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Cucciolo di foca monaca: Ispra spiega come si tenta di salvarli

città: Lecce - pubblicato il:
cucciolo di foca monaca
foto di Ruvim Miksanskiy (Pexels)

Dopo l’avvistamento, sulle coste leccesi, di un cucciolo di foca monaca, Ispra informa su quali siano le buone norme da seguire per intervenire senza causare danni all’animale

E’ sopravvissuto solo qualche giorno il giovane esemplare di foca monaca del Mediterraneo (Monachus monachus) soccorso lungo le coste della provincia di Lecce: malgrado le cure con antibiotico di copertura ed idratazione non ce l’ha fatta il cucciolo femmina ritrovato nei pressi di Torre San Gennaro, comune Torchiarolo (BR)

Si tratta di uno dei mammiferi marini più minacciati, infatti la sua popolazione complessiva è stimata intorno a 700 esemplari distribuiti tra le coste del Sahara atlantico e delle isole Desertas e le principali colonie riproduttive situate in Grecia, Turchia e Cipro.

Erano diversi decenni che non si avevano prove documentate di un esemplare così giovane in Italia e per questo il ritrovamento del cucciolo di foca monaca riveste particolare importanza: per monitorare questo fenomeno e garantire un’efficace collaborazione tra le Istituzioni presenti sul territorio, è stato attivato un coordinamento tra Ispra, Arpa Puglia, Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e Carabinieri Forestali.

La foca monaca è una delle specie protette dalla legge italiana che ne vieta l’uccisione, la cattura, e il disturbo. In caso di un avvistamento, va ricordato che un comportamento rispettoso delle esigenze di un animale selvatico è l’azione più adeguata da compiere per salvaguardare la fauna selvatica.

È quindi necessario adottare alcune buone prassi in caso di avvistamento, ecco come comportarsi in caso di contatto con il cucciolo di foca monaca:

  1. ridurre immediatamente ogni potenziale disturbo generato dalla vicinanza umana all’esemplare e allertare immediatamente le autorità marittime competenti (Capitaneria di Porto – tel. 1530), segnalando l’evento e continuando a osservare l’esemplare annotando il comportamento e i dettagli fisici dell’esemplare avvistato
  2. in ambiente emerso (spiaggia o roccia) è fondamentale mantenere una distanza di sicurezza dall’esemplare per evitare di disturbarlo e allontanarlo dal sito in cui sta riposando
  3. mantenere il massimo silenzio e allontanarsi lentamente evitando movimenti bruschi che possano spaventare l’esemplare, fino a raggiungere una distanza di sicurezza di almeno 50 metri di raggio intorno all’esemplare
  4. evitare il contatto fisico con l’esemplare e il lancio di oggetti, fare richiami vocali o generare rumore in vicinanza di una foca che rappresentano motivo di disturbo e di stress per l’esemplare
  5. evitare di introdurre gli animali domestici nei luoghi frequentati dalle foche poiché potrebbero essere portatori di malattie per le foche e comprometterne la salute
  6. in mare, occorre spegnere subito i motori dell’imbarcazione, mantenere il silenzio, e aspettare che l’animale continui il proprio percorso senza ostruirlo. Le foche, incuriosite, possono avvicinarsi ai natanti, ai subacquei e alle imbarcazioni, ma in nessun caso devono essere disturbate, molestate e inseguite sia in acqua sia a terra
  7. durante una nuotata o un’immersione, allontanarsi lentamente per non disturbare l’animale. Qualora l’avvistamento dovesse verificarsi all’interno di una grotta, è importante allontanarsi in silenzio, evitando movimenti bruschi e mantenendosi vicino alle pareti senza ostruire il passaggio acquatico
  8. non tentare di avvicinare una foca monaca con il suo cucciolo: lo stress provocato dalla vicinanza umana potrebbe provocare l’abbandono del cucciolo di foca monaca e mettere a rischio la sua sopravvivenza. Il disturbo al sito di riproduzione potrebbe indurre la femmina ad abbandonare quel luogo negli anni successivi
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