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Il terapista occupazionale, un aiuto fondamentale per i pazienti in carrozzina

città: Milano - pubblicato il:
terapista occupazionale
Foto di Ricardo IV Tamayo (Unsplash)

Il ruolo del terapista occupazionale è fondamentale per chi ha subito una lesione al midollo e deve imparare nuovamente a essere autonomo

Possiamo immaginare l’angoscia e i problemi a cui deve far fronte chi ha subito un grave incidente ed è costretto a muoversi utilizzando una carrozzina; per tornare a essere autonomo e a ritrovare la fiducia in sé stesso, il paziente deve essere affiancato e aiutato da un professionista specializzato, il terapista occupazionale, che insegna nuovamente a compiere operazioni considerate banali ma che vanno affrontate invece in modo differente.

Occuparsi della propria igiene personale, vestirsi e spogliarsi, muoversi in casa sono alcune problematiche che vanno apprese ex novo mentre altre, più burocratiche e amministrative – chiedere alla motorizzazione come ottenere la patente, farsi assegnare dal condominio un posto auto riservato – necessitano di competenze specifiche.

Competenze che può dare un professionista della salute, amministrativo ma anche sanitario, certamente fisioterapista: è questo che fa il terapista occupazionale, ruolo complesso ma fondamentale per il paziente che ha subito una lesione spinale e che, superata la fase chirurgica, ha bisogno di tornare a essere sé stesso, ma in un corpo diverso.

Le competenze di un terapista occupazionale

Il terapista occupazionale è un operatore sanitario in possesso del diploma universitario abilitante, che per la riabilitazione simula con il paziente azioni della vita quotidiana e utilizza attività espressive, manuali/rappresentative, ludiche per aiutarlo a recuperare il più possibile l’autonomia.

Non solo, il terapista occupazionale si reca a casa del paziente per costatare se l’ambiente che lo accoglierà è adeguato e sottoscrive una relazione. Lo stesso avviene per la sede di lavoro. Inoltre, mette in contatto il paziente con la motorizzazione per poter avviare le pratiche per avere l’abilitazione alla guida. Suggerisce ai pazienti e ai cargiver le attività e le associazioni sul territorio con le quali entrare in contatto.

Il terapista occupazionale è, quindi, una figura chiave nell’erogazione dell’integrazione sociosanitaria e nella presa in carico delle persone portatrici di una mielolesione, a garanzia del rientro protetto al proprio domicilio.

La presenza dei terapisti occupazionali e delle associazioni di pazienti è infatti un valido supporto per il paziente para e tetraplegico, ma anche per i caregiver che dovranno imparare a convivere con la nuova condizione dei loro familiari.

Un ruolo fondamentale nel recupero dei pazienti

Chi, come la dottoressa Chiara Russo, 38 anni di cui 14 passati nel reparto riabilitazione mielolesi del Presidio Cto dell’Asst Gaetano Pini-Cto di Milano, lo fa con grande passione è convinto del ruolo chiave di queste specializzazione: “ho scelto questa professione perché, seppur molto complessa, in ambito riabilitativo offre la possibilità di essere fondamentale per il paziente tanto quanto lo è un chirurgo“.

Il percorso con il terapista occupazionale comincia dalla valutazione posturale che, come spiega la Russo a Green Plannerè il primo step per rendere autonomo paziente che ha subito una lesione“.

Stabilito se si tratta di un paziente paraplegico o tetraplegico e compreso quindi quali sono le azioni che può compiere autonomamente, comincia la fase più delicata e cioè l’approccio al paziente.

Nella fase iniziale i pazienti mal sopportano la presenza del terapista occupazionale perché lavorare con noi significa essere messi di fronte ai limiti che indubbiamente una lesione spinale comporta. Il semplice gesto di lavarsi i denti, per esempio, diventa faticoso perché il paziente deve imparare a sedersi in carrozzina, a raggiungere il bagno che deve essere modificato sulla base delle sue attuali esigenze e a usare uno spazzolino che ha l’impugnatura adattata. Tutto questo, solo per compiere uno dei tanti gesti della routine quotidiana“.

Un nuovo percorso di apprendimento che può far tornare il paziente a coltivare le proprie passioni: la dottoressa si emoziona raccontando di una ragazza di 22 anni che grazie alla terapia occupazionale è tornata a ballare la salsa.

Servono però competenza e attenzione verso i pazienti medullolesi: proprio per questo l’Asst Gaetano Pini-Cto ha deciso di investire i fondi ricevuti da Regione Lombardia per la ristrutturazione (in corso) del reparto mielolesi e della vasca riabilitativa che saranno ancora più confacenti alle esigenze di chi ha subito una lesione spinale.

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