Home Eco Lifestyle Circular View, la mostra fotografica di Silvia Camporesi

Circular View, la mostra fotografica di Silvia Camporesi

città: Bologna - pubblicato il:
Interno digestore silvia camporesi
foto di Silvia Camporesi

Per un intero anno Silvia Camporesi si è aggirata in un impianto di produzione di biometano. Silvia non è un tecnico ambientale, ma ha una laurea in filosofia in tasca e fa la fotografa. Che ci faceva dunque nell’impianto di Sant’Agata Bolognese?

Semplicemente scattava foto per raccontare, attraverso il suo sguardo, l’evoluzione mensile dei lavori e cogliendone le peculiarità architettoniche. Ne è nata così una mostra: Circular View che fino al 24 febbraio è visitabile presso lo Spazio Carbonesi all’interno di Palazzo Zambeccari a Bologna.

Sono fotografie secche, gigantografie che documentano i progressi e i cambiamenti della complessa struttura che, a partire dai rifiuti urbani, produce combustibile rinnovabile e compost per usi agricoli.

Silvia Camporesi pare abbia la capacità di adottare, a seconda del tema da trattare, una pluralità di strategie visive muovendosi dalla staged photography alla creazione di immagini neo-pittorialiste, dagli esiti che sfiorano il concettuale fino alla documentazione paesaggistica e architettonica.

Nelle immagini in mostra a Bologna la fotografa propone un intreccio tra la visione prettamente documentale e la dimensione poetica e suggestiva del luogo.

La prima parte degli scatti presenta le morfologie architettoniche del complesso che, come un organismo, sta mutando per trovare una sua forma definitiva al completamento dei lavori: appaiono elementi industriali dalle sinuose forme a spirale e circolari che accanto alla loro natura funzionale assumono un particolare fascino estetico; la presenza umana è solo accennata così da accentuare il carattere solenne delle architetture industriali.

Nella seconda parte della mostra sono presenti degli scatti che riportano invece una serie di oggetti usualmente marginali e di poco valore (come cavi, tubi, bulloni, guanti, stracci) che attraverso lo sguardo dall’artista assumono una valenza poetica che conduce in una dimensione atemporale.

Il mandato all’artista è stato dato da Gruppo Hera che intende così avvicinare il pubblico all’industria che sta alla base dell’economia circolare. Così da dimostrare dove finisce la raccolta differenziata del Forsu, i rifiuti organici che diventano biometano.

Sono quattro gli autobus di Bologna e una ventina i taxi cittadini che viaggiano già utilizzando il biometano prodotto nell’impianto a Sant’Agata Bolognese, un combustibile rinnovabile al 100%, contribuendo così allo sviluppo sostenibile della città.

Il biometano Hera è inoltre disponibile anche a tutti i cittadini in quattro stazioni di rifornimento.

Dall’ampio corpus di immagini prodotte da Silvia Camporesi è stato compiuto un lavoro di selezione e di editing per arrivare a un nucleo di 11 fotografie, quelle che compongono la mostra, che propongono un intreccio tra la visione prettamente documentale e la dimensione poetica e suggestiva del luogo.

La mostra, tra i main project 2020 di Art City, è aperta gratuitamente al pubblico da lunedì a domenica, dalle ore 10 alle ore 20. Sabato 25 gennaio, in occasione dell’Art City White Night, l’apertura è prolungata fino alle ore 24.

L’esposizione è curata da Carlo Sala e si completa con il volume a cura dello stesso, edito da Skira.

Condividi: