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Ecco i consigli di una biotecnologa sostenibile

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 20 Gennaio 2020
biotecnologia ambientale

Eleonora Castelli ha partecipato al Biotech Camp organizzato da Edizioni Green Planner in Cariplo Factory e ha lasciato il segno parlando di come i macrobiotici sono il futuro della buona salute. Per questo la biotecnologia ambientale è una professione promettente

Più ne parliamo, più le raccontiamo agli studenti per indicare loro una professione, più ci rendiamo conto che di biotecnologie ambientali, soluzioni ponte tra la tradizione e l’innovazione, è già piena la nostra vita. Lieviti, fermenti nei cibi. Coloranti per i vestiti. Materiale edile. Packaging… tutto è biotecnologia ambientale.

Studiare le biotecnologie diventa quasi un immancabile trampolino per l’industria di domani. Che è sempre più sulla rotta dell’economia circolare. Come sempre al Biotech Camp che organizziamo ormai da due anni a questa parte i relatori hanno dato una panoramica molto ampia. Tanti i suggerimenti.

Eleonora Castelli è Csr & Sustainability Manager in Sacco, azienda che produce ed esporta in tutto il mondo colture microbiche.

Anche lei conferma: “le biotecnologie sono un ambito molto vasto che toccano e abbracciano diverse discipline. Grazie a questa interdisciplinarietà, possono davvero incontrare l’interesse di una vasta platea di studenti. Sono sicuramente una strada molto promettente su cui si sta investendo molto e sempre di più lo sarà in futuro.

Consiglio a coloro che hanno passione e interesse per la ricerca, le materie scientifiche e la sostenibilità a considerare questa strada per il loro futuro, con una mente aperta, curiosa, propositiva“.

biotecnologia ambientale - biotech camp 2020
Eleonora Castelli è Csr & Sustainability Manager in Sacco

Quali sono i passi che consigli ai giovani studenti?

Sicuramente, iscriversi a un corso di laurea in biotecnologie, magari già scegliendo un indirizzo affine ai propri interessi. Le università italiane offrono ottimi curriculum su queste materie, con un’ottima formazione teorica e scientifica.

Nulla vieta poi loro di cercare indirizzi più specifici e applicativi anche nelle università estere, magari in proseguimento a una laurea italiana.

E tu: come la vivi tutti i giorni la sostenibilità delle biotecnologie?

Grazie al mio lavoro, la vivo sotto due prospettive. Innanzitutto come rendere le nostre attività aziendali più sostenibili, per esempio cercando di diminuire gli impatti ambientali oppure migliorando la salute e il benessere dei nostri colleghi.

Poi, è mio compito rendere le biotecnologie generatrici di soluzioni sostenibili, affinché possano dare un diretto contributo al miglioramento di alcune questioni ambientali e sociali che affliggono il mondo attuale. Credo che questa sia in assoluto la parte più affascinante del mio lavoro.

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