottostante.

Abbiamo deciso di installare i sistemi Vrf (ventilazione meccanica controllata) al piano interrato e abbiamo evitato sistemi di combustione a gas proprio per minimizzare le emissioni di biossido di carbonio.

Per l’alimentazione di tutte le apparecchiature descritte, l’energia necessaria è Certificata Verde, ovvero prodotta da fonti rinnovabili.

In parallelo abbiamo installato sistemi per il contenimento dei consumi: dai limitatori di flusso idrico (meno acqua utilizzata corrisponde ad un minore consumo di energie per distribuirla e per riscaldarla) ai sistemi di dimmerizzazione, da sistemi a inverter per limitare il consumo dei motori elettrici a sonde di temperatura per pilotare la produzione delle energie e garantire il giusto comfort.

Controlliamo il tutto con un sistema Hvac (Heating, ventilation and air conditioning) in grado di gestire tutta l’impiantistica in modo dinamico in funzione delle effettive necessità e richieste.

Per la conservazione dell’energia, l’involucro edilizio è stato sapientemente ristrutturato utilizzando serramenti performanti, installando isolamenti termici alle facciate, valorizzando i ponti termici della struttura e climatizzando opportunamente le zone diversamente esposte.

Tutto quanto sopra, dovrebbe garantire alla nostra struttura di guardare al futuro con il dovuto rispetto, riducendo sia il consumo di risorse che le emissioni nell’atmosfera.

Collaborazioni con aziende e associazioni. Ospitate PerMicro oltre a un’altra onlus: è una strada che percorrerete anche per altre realtà?

Al momento, soprattutto con la struttura di Milano, ci siamo già posti come un luogo aperto a servizi di supporto per i cittadini e per il territorio. Da una parte, infatti, abbiamo avviato una collaborazione con PerMicro, una delle società più importanti nel microcredito in Italia.

Si offrirà quindi ai cittadini, che siano imprese o privati, un supporto in termini di consulenza e in termini di finanziamenti economici, aiutando in particolar modo coloro che hanno difficoltà ad accedere al sistema bancario tradizionale.

Inoltre, sempre a Milano, Combo sarà la casa di Polìsola, centro psico-pedagogico di supporto alla genitorialità, offrendo percorsi di sostegno, psicoterapia individuale o familiare e attività terapeutiche relazionali e artistiche.

Partendo da queste due iniziative, ci attiveremo per costruire ulteriori collaborazioni con aziende e associazioni nelle altre sedi di Combo, cercando di allargare il nostro perimetro d’azione e il nostro impatto.

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