Home Smart City Inquinamento dell’aria: scattano le misure di primo livello. E le multe

Inquinamento dell’aria: scattano le misure di primo livello. E le multe

città: Milano - pubblicato il:
inquinamento aria in città
Foto di Polina (Unsplash)

In molte città è allerta smog: ecco cosa non si può più fare e le misure da adottare per uscire dall’emergenza

Multe per chi tiene il motore acceso in sosta: dai 218 euro fino ai 435 euro È quanto prevede il codice della strada, che però non ci risulta venga spesso applicato, né tanto meno conosciuto dagli automobilisti. Troppo spesso capita di passare accanto ad automobili parcheggiate con il motore acceso. Eppure, con il nuovo stop al traffico nel Nord Italia per motivi di inquinamento si è tornato a parlare di questa giusta norma.

Le misure temporanee di primo livello contro lo smog sono scattate in Lombardia nelle aree metropolitana di Milano e le province di Monza Brianza, Cremona, Pavia, Bergamo e Como.

Previste limitazioni per i veicoli fino a Euro 4 diesel in ambito urbano; obbligo di spegnimento dei motori in sosta (appunto); riscaldamento domestico entro i 21 gradi e limitazioni all’uso di generatori a biomassa legnosa di classe inferiore alle 3 stelle.

Gli agricoltori – avvisa Coldiretti – hanno il divieto di spandimento dei liquami zootecnici e il divieto assoluto di combustioni all’aperto.

A Torino lo smog fa scattare il livello di allerta arancione: fino a martedì 7 gennaio i veicoli diesel euro 4 non potranno circolare dalle ore 8 alle ore 19 (per i veicoli commerciali della stessa classe emissiva, il divieto è in vigore dalle 8:30 alle 14 e dalle 16 alle 19).

Le restrizioni riguardano anche la capitale. A Roma è entrato in vigore lo stop alla circolazione per ciclomotori e motoveicoli Pre-Euro 1 ed Euro 1 e per gli autoveicoli a benzina Euro 2.

A favorire lo smog nelle città è l’effetto combinato del riscaldamento residenziale, del traffico e della ridotta disponibilità di spazi verdi che concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi.

In Italia ogni abitante dispone in città di appena 31 metri quadrati di verde urbano e la situazione peggiora nelle metropoli del nord con valori che vanno dai 17,9 di Milano ai 22 di Torino. Ovviamente su tutto questo incide la crisi climatica.

Eppure le buone soluzioni ci sono: basta adottarle. Limitare gli spostamenti in auto, soprattutto in città, è possibile. Adottare le due ruote è buona cosa anche per la nostra salute. Circondarsi di verde è anche meglio: una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante è in grado di catturare 20mila chili di anidride carbonica (CO2) all’anno.

In questo contesto è positiva la conferma il manovra per il 2019 del bonus verde fortemente sostenuta dalla Coldiretti che prevede attualmente una detrazione ai fini Irpef nella misura del 36% delle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private e condominiali di edifici esistenti, di unità immobiliari, pertinenze o recinzioni (giardini, terrazze), per la realizzazione di impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde e giardini pensili.

Una misura utile a qualificare le aree urbane ma – conclude la Coldiretti – anche a ridurre l’impatto degli inquinanti nelle città.

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