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Cosa aspettarsi da questo 2020?

città: Milano - pubblicato il:
anno 2020

Mettiamola così: fino a qui ci siamo arrivati. E questa è una buona notizia, perché abbiamo camminato nel nuovo secolo già per ben 20 anni.

Ce la siamo cavata, malgrado gli stravolgimenti climatici che viviamo sulla nostra pelle e su quella degli altri esseri viventi su questo Pianeta, anche se spesso continuiamo a far finta di niente.

Certo, un po’ di ansia c’è, ma è quella che ci assale per non più di 3 al massimo 5 giorni, il tempo sufficiente per dimenticare lo stato di emergenza visto magari in televisione di fronte a siccità interrotta dalle bombe d’acqua; disgeli dai risvolti impressionanti; incendi infiniti; allagamenti repentini…

Per il resto ci barcameniamo e ci adattiamo, né più né meno, come hanno sempre fatto i veneziani quando arriva l’acqua alta: si mettono gli stivali, approntano le passerelle e via andare.

Così, stiamo vivendo questi anni di Antropocene, l’era suddita alle azioni umane, con grande superficialità e molto poco buon senso. Beh, magari non tutti: ci immaginiamo che chi stia leggendo (e utilizzando come agenda) la Green Planner 2020 sia attento all’ambiente. E gliene rendiamo merito.

Quindi, siamo ottimisti, perché in realtà non siamo in pochi. Ma l’idea è che dobbiamo fare di più e soprattutto senza perdere altro tempo. Perché non possiamo aspettare oltre.

Una mano ce la dà la politica: proprio quest’anno entrerà in vigore tutto quanto l’accordo di Parigi aveva messo nero su bianco. La data di gennaio 2020 è quella prevista dalla Cop di Parigi (era il 2015, sic) per far scattare le azioni di contenimento.

Misure che, però, andrebbero riviste e corrette perché quel dato di rimanere entro i 2 gradi di aumento delle temperature è insufficiente (sul tema ci torniamo più volte in questa Green Planner).

La strategia Europe 2020 esprime la sfida che il Vecchio continente si è posta dieci anni fa di imparare a coniugare la crescita, l’occupazione e la coesione sociale con la sostenibilità e l’attenzione all’ambiente” è l’incipit di Elena Jachia, direttore Area Ambiente di Fondazione Cariploma, arrivati al momento di tirare le somme, ci accorgiamo che nel frattempo lo scenario si è profondamente modificato e siamo proiettati al raggiungimento di un set di obiettivi più ampi e dettagliati come quelli declinati dall’Agenda 2030 e dagli Sdg (obiettivi di sviluppo sostenibile), ma soprattutto al target di contenimento del riscaldamento globale dell’Accordo di Parigi“.

Anche il Wwf (lo avrete notato che quest’anno sono i loro bravissimi fotografi a firmare le copertine della Green Planner) richiama l’attenzione sulla grande sfida per il 2020 perché qui scade la strategia decennale (2010-2020) per la difesa della biodiversità.

E da oggi al 2030 parte il nuovo decennio che costituisce l’assicurazione fondamentale per la vita di noi tutti. Dovremmo cercare di proteggere almeno il 50% della superficie del nostro pianeta entro il 2030 – avvisa il Wwf – avviando per questo anche un’ampia operazione di ripristino degli ecosistemi mondiali come annunciato dalle stesse Nazioni Unite che ha battezzato il prossimo decennio come l’Ecosystems Restoration.

Il 2020 è la scadenza fissata dalla rete internazionale C40 per rendere concreti gli Accordi di Parigi” ribadisce Gloria Zavatta, Ceo di Amat, l’agenzia per la Mobilità, l’Ambiente e il Territorio del Comune di Milano “Vuol dire che entro la fine di quest’anno circa 100 città di tutto il mondo avranno già approntato il loro Piano di Azione sul Clima con azioni da implementare da subito“.

Milano è una di queste città. Come molte altre ha, infatti, stabilito un percorso per contenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5°C e per diventare più resiliente ai cambiamenti climatici.

Sugli obiettivi energetici di Europe 2020” continua la Jachiasi registrano le migliori performance sia a livello europeo che a livello nazionale, ma la sensazione è che non basti più, che non basti proprio. Si sta producendo un salto di scala negli effetti dei cambiamenti climatici che richiede un cambio di passo ancora lontano nelle nostre azioni quotidiane e nelle nostre politiche.

