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Piccole grandi “Storie di economia circolare” e di moda

città: Milano - pubblicato il:
Storie di economia circolare

Storie di economia circolare, concorso per premiare le realtà virtuose in vari ambiti, tra cui la moda per alimentare la consapevolezza che si può fare impresa in modo diverso

Il 12 dicembre sono stati assegnati a Milano i premi della seconda edizione di Storie di economia circolare, il concorso organizzato da Ecodom, Consorzio italiano per il recupero dei Raee e da Cdca, Centro di Documentazione su Conflitti Ambientali in Italia.

L’economia circolare è alla base delle aziende di moda che hanno partecipato al concorso. Lyst, il motore di ricerca fondato a Londra nel 2010, ha realizzato un report dal titolo Year in fashion 2019 da cui è emerso che l’utilizzo di materiali sostenibili nelle produzioni di abbigliamento è aumentato del 102% per l’econyl, del 52% per il cotone organico, del 130% per il repreve e del 42% per il tencel.

Grandi risultati hanno ottenuto i jeans Weekday in cotone biologico che sono stati i più venduti.

Questi dati sottolineano come la moda sostenibile sia ormai entrata tra le preferenze dei consumatori sempre più sensibili alle tematiche ambientali, soprattutto nelle fasce più giovani.

Il concorso Storie di economia circolare ha visto protagoniste per la sezione moda alcune realtà: Dalla Basilicata, Fortunale, azienda che produce abbigliamento seguendo le logiche dell’economia circolare. Nel laboratorio la lana viene trattata con tine naturali derivate da fiori, foglie, bacche e radici. Su questa azienda Francesca Gresia ha realizzato un reportage.

Tra i premiati anche Rifò, azienda di maglieria del distretto pratese che rigenera fibre nobili come il cashmere realizzando nuovi capi, raccontata dal reportage di Fabrizio Sarra e Lucia Capobianco in finale per la sezione Foto.

A Falconara Marittima si trova Tea 1928 che recupera gli scarti di lavorazione di tappezzerie e pelletterie per realizzare borse, articoli da viaggio, foulard e fazzoletti. Il reportage su questa azienda è stato scritto da Laura Trappetti.

Al Revés è una cooperativa fondata nel 2012 che ha il suo laboratorio in un bene confiscato alla mafia. Qui si trasformano vecchi abiti in opere artigianali grazie al lavoro di persone svantaggiate come le detenute della Casa Circondariale Pagliarelli di Palermo. Questa realtà è stata raccontata da Morena Famà.

Refugee ScArt – L’arte dei rifugiati è un progetto umanitario della Fondazione Spiral Onlus nato nel 2011 con il patrocinio del Unhcr in cooperazione con Centro Astalli, Laboratorio 53 e Programma Integra, a sostegno dei rifugiati che creano teli artistici con materiali di scarto. A raccontare questa esperienza il fumetto di Valerio Chiola.

Maurizio Bernardi, presidente di Ecodom ha dichiarato: “Ecodom e Cdca ritengono importante raccontare la positività, documentare che l’economia circolare è possibile, far conoscere le esperienze già attive nel nostro Paese. È necessario alimentare la consapevolezza che esiste la possibilità di fare impresa in modo diverso, che davvero si può operare senza sprecare, che qualcuno riesce a cambiare il corso delle cose. Per questo abbiamo creato l’Atlante dell’economia circolare, un vero censimento delle realtà virtuose; e per questo abbiamo voluto un concorso, un premio a chi sa raccontare in modo bello ciò che di bello già accade in ogni parte d’Italia. Le storie presentate quest’anno hanno narrato diverse realtà di economia circolare in Italia: da quelle che creano oggetti usando esclusivamente materiali di recupero, a quelle che pensano che le case del futuro siano quelle costruite con le tecniche del passato, passando per le aziende che sanno coniugare la filosofia della circolarità ai princìpi di inclusione e recupero sociale“.

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