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Stop ai dentifrici che fanno male a noi e all’ambiente

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dentifricio sostenibile
Foto da Pexels

La Commissione Europea sta prendendo in seria considerazione la messa al bando del biossido di titanio, noto anche come E171. Ma le aziende produttrici di dentifricio anticipano la decisione. Come Ringana e Colgate

Ci sono sempre più dubbi sulla tossicità del biossido di titanio, noto anche come E171, usato dall’industria alimentare come colorante bianco negli alimenti ma anche in vernici, rivestimenti, prodotti farmaceutici, cosmetici e anche nel dentifricio. Ne ha preso atto anche il commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides.

In realtà, per il commissario le valutazioni scientifiche sarebbero ancora in corso e al Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo, promotore di una lettera che solleva il caso, Kyriakides ha promesso una decisione definitiva entro quest’anno.

L’E171, tra l’altro fanno notare i detrattori, non avrebbe alcuno scopo tecnologico e sarebbe utilizzato solo per motivi estetici. “Chiediamo alla Commissione Europea di applicare il principio di precauzione perché ci sono troppe incertezze scientifiche e sulla salute dei cittadini non si può scherzare. Questa sostanza deve essere eliminata dall’elenco UE degli additivi alimentari autorizzati” concludono gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle.

Di fatto sul mercato negli ultimi tempi si trovano già prodotti esenti da biossido di titanio. Forse i primi sono stati in assoluto gli austriaci di Ringana a notare che in un dentifricio normale erano presenti troppi elementi pericolosi e quindi a escluderli dagli ingredienti.

Vero è che Ringana è l’alta gamma dei prodotti naturali della cosmetica. Con un modello di go to market molto particolare e multilevel. Ovvero, non si trovano sugli scaffali dei supermercati.

Al contrario di Colgate, invece, che va da sempre in Gdo. Così, l’azienda ha deciso di diventare sostenibile almeno con una linea ben precisa: Smile for Good.

Sostenibile a cominciare dal fatto che l’innovativo dentifricio Smile for Good non ha tra gli ingredienti il biossido di titanio, appunto. Così come non compaiono tra gli ingredienti messi in risalto sul nuovo packaging nemmeno il Sls, o sodio laurilsolfato né la saccarina.

A massimo c’è il bicarbonato di sodio per ottenere l’effetto sbiancante. Eco Cert ha certificato che gli ingredienti sono al 99,7% naturali e il prodotto è anche adatto ai vegani (parola di Vegan Society).

Infine, il packaging in cartone è certificato Fsc.

Non solo, la linea Smile for Good è confezionata in un tubetto di plastica riciclabile. Il che vuol dire che sono stati abbandonati i fogli di laminato di plastica – solitamente una combinazione di plastiche – che avvolgono un sottile strato di alluminio.

Il mix di materiali rende impossibile riciclarli nel metodo convenzionale. Smile for Good utilizza polietilene ad alta densità (Hdpe), adeguatamente lavorati per rendere malleabile il tubetto. Se non bastasse, anche lo spazzolino di bamboo etichettato Colgate renderà più sostenibile l’igiene orale di tutti i giorni.

L’operazione non è banale: Colgate ha stimato, infatti, che siano attorno ai 20 miliardi i tubetti gettati ogni anno in tutto il mondo. Per questo l’azienda apre anche alla concorrenza e si dice disponibile a condividere lo standard a basso impatto ambientale del proprio tubetto di dentifricio.

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