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L’Europa investe sempre di più nell’economia blu!

città: Milano - pubblicato il:
economia blu
Foto di Ties Rademacher (Unsplash)

Non sembra aver risentito della crisi l’economia blu, che comprende tutte le attività economiche legate agli oceani, ai mari e alle aree costiere, come la pesca, il turismo, ma anche le industrie emergenti, come quelle legate all’energia oceanica.

E in questa logica di favorire un potenziale di crescita di un’economia blu sostenibile, assicurare un futuro più prospero alle comunità costiere e rafforzare la governance internazionale per garantire mari e oceani più sicuri, protetti, puliti e gestiti in modo sostenibile, l’UE ha indetto il bando L’Economia blu per le Pmi, aperto fino al 27 febbraio 2020.

22.505.000 euro destinati dal Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (Feamp), per il finanziamento di progetti nel settore dell’economia blu realizzati dalle micro, piccole e medie imprese italiane ed europee, che possano mobilitare investimenti, preservando al contempo la salute degli oceani e la loro biodiversità, con effetti positivi tangibili sul clima.

Le piccole e medie imprese che candideranno dei progetti, in forma singola o in consorzio con altre imprese italiane ed europee, saranno sostenute, con una sovvenzione compresa tra 700mila e 2.500.000 di euro, nella sfida di sviluppare e portare sul mercato nuovi prodotti, servizi e modelli di business che potrebbero dare vita ad attività che genereranno reddito.

Con questo bando, infatti, l’UE eroga delle sovvenzioni per progetti che accelerano l’innovazione nell’economia blu, che dimostrano un elevato potenziale in termini di competitività e crescita delle imprese sostenute da un business plan strategico e che si propongono di creare e mantenere posti di lavoro di alta qualità.

Gli obiettivi focali che l’UE intende raggiungere riguardano il sostegno delle tecnologie innovative e/o dei servizi marittimi affinché si preparino al mercato e a effettuare avanzamenti verso:

  • l’ingresso nel mercato
  • l’agevolazione della crescita dei modelli di business e delle soluzioni di servizio
  • la riduzione del rischio degli investimenti in questi progetti e la facilitazione del loro accesso ad altri meccanismi di finanziamento per le fasi successive delle loro attività

I progetti devono riguardare in particolare l’uso sostenibile delle risorse marine per attività innovative e/o di economia circolare e contribuire a oceani sani e al Green Deal europeo; possono comprendere l’implementazione, la dimostrazione o l’ampliamento di nuove soluzioni per l’economia blu, comprese le tecnologie e le applicazioni di servizi nei settori come la bio-economia blu:

  • coltivazione, allevamento o cattura di organismi viventi, di acqua dolce o salata, e attività basate sull’uso o sulla lavorazione di questi organismi
  • la trasformazione digitale delle attività oceaniche e costiere
  • l’energia rinnovabile, compresa l’energia dal vento, dal sole (galleggiante), dalle maree, delle onde e dai gradienti termici
  • le tecnologie abilitanti quali sensori, materiali o rivestimenti resistenti alla corrosione o alle incrostazioni, digitalizzazione, apparecchiature di trasmissione dell’elettricità, piattaforme multiuso
  • la produzione di nuovi prodotti da risorse viventi o non viventi che altrimenti verrebbero scartate e buttate; le spedizioni più pulite
  • il monitoraggio, la bonifica o la gestione dell’inquinamento
  • le nuove facility a supporto della diversificazione o dell’efficienza energetica dei porti
  • il turismo per la protezione o alla conservazione del capitale naturale

Questo bando si inserisce in una specifica visione e direzione europea, i cui dati forniti dal primo rapporto annuale dell’UE, parlano chiaro, sottolineando che il settore raggiunge un fatturato di più di 500 miliardi di euro, genera più di 100 miliardi di euro di valore aggiunto e più di 3 milioni di posti di lavoro.

Dato il potenziale di questo settore economico, l’UE ha intensificato il proprio sostegno finanziario all’economia del mare, pensando già di destinare più di 6 miliardi di euro al Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca nel prossimo bilancio UE 2021-2027.

Il fondo consentirà di investire in nuovi mercati, tecnologie e servizi marittimi come l’energia oceanica e la biotecnologia marina. Alle comunità costiere sarà offerto un sostegno maggiore e più ampio per la creazione di partenariati locali e i trasferimenti di tecnologia in tutti i settori dell’economia blu, compresi l’acquacoltura e il turismo costiero.

L’UE intende potenziare l’impatto ambientale del fondo grazie a un’azione rafforzata per la tutela degli ecosistemi marini e a un contributo del 30% del relativo bilancio a favore della mitigazione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici, in linea con gli impegni assunti nell’ambito dell’accordo di Parigi.

Regno Unito, Spagna, Francia e Grecia e Italia hanno le economie blu più importanti d’Europa. Lo dimostra il numero di occupati in questi Paesi, solo in Italia, per esempio, sono più di 300mila i posti di lavoro legati a questo settore industriale, che genera circa 20 miliardi di euro di valore aggiunto.

Nel complesso, infatti, questi Stati UE rappresentano oltre la metà del totale dei posti di lavoro legati all’economia blu. Ulteriori informazioni per partecipare sono disponibili online.

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