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Po d’Amare, progetto per la riduzione dell’inquinamento da plastica

città: Parma - pubblicato il:
progetto po d'amare
foto di John Cameron (Unsplash)

L’inquinamento, è ormai noto, parte dalla terra e arriva al mare. Soprattutto quando si tratta di plastica, laghi e fiumi contribuiscono in maniera notevole. Per cui, attivarsi a monte vuol dire salvare i territori e il mare. Il progetto Po d’Amare nasce su queste basi: ridurre l’inquinamento marino italiano causato dalle plastiche operando sul più grande fiume d’Italia.

Il progetto è stato realizzato con il coordinamento istituzionale dell’Autorità Distrettuale del fiume Po e in collaborazione con Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, think thank che promuove una transizione verso la green economy, Castalia Operations – ente operante nel campo delle attività marittime e della salvaguardia del mare – e Consorzio Corepla, consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero dei rifiuti plastici a tutela dell’ambiente.

Sponsor delle attività che riguardano la tratta emiliana del Po è Davines, azienda cosmetica di Parma da tempo tra le major Bcorp italiane.

Nella zona di Sacca di Colorno sono state posizionate apposite barriere che permettono di recuperare la plastica in navigazione verso il mare. In questo modo, proprio perché non ancora a contatto con la salsedine, la plastica raccolta può venire riciclata.

Si evita così anche il degrado e la scomposizione in microplastiche; che oltre a essere fonte di inquinamento sono facilmente ingeribili dalla fauna marina.

I rifiuti intercettati dalle barriere collocate a Sacca di Colorno, sono quindi raccolti da piccole imbarcazioni e una successiva accurata selezione ne consentirà l’inserimento nel sistema di riciclo nazionale attraverso il loro invio agli appositi centri di raccolta.

L’iniziativa parmense va ad arricchire le precedenti sperimentazioni del progetto il Po d’Amare avviate a Ferrara e Torino e rappresenta un modello di collaborazione interessante tra imprese, amministrazioni pubbliche e Istituzioni.

Davines ha contribuito al progetto con un finanziamento pari a circa 36mila euro: la cifra è stata raccolta anche attraverso il coinvolgimento dei 1.800 saloni d’acconciatura italiani partner del brand.

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