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Mal d’orecchio in aereo: 3 consigli per prevenirlo

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 17 Dicembre 2019
Mal orecchio in aereo

Mal d’orecchio in aereo: essere colpiti da un forte fastidio durante i viaggi non è affatto raro. Proprio per questo è bene sapere come prevenirlo. Ecco i nostri 3 consigli

Il barotrauma (più comunemente conosciuto come mal d’orecchio) è un disturbo così diffuso in aereo che per averlo provato almeno una volta nella vita sulla propria pelle non serve essere frequentatori assidui di questi mezzi.

Scoprire come prevenire tal fastidio, quindi, sarà utile a tutti, anche a chi ancora non è mai salito ad alta quota, magari in previsione di un viaggio a più lunga distanza.

Ci soffermeremo brevemente su qual è la causa di tal disturbo, prima di approfondire i 3 modi per prevenire il mal d’orecchio in aereo: l’utilizzo di farmaci, come per esempio alcuni prodotti di Cerulisina, la messa in pratica di semplici azioni come masticare o sbadigliare e il rimanere attivi durante il decollo e l’atterraggio.

Sono due i momenti critici per le orecchie durante un volo: il decollo e l’atterraggio. Durante queste fasi, nonostante le cabine degli aerei siano pressurizzate, il nostro corpo percepisce inevitabilmente, seppur in minima parte, i cambi di pressione dovuti al rapido aumentare o diminuire dell’altitudine (in particolare la pressione atmosferica è maggiore durante la fase di atterraggio rispetto a quella di decollo).

È questo il motivo per cui i problemi riguardano essenzialmente la tromba di Eustachio: un piccolo canale che collega l’orecchio medio alla faringe (connessa a sua volta anche con la cavità orale e nasale) e che ha la funzione di mantenere l’equilibrio tra la pressione esterna e quella interna dell’organo (condizione necessaria, tra l’altro, per la propagazione delle onde sonore).

Se la tromba di Eustachio non riesce a reagire in tempo ai forti cambi di pressioni che si creano in aereo tal equilibrio viene compromesso e, di conseguenza, le orecchie possono:

  • tapparsi perdendo parzialmente la loro capacità uditiva (ipoacusia)
  • percepire ronzii, fischi o trilli (acufene)
  • infiammarsi a causa di piccole lesioni provocando dolore (otalgia)

Dalle orecchie, inoltre, questi disturbi possono estendersi andando a provocare mal di testa o senso di nausea. E sebbene di solito non si tratti di qualcosa di grave, questi fastidi possono tuttavia protrarsi anche per diverse ore successive al volo, quindi sempre meglio prevenirli. Ecco 3 consigli utili in tal senso.

Utilizzo di farmaci per lenire il mal d’orecchio in aereo

Quando si è raffreddati o si ha la febbre c’è un’alta probabilità che i possibili effetti collaterali del volo sulle orecchie si accentuino. Infatti, soprattutto in fase di atterraggio, l’ispessimento delle mucose provocato dal raffreddore può ostacolare la compensazione naturale della pressione.

In linea di massima sarebbe meglio evitare di prendere l’aereo quando si sta male. Nel caso in cui però non fosse possibile rimandare il viaggio è bene utilizzare, prima di partire, dei farmaci che aiutino a:

  • mantenere le vie respiratorie aperte (decongestionanti come il Vicks)
  • lenire le allergie (antistaminici di vario tipo)
  • mantenere pulito da eccessivi accumuli di cerume il padiglione auricolare (spray nebulizzanti o coni come il Cerulicono)

Restare svegli durante il viaggio

Per compensare l’aumento della pressione esterna in cabina in modo da minimizzare o, meglio ancora, annullare del tutto il mal d’orecchio in aereo dobbiamo far sì che l’aria circoli attraverso i condotti di orecchie, narici e bocca grazie a meri accorgimenti (approfonditi nel punto successivo).

Ma per poterli mettere in pratica è fondamentale restare attivi sia durante il decollo che durante l’atterraggio.

E se non è poi così facile addormentarsi appena entrati in aereo, è più probabile che non ci si risvegli da un pisolino prolungato durante tutta la fase centrale del volo al momento dell’atterraggio (la fase più critica).

Soprattutto se si ha un sonno pesante si consiglia, dunque, di impostare una sveglia oppure di chiedere ai vicini di seduta o alle/agli hostess/steward di essere avvisati poco prima dell’arrivo a destinazione.

Infine, meglio evitare durante un volo l’uso di tappi per le orecchie che limitando i rumori di fondo acuiscono l’acufene.

Muovere la mandibola

Durante il volo è possibile favorire l’apertura della tromba di Eustachio e il conseguente passaggio di aria semplicemente:

  • facendo uso di chewing gum, in modo da mantenere in continua contrazione, con un movimento di apri e chiudi, i muscoli della masticazione
  • sbadigliando, o comunque aprendo la bocca il più possibile
  • facendo scivolare la mandibola da un lato all’altro
  • deglutendo spesso grazie a piccoli sorsi d’acqua o all’utilizzo di caramelle e lecca-lecca, le quali aumentano la produzione di saliva

Va sottolineato, per concludere, che la messa in pratica dei 3 consigli sopra descritti non è così semplice per i bambini in tenera età e, in particolare, per i neonati. Infatti, se per i primi due punti possono essere aiutati da un adulto, sicuramente non riusciranno a mettere in pratica il terzo consiglio.

Dunque è molto più probabile che essi subiscano i sintomi di questo disturbo, in modo oltretutto molto più accentuato per la maggiore delicatezza delle loro orecchie rispetto a quelle degli adulti, a cui non resterà che pazientare di fronte a possibili pianti (l’unico modo che i più piccoli hanno per comunicare tal disagio).

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