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Un progetto Ue per produrre filtri antiparticolato innovativi per motori diesel

città: Milano - pubblicato il:
progetto partial pgms - filtro antiparticolato
Footo di Patryk Gauza (Unsplash)

È stato completato un progetto di ricerca Ue – Partial Pgms – che permette lo sviluppo di una tecnologia per la produzione di filtri antiparticolato molto efficienti, meno costosi, per i motori diesel

Produrre filtri antiparticolato per i motori diesel più efficienti e meno costosi: è questo l’obiettivo del progetto di ricerca Partial Pgms (la fase di ricerca è durata 42 mesi e ha coinvolto 14 partner di 10 Paesi diversi) che ha creato materiali innovativi per la catalisi che abbattono l’utilizzo di Pgm (metalli del gruppo del platino, nome collettivo per rutenio, rodio, palladio, osmio, iridio e platino) e terre rare.

Partial Pgms è stato finanziato con oltre 4,5 milioni di euro dalla Commissione Europea all’interno del programma Horizon 2020 coinvolgendo importanti centri di eccellenza a livello accademico – il Centro di Ricerca Nazionale Greco Demokritos, l’Università francese di Lille, l’Università statunitense di Delaware e l’Università di Padova – e partner industriali di rilievo come Johnson Matthey Plc.

Warrant Hub ha coordinato il progetto – coordinando il lavoro dei 14 partecipanti, monitorando lo stato di avanzamento e gestendo il budget del progetto – attraverso l’attività della sua European Funding Division, che supporta aziende ed enti pubblici e privati nella partecipazione a progetti europei di Ricerca e Innovazione e nella loro gestione.

I risultati ottenuti dal progetto Partial Pgms

Oggi i catalizzatori a tre vie (Twc) rappresentano il sistema di post-trattamento dei gas di scarico più efficace. Tuttavia, non solo non riescono ad affrontare il problema delle emissioni di particolato (Pm), ma richiedono anche il maggior impiego industriale di materie prime critiche (Crm), principalmente terre rare (Ree) e metalli del gruppo del platino (Pgm).

Questi ultimi, in particolare, sono molto costosi e di scarsa reperibilità in Europa, con l’industria automobilistica che incide per il 65%-80% sulla domanda totale dell’Ue: un dato destinato a crescere visto che i nuovi limiti sulle emissioni di particolato (Euro 6c/7) richiedono prestazioni dei catalizzatori ancora più elevate e quindi un ulteriore aumento del loro contenuto di materie prime critiche.

Il progetto Partial Pgms ha sviluppato nuovi e innovativi materiali nano-strutturati a basso contenuto di Pgm e Ree, sostituiti dal rame, un elemento abbondante e disponibile a costi contenuti in Europa.

I test effettuati hanno dimostrato che tali materiali sono efficacemente utilizzabili per realizzare un filtro ibrido antiparticolato che oltre a ridurre le emissioni inquinanti delle autovetture (mantenendo un livello di emissioni in linea con le future direttive Euro 7) abbatte del 20% l’utilizzo di terre rare e di almeno il 35% quello dei Pgm.

La natura compatta del nuovo sistema ibrido non solo ne consentirà la sistemazione in auto più piccole, ma ridurrà anche le emissioni di avviamento a freddo e i tempi di spegnimento.

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