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Una sfilata per promuovere il cambiamento

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New Humanity, sfilata organizzata dal Centro Ceco di Milano per promuovere la sostenibilità nel settore moda e sensibilizzare il pubblico attraverso le creazioni di tre giovani designer

La scorsa settimana al Centro Ceco di Milano è andata in scena la sfilata di giovani designer dal titolo New Humanity.

La Repubblica Ceca, che da decenni insieme agli altri Paesi dell’Europa dell’Est è meta prediletta della delocalizzazione di molte aziende del settore tessile-abbigliamento, con questa iniziativa ha voluto lanciare un messaggio forte di cambiamento per le nuove generazioni.

Il fenomeno della delocalizzazione, sviluppatosi dagli anni Novanta, ha spostato nel corso dei decenni molte produzioni nei Paesi dell’Est dove il costo del lavoro è minore, così come i costi dell’energia, la forza lavoro è meno tutelata e anche le responsabilità ambientali delle aziende sono meno restringenti.

Per molte imprese è stata una scelta obbligata, non essendo più in grado di sostenere i costi di produzione nel nostro Paese. La Repubblica Ceca è considerata una buona meta per le industrie del sistema moda italiano, soprattutto perché avendo una solida tradizione tessile offre manodopera specializzata a costo contenuto.

La produzione tessile in questo Paese infatti ha vissuto momenti gloriosi nel passato. Brno fu il principale centro laniero della monarchia austro-ungarica, comparto che fino agli anni ’30 del Novecento fu motore dell’intera economia ceca.

In tempi più recenti nella Cecoslovacchia degli anni ’60 venne brevettata l’Ars Protis, una tecnica di tessuto-non tessuto realizzato con la lana, arte tramandata dai secoli passati.

Alla sfilata di moda di Milano hanno partecipato tre giovani designer Lenka Vacková, Karolína Juříková, Andrea Lojkásková sotto la supervisione dell’artista tessile Svetlana Kuliskova Ruggiero, nota soprattutto per la creazione di arazzi e vestiti minimalisti Art Protis che ha aperto un dipartimento scolastico – l’Ekotextil design – a Brno.

L’obiettivo di questa iniziativa è stato spiegato dalle protagoniste con queste parole: “Con il progetto New Humanity miriamo a spingere un vasto pubblico verso un’auto-riflessione, e successivamente verso la consapevolezza della necessità di cambiare, vogliamo far rivivere l’amore per i materiali tessili, riflettere su come preparare gli studenti per il futuro e soprattutto, attirare l’attenzione alla grande quantità di rifiuti e le possibili soluzioni per la loro riduzione. Dimostrare che trovare nuove soluzioni sia una assoluta necessità. Svegliare la consapevolezza che il futuro è ora e che non possiamo tornare più indietro“.

A New Humanity, le designer protagoniste in passerella

Le tre giovani designer che hanno portato le loro creazioni in passerella a Milano hanno ognuna un tratto distintivo. Con l’obiettivo di promuovere un cambiamento sistemico Lenka Vacková lavora con materiali riciclati dell’intera filiera tessile. Utilizza prodotti a fine vita, gli scarti dell’industria prelevati dalle aziende che li riciclano.

Più focalizzata su temi sociali contemporanei, Karolina Juříková riflette sul ruolo della moda nella società con le sue creazioni tessili in un rimando continuo tra moda e arte. Insieme a Svetlana Kuliskova Ruggiero lavora dal 2015 sul tema del recupero delle tecniche tessili tradizionali Art Protis.

Infine Theo, pseudonimo di Andrea Lojkásková, è impegnata nella progettazione di collezioni sostenibili anche su misura e si occupa di formazione sulle tematiche della moda sostenibile in collaborazione con Ekotextil design.

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