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Emergenza smog: a Milano anticipate le misure di secondo livello

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Foto di Legambiente

Il Comune di Milano, a causa della sequenza dei superamenti dei livelli limite per le polveri sottili anticipa al 15 gennaio le misure di secondo livello del protocollo aria della Regione Lombardia

La situazione dello sforamento dei livelli di soglia per le polveri sottili nell’aria è grave, a Milano e nel Nord Italia in particolare, ma anche nel resto della Penisola. La qualità dell’aria è pessima e le condizioni meteo prossime non lasciano speranze di miglioramento.

Così se anche Roma si muove per contrastare e tamponare l’inquinamento dell’aria, a Milano scattano con anticipo – da domani, 15 gennaio – le misure preventive di secondo livello.

Ma non basta e “in questa fase è necessario fare ancora di più” ammette l’assessore alla mobilità Marco Granelli.

Si rassegnino quindi gli automobilisti ortodossi che non rinunciano all’auto nemmeno per portare i figli a scuola per 500 metri… le misure già attive si inaspriranno ulteriormente e se, come qualcuno fa notare senza avere i dati alla mano, limitare il traffico serve a poco, non farlo serve ancora meno.

Con l’ordinanza del Comune di Milano quindi, da domani mercoledì 15 gennaio, è previsto lo stop dei veicoli trasporto persone fino a diesel Euro 4 e trasporto merci (veicoli commerciali) fino a diesel Euro 3 dalle 8:30 alle 18:30 anche sabato, domenica e festivi e trasporto merci (veicoli commerciali) diesel Euro 4 dalle 8:30 alle 12:30 dal lunedì alla domenica, festivi inclusi.

Inoltre scatterà anche il divieto di utilizzo di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) con prestazioni energetiche e ambientali che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe 4 stelle.

È evidente a tutti che le misure straordinarie non sono risolutive del problema di accumulo delle polveri nei periodi più critici dell’anno” continua l’assessore “Servono misure strutturali. Dallo scorso anno abbiamo attivato Area B, la grande Ztl che progressivamente tiene fuori dalla città i veicoli più inquinanti ma è importante nelle fasi critiche dare un segnale più forte. Chiediamo alla Regione di affrontare l’emergenza smog in modo strutturale, con misure efficaci con aiuti a cittadini e imprese per il cambiamento del parco circolante e maggiori risorse per il trasporto pubblico, purtroppo invece nel 2020 queste risorse sono state diminuite. Siamo in un’area geograficamente complicata e bisogna fare di più: Governo, Regione e Unione Europea ci aiutino“.

Per Legambiente, per rendere le misure più efficaci occorre fare i conti con le emissioni dell’attuale parco auto. Tolti i veicoli più vecchi nei modelli automobilistici più recenti le emissioni di polveri più rilevanti non sono più dallo scarico, ma derivano dall’usura: dei freni, degli pneumatici, dell’asfalto.

Già cinque anni fa, con l’ultimo aggiornamento dell‘inventario delle emissioni Inemar, era chiaro come in una città come Milano il contributo di queste emissioni fosse pari a quelle dei gas di scarico.

Sebbene non siano ancora disponibili inventari emissivi con dati più aggiornati, la situazione è sicuramente peggiorata per le emissioni da usura, soprattutto a causa della corsa agli acquisti di vetture di sempre maggior peso: un Suv da due tonnellate e mezzo, oltre a inquinare di più con i gas di scarico, causa sicuramente maggior usura su freni, pneumatici e fondo stradale, rispetto a una utilitaria da nove quintali.

Aver abbandonato misure drastiche e impopolari, come i blocchi del traffico, se da un lato è stato giustificato dalla scarsa efficacia di questi interventi spot, ha però portato a disperderne il valore educativo: oggi la gente non pensa più che di fronte all’emergenza smog si debba anche modificare il proprio comportamento. Infatti respiriamo un’aria tossica, ma il traffico è sempre lo stesso, se non peggio, dei giorni con aria accettabile” dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente LombardiaNon diamo alibi ai cittadini per non comprendere che congestionare le città di traffico e usare l’auto anche per i piccoli spostamenti come portare i figli a scuola nel proprio quartiere non abbia un impatto significativo sul peggioramento della qualità dell’aria“.

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