Home Smart City Milano spinge sulla rigenerazione urbana, attraverso gli scali ferroviari

Milano spinge sulla rigenerazione urbana, attraverso gli scali ferroviari

città: Milano - pubblicato il:
rigenerazione urbana di milano

La rigenerazione urbana di Milano passa attraverso il recupero degli scali ferroviari – progetto che coinvolge un’area di oltre 1 milione di metri quadri – in un’ottica di servizio per la popolazione, non di speculazione edilizia

A tre anni dal lancio dell’iniziativa Dagli scali la nuova città si è fatto il punto della situazione sull’avanzamento dei lavori di crescita e ammodernamento della città lombarda.

Piano che segue quanto fatto da altre città europee, come Parigi, Londra e Berlino, che hanno sfruttato le aree ferroviarie – da sempre centrali alle città perché storicamente cuore commerciale e sociale delle metropoli – per far nascere nuovi progetti innovativi.

Come ha deciso di fare Milano – attraverso una genesi durata troppo (dal 2005 attraverso varie amministrazioni si è giunti fino al 2016 per dare avvio al progetto) – dando il via a un progetto di rigenerazione urbana che ha alla sua base requisiti ambientali e sociali molto stringenti.

Perché il progetto di rigenerazione urbana di Milano affronta il tema del recupero degli spazi semi-abbandonati degli scali ferroviari cittadini confrontandosi su progetti che devono sottostare a precisi e pressanti vincoli, ambientali e sociali.

Come richiede l’edilizia moderna e sostenibile che dice basta al consumo di suolo ma, al contrario, punta a sostituire edifici, quartieri e città vecchi, insicuri ed energivori con edifici, quartieri e città a misura di persona, sicuri e amici dell’ambiente.

Così come ha fatto Torino con il progetto di interramento del suo passante ferroviario – che ha creato spazi verdi fruibili dai cittadini e dato un nuovo volto ad aree compromesse – anche Milano si appresta a portare a termine un progetto immenso che ha anche forti implicazioni economiche.

Stiamo muovendo un pezzo di economia dello Stato attraverso la rigenerazione urbana” spiega Umberto Lebruto, ad di Sistemi Urbani, l’azienda del Gruppo ferrovie dello Stato che gestisce il progetto.

I sette scali ferroviari dismessi (Farini, San Cristoforo, Porta Romana, Greco-Breda, Lambrate, Rogoredo, Porta Genova) occupano una superficie libera di circa 1 milione di metri quadrati e nei prossimi 10 anni saranno protagonisti di uno dei più grandi progetti di ricucitura e di riqualificazione cittadina in Italia e in Europa.

La rigenerazione urbana di Milano: ecco la vision

Il Comune di Milano e la Regione Lombardia guidano l’opera per “sviluppare queste aree nel rispetto delle regole per ottenere tre obiettivi fondamentali: risolvere il problema abitativo legato alla crescita della popolazione milanese; perseguire un miglioramento ambientale della città; consentire lo sviluppo di un’edilizia agevolata e popolare nelle aree rigenerate” spiega Pierfrancesco Maran, assessore all’urbanistica del Comune di Milano.

La “green infrastructure” immaginata nella rigenerazione di queste aree serve per dare una risposta alla sfida ambientale della città, per creare e connettere nuove aree verdi (il 65% dello spazio sarà infatti destinato al verde, con oltre 200.000 mq di oneri verdi) mettendole a disposizione dei cittadini.

L’aspetto verde e sociale di questa rigenerazione urbana di Milano non si fermerà qui: Maran chiarisce subito che non si tratta di un’operazione commerciale e speculativa. “Un terzo dello spazio non verrà edificato – sarà dedicato al verde – mentre un altro terzo dello spazio sarà vincolato alla realizzazione di opere di edilizia convenzionata o popolare“.

Inoltre tutto il progetto è stato pensato in correlazione a una infrastruttura di connessione – la circle line – che agevoli gli spostamenti dalla periferia al centro e viceversa, con la realizzazione di nuove stazioni (per esempio in viale Tibaldi) e il recupero di alcune di quelle vecchie (come quella di Porta Romana che sarà riqualificata, resa accessibile e trasformata anche in un luogo di aggregazione sociale).

Perché “gli scali ferroviari sono diventati una parte importante per lo sviluppo delle città europee, permettendo la connessione e il movimento della società del futuro” dice Carlo de Vito, presidente di Sistemi Urbani.

Il tutto coinvolgendo i cittadini in sessioni di discussione e ascolto delle proposte, come già fatto per lo scalo Farini o quello di Greco.

