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Il Parlamento Europeo si tinge di green

città: Milano - pubblicato il:
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Oltre a essere chiamate a sostenere il new green deal, le due sedi del Parlamento Europeo stanno adottando buone pratiche. Sulla mobilità sostenibile però c’è ancora tanto da fare…

Scottano i temi ambientali sul tavolo dei parlamentari europei. Siamo a inizio quinquennio e c’è tanto da fare in tema di aria, acqua, suolo. Problemi che significano salute per i cittadini. Ue in primis.

Vero è che la Commissione Europea prima della fine dell’anno aveva dato un segnale forte ma perché ci sia attuabilità bisogna attendere la riforma del bilancio 2021/27.

David Maria Sassoli, presidente del Parlamento Europeo ne è conscio: “La nuova Commissione Europea ha annunciato con il Green Deal un programma ambizioso. I cittadini dell’Ue ce lo hanno chiesto, ma non saremo in grado di fornire risultati se non avremo un bilancio dell’Ue adeguatamente finanziato“.

Segnali positivi sono arrivati dalla presidenza croata del Consiglio insediata in questi giorni e dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel; “speriamo” continua Sassolidi poter presto avviare veri e propri negoziati sul Mff (multiannual financial framework, il bilancio comunitario – ndr). Tuttavia, affinché ciò accada, abbiamo bisogno che tutti i governi nazionali prendano sul serio un bilancio dell’Ue in grado di rispondere alle richieste dei cittadini“.

La strada della sostenibilità, che poi è l’unica soluzione ai problemi della crisi climatica, non ammette curve, tanto meno indecisioni. Un segnale forte, comunque il Parlamento Europeo, che impiega molte migliaia di persone, lo sta dando adottando buone pratiche per diminuire il proprio impatto ambientale.

Che non è poca cosa. È ancora Sassoli a esporsi: “Il Parlamento Europeo è stato molto attivo nel ridurre il suo impatto ambientale e invitiamo le altre istituzioni dell’Ue a seguire questo esempio e a compensare le emissioni dirette e indirette il più presto possibile“.

È il 2024 la data cui puntano i nuovi obiettivi del Parlamento Europeo come il vicepresidente Heidi Hautala, responsabile del sistema di ecogestione e audit dell’Ue (il Parlamento Europeo ha ottenuto la certificazione Emas dal 2007) spiega: “puntiamo a raggiungere la riduzione dell’impronta di carbonio di almeno il 40% rispetto al 2006 con una riduzione del consumo di energia di almeno il 20% rispetto al 2012. In questo aiuta molto l’adozione dell’elettricità verde al 100% che viene utilizzata nei tre luoghi di lavoro – Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo“.

La plastica monouso, anticipando la direttiva al 2021, è già stata messa al bando. Bicchieri di vetro e boccioni di acqua sono comparsi quest’anno a Strasburgo. Li abbiamo usati anche noi durante la plenaria di dicembre.

Ma il Parlamento Europeo sa bene che deve mettere mano anche alla mobilità sostenibile. E questa riguarda soprattutto lo spostamento mensile che avviene da Bruxelles a Strasburgo.

Significa: 350 chilometri in treno (una volta si ricorreva ai voli charter) per tutto il personale, europarlamentari compresi, 12 volte l’anno. Cui si aggiungono ogni mese quattro autotreni che percorrono la distanza tra Bruxelles e Strasburgo per spostare il materiale degli uffici. Il fatto che si voglia ridurre il consumo di carta del 50% poterà di certo a tagliare l’uso dei Tir per trasportarla.

La flotta auto sarà completamente elettrificata entro il 2024 e le biciclette e gli bike/scooter sono sempre più usati. Vero è che con una risoluzione approvata nel marzo del 2019 (punto 27) il Parlamento ha chiesto ai governi nazionali dell’Ue di avviare un piano per passare a una sola sede di lavoro.

Intanto, però altre buone cose sono già state adottate. L’infrastruttura tecnica (pompe di calore, sistemi di raffreddamento…) è più efficiente dal punto di vista energetico e il consumo di gas, olio combustibile e teleriscaldamento per Etp (equivalenti a tempo pieno) è stato ridotto del 20,6% dal 2012 al 2018. Ottimizzare ulteriormente la gestione dei rifiuti, il consumo di acqua e gestire gli appalti in Gpp (Green Public Procurement) sono azioni che potrebbero a breve essere prese in considerazione.

Ottimo anche lo spunto adottato durante il semestre della Finlandia. Come ci ha raccontato l’ambasciatore finlandese a Roma, Pia Rantala Engberg: “sono state abolite regalie come cravatte e similari e con i soldi risparmiati si è acceso un fondo a compensazione dei viaggi degli europarlamentari europei in volo verso il Parlamento“.

Da replicare con entusiasmo a tutti i livelli.

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