Una chiave per il futuro potrebbe essere rappresentata da un maggiore impegno proprio sui fattori che a oggi sono rimasti indietro: la ricerca e sviluppo e l’occupazione. Da questo punto di vista si potrebbe orientare maggiormente la ricerca sui temi della sostenibilità e del clima (come anche il programma europeo Horizon sta facendo) e far crescere il lavoro green, inclusa una forte attività di manutenzione del territorio e di bonifica dei siti contaminati“.

E poi cosa succederà? Ray Hammond, che potrebbe essere definito un futurologo, dice di tenere sotto stretta osservazione i robot che trasformeranno la vita di tutti i giorni (ne parliamo in questa Green Planner), dal lavoro al tempo libero, come le numerose rivoluzioni mediche miglioreranno e prolungheranno la nostra vita, e il potenziale impatto di auto, treni e aerei a guida autonoma.

Il 2020 è un numero semplice e questa è la sua forza” fa notare Anna Cogo, di Nativa, una delle aziende fondatrici del movimento BCorp in Europa “Quest’anno verrà ricordato come un tipping point, un punto di inversione della consapevolezza. Abbiamo raggiunto una massa critica di umani che hanno capito che per avere un futuro tutte le nostre attività devono creare condizioni favorevoli alla vita.

Da qui in poi inizia un’altra era. Anche quella detta degli energy citizen. Sistema che permette alle persone e alle comunità di ridurre il costo delle bollette e contribuire, anche in questo modo, a combattere l’emergenza climatica, producendo la propria energia rinnovabile a casa o attraverso una cooperativa. Di cose buone e utili se ne possono fare molte per modificare il nostro stile di vita che deve essere al più presto rivisto e modificato“.

In una relazione molto approfondita sulla disparità di esposizione e di effetti della vulnerabilità sociale collegata all’inquinamento atmosferico, al rumore e alle temperature estreme in Europa, l’Aea (Agenzia Europea dell’Ambiente) richiama l’attenzione sugli stretti legami esistenti tra i problemi sociali e quelli ambientali in tutta l’Europa.

La distribuzione di queste minacce ambientali e il loro impatto sulla salute umana rispecchiano fedelmente le differenze di reddito, disoccupazione e livelli di istruzione in Europa.

Le persone non possono vivere bene se l’ambiente e l’economia versano in cattive condizioni” afferma Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AeaLe tensioni sociali continueranno a essere alimentate dalla disparità nella ripartizione dei benefici, quali ricchezza economica e aria più pulita, e dei costi, che includono l’inquinamento e una perdita della resa dovuta alla siccità“.

Abbiamo assolutamente bisogno di raggiungere la neutralità climatica citata dalla Zavatta di Amat “nei prossimi 25 anni” perché questa porta con sé una probabile ricetta per migliorare la vita della popolazione mondiale che oggi è di 7,7 miliardi di abitanti, ma che con ogni probabilità crescerà di altri 2 miliardi nei prossimi 30 anni e diventerà di 9,7 miliardi nel 2050. Da qui si intende che la sensibilità all’ambiente è tutt’uno con la sensibilità sociale. Entrambe vanno sviluppate per sopravvivere!

“Siamo consapevoli che il 2020 sia un anno decisivo ed è importante orientare il nostro stile alimentare, energetico, ma anche i sistemi dell’economia e della finanza in una direzione più sostenibile” è il pensiero di Ruggero Frecchiami, direttore generale di Assimoco che in fatto di sostenibilità vanta la certificazione Bcorp quale unica compagnia assicurativa italiana.

È impensabile uno sviluppo economico che non tenga in considerazione la sostenibilità delle proprie scelte e l’impatto delle proprie decisioni, le nuove domande di benessere sociale, le opportunità offerte dalla finanza etica. I modelli economici che abbiamo sperimentato non sono forse più adatti. Ci sono nuove emergenze: fare pace con l’ambiente, pensare l’inclusione in termini nuovi, promuovere il valore delle persone, mettere al centro relazioni di valore“.

2020: un anno come pochi altri

Alcune cifre che riguardano l’anno nuovo…

  • il 2020 è stato proclamato dalle Nazioni Unite l’International year of plant health, anno internazionale della salute delle piante
  • 20 ottobre 2020, si apre l’Expo a Dubai
  • è programmata la Cop 26 che si dovrebbe tenere a Londra dal 9-19 novembre
  • l’Italia ospita la Youth Cop e la Pre-Cop
  • Trieste, capitale europea della Scienza 2020
  • il calendario 2020 si tinge di verde e di rosa: a Milano il palinsesto culturale è dedicato alle donne
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