Insomma anche i più scettici, informandosi approfonditamente – tutte le informazioni sui progetti sono liberamente accessibili – potranno comprendere come questa sia un’importante occasione di rigenerazione e di crescita di una città, Milano, sempre più vicina alle grandi metropoli europee.

Rigenerazione urbana di Milano, gli scali da recuperare

Ecco alcune informazioni di dettaglio in più a riguardo dei progetti di recupero degli scali ferroviari milanesi.

Farini e San Cristoforo: a ottobre 2018 è stato lanciato il Concorso Farini, selezione internazionale per la redazione del masterplan di trasformazione e rigenerazione urbana di questi ex scali ferroviari.

Il progetto vincitore del concorso è stato Agenti climatici del team OMA e Laboratorio Permanente. Verde e sostenibilità ambientale rappresentano il cuore del progetto vincitore.

Nell’ex scalo Farini nascerà un parco unitario e lineare di oltre 25 ettari. La superficie di 14 ettari dello scalo San Cristoforo sarà totalmente destinata a parco pubblico.

In base all’Accordo di programma, allo scalo Farini si calcola arriveranno 1.000 appartamenti di edilizia residenziale sociale, che diventeranno 1.500 con l’edilizia convenzionata ordinaria.

Porta Romana: sono in corso di redazione le linee guida per il masterplan e per il bando di gara con l’obiettivo di arrivare alla vendita dell’area entro il primo semestre di quest’anno.

Lo scalo Porta Romana ospiterà il villaggio olimpico di Milano-Cortina 2026: lo sviluppo dell’area, in vista delle Olimpiadi invernali, comprenderà le opere di urbanizzazione e infrastrutturazione, nonché di trasformazione di aree a verde pubblico.

Finiti i Giochi, le residenze degli atleti saranno riconvertite in alloggi di housing sociale e per studenti universitari.

Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) sta sviluppando il progetto della nuova stazione di Porta Romana, in asse con l’attuale, prevedendo un integrato sistema di accessibilità ciclopedonale con la stazione metropolitana di piazzale Lodi (linea M3).

È inoltre allo studio lo spostamento dei binari e un loro parziale interramento. Questa soluzione permetterà di ottenere la connessione pedonale e di verde, e di ricucire la linea ferroviaria fra la parte Nord e Sud dello scalo attraverso la costruzione di un land bridge.

Greco-Breda diventerà un vero e proprio nuovo quartiere di housing sociale a Milano, il primo in Italia a zero emissioni, con case prevalentemente in affitto e con molto verde, che si svilupperà sulla superficie dell’ex scalo (circa 73.500 metri quadrati).

Di questi, al netto delle aree previste per l’esercizio ferroviario (circa 11mila metri quadrati), il 72% (circa 45mila metri quadrati) saranno destinati a verde, spazi, percorsi pedonali e attrezzati a uso pubblico, ben più della quota del 60% fissata dall’Accordo di programma per la riqualificazione dello scalo ferroviario.

In totale si prevede che il nuovo quartiere ospiterà 400 nuovi alloggi di housing sociale (60% in locazione e 40% in vendita convenzionata agevolata) e circa 300 posti letto per studenti, per un totale di circa 1.500 nuovi residenti, prevalentemente di età compresa fra i 24 e i 44 anni.

Per la riqualificazione dell’ex scalo Greco-Breda è stato immaginato un percorso particolare attraverso la partecipazione a Reinventing Cities, il bando internazionale promosso da C40 che prevede l’alienazione di siti dismessi da destinare a progetti di rigenerazione ambientale e urbana, nel rispetto dei principi di sostenibilità e resilienza.

Lambrate rappresenta una delle sette aree con cui Milano partecipa alla seconda edizione del bando internazionale Reinventing Cities. L’iniziativa è stata illustrata da FS Sistemi Urbani e Comune di Milano lo scorso dicembre e si concluderà nei primi mesi del 2021.

Per lo sviluppo dello scalo Rogoredo è stato lanciato un concorso di idee AAA architetticercasi promosso da Confcooperative Habitat. L’iniziativa è stata presentata a ottobre 2019 alla Fondazione Feltrinelli da FS Sistemi Urbani con il patrocinio, fra gli altri, di Regione Lombardia e Comune di Milano.

Anche per lo scalo Porta Genova si svilupperanno procedure concorsuali per la stesura del masterplan e procedure partecipative per raccogliere le istanze della cittadinanza, come previsto dall’Accordo di programma.

Condividi: