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Italiani attenti all’ambiente e con un atteggiamento green

città: Milano - pubblicato il:

Due ricerche, L’atteggiamento Green degli italiani e La sensibilità e la preoccupazione sul tema ambiente, mostrano una fotografia positiva dell’atteggiamento dei cittadini italiani verso l’ambiente

Qual è l’attitudine green nel nostro Paese? Ce lo svelano i risultati di due indagini demografiche condotte dall’istituto Eumetra MR che ritornano una fotografia, tutto sommato, positiva di quanto in Italia siamo attenti all’ambiente.

Infatti, a fronte di un 17% di persone che si possono classificare nel segmento no green, la parte restante si divide tra molto green (8%), ordinary green (37%) e carefull green (37%): come si nota la larga maggioranza degli intervistati è attenta all’ambiente, sia per comportamento che per dotazioni. Tuttavia l’indagine mette in rilievo un divario tra l’attenzione all’ambiente dichiarata e i comportamenti realmente assunti.

In ogni caso gli intervistati hanno manifestato una crescente preoccupazione per il tema della qualità dell’aria e dell’inquinamento, chiedendo una maggiore informazioni riguardo alle aziende che si preoccupano dell’ambiente più di altre, per indirizzare i loro acquisti verso soggetti eco-responsabili.

Nella considerazione dei nostri connazionali, aziende e governi si impegnano più o meno nello stesso modo ma, in generale, gli intervistati – soprattutto nella fascia più giovane del campione – hanno asserito di fidarsi più dell’operato delle aziende che di quello del Governo.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono stati i risultati delle due indagini – L’atteggiamento Green degli italiani e La sensibilità e la preoccupazione sul tema ambiente – che rientrano nel nuovo programma di sostenibilità The Green Evolution di Vaillant.

Le due indagini – condotte a gennaio su un campione nazionale rappresentativo – raccolgono opinioni e giudizi in merito alla qualità dell’aria, misurano il livello di sensibilità verso il tema green e forniscono un quadro dei comportamenti nell’ambito degli investimenti in sistemi di riscaldamento domestico, del risparmio energetico e idrico, della raccolta dei rifiuti, dell’utilizzo della plastica e della propensione all’acquisto di marchi attenti all’ambiente.

La sensibilità e la preoccupazione sul tema ambiente

Il 95% del campione interpellato si dichiara sensibile alle tematiche ambientali e il 41% degli intervistati considera molto o abbastanza cattiva la qualità dell’aria nel luogo di residenza.

Il giudizio negativo è maggiormente condiviso tra i giovani (18-24 anni), in particolare quelli con un più elevato grado di istruzione.

Circa due terzi degli intervistati esprimono preoccupazione in merito ai livelli di inquinamento attualmente raggiunti, soprattutto nelle grandi città. Il tema suscita una forte attenzione da parte del pubblico, come dimostrato dalla percentuale (83%) di coloro che seguono con interesse le notizie sui valori di inquinamento registrati.

Il 96% del campione, in particolare i giovani (25-34 anni) e coloro che vivono nei grandi centri urbani, ritiene che le aziende debbano impegnarsi a favore dell’ambiente. L’alta percentuale è probabilmente determinata anche dal fatto che, sempre secondo i dati emersi dal sondaggio, a fidarsi più dell’impegno delle aziende che del ruolo dei governi è il 72% degli intervistati.

Le aspettative nei confronti di un contributo concreto da parte dei governi sono tuttavia elevate, lo dichiara il 40% del campione. In prospettiva, però, oltre i due terzi delle persone interpellate affermano che un ruolo più attivo da parte delle imprese sarebbe importante e auspicabile.

L’attenzione delle aziende verso l’ambiente e la sua conservazione viene premiata. L’indagine evidenzia una maggiore propensione degli intervistati all’acquisto di prodotti forniti da aziende considerate responsabili e attente alla sostenibilità sociale e ambientale, soprattutto da parte dei consumatori più virtuosi, anche sostenendo costi maggiori.

Tra i fattori che concorrono maggiormente alla scelta d’acquisto, il 55% è associato alla reputazione della marca, alla quale concorrono qualità e innovazione dell’offerta per un 29% e l’impegno in iniziative e prodotti green per il 26%.

Qual è l’indice green nel nostro Paese?

L’analisi L’atteggiamento Green degli italiani traccia un Indicatore Green da 0 a 100 punti. La fotografia che emerge dal sondaggio evidenzia quattro categorie all’interno del campione intervistato: No Green, Ordinary Green, Careful Green e Green Home & Careful Green.

L’indicatore green calcolato da Eumetra MR sulla media nazionale degli italiani intervistati è di 58 punti su 100. I risultati dell’indagine mettono in rilievo un significativo divario tra il livello di attenzione dichiarata verso il tema della sostenibilità ambientale e i comportamenti realmente assunti dagli individui e dalle famiglie.

Solo l’8% della popolazione interpellata appartiene al gruppo più virtuoso, il Green Home & Careful Green, che si distingue per la coerenza tra l’interesse dichiarato verso la salvaguardia del Pianeta, l’atteggiamento nei confronti delle principali aree di impatto sull’ambiente e le scelte operate nell’acquisto di dotazioni e sistemi green per il comfort domestico.

La percentuale più elevata del campione è rappresentata dal gruppo Careful Green, che costituisce il 38% della popolazione intervistata. Questo gruppo mostra un’inclinazione superiore alla media verso l’uso dei mezzi pubblici e il risparmio dell’acqua, un’attenzione particolare all’utilizzo limitato della plastica usa e getta e una propensione all’acquisto di prodotti e servizi che rispettano l’ambiente.

A solo un punto percentuale segue la categoria Ordinary Green, che con un 37% del campione rappresenta il secondo gruppo più consistente nell’indagine. Attenti quanto basta alle problematiche ambientali, gli italiani che appartengono a questa categoria adottano i comportamenti più comuni, come la raccolta differenziata e l’attenzione ai consumi energetici e del riscaldamento, ma non si impegnano nell’acquisto di prodotti o servizi meno impattanti.

Maglia nera alla categoria No Green, che rappresenta il 17% della popolazione intervistata. Questo gruppo non mostra interesse verso i temi della sostenibilità né disponibilità a considerare un cambio di atteggiamento e assumere comportamenti volti alla salvaguardia dell’ambiente.

Come si comportano gli italiani nell’uso di riscaldamento, acqua ed energia

L’indagine commissionata da Vaillant ha quindi approfondito il tema dei comportamenti degli italiani per quanto riguarda gli sprechi domestici, tipicamente focalizzati in un uso non corretto della temperatura degli impianti di riscaldamento – o dell’uso di caldaie obsolete – e della poca attenzione verso il risparmio idrico ed energetico nelle loro abitazioni.

In particolare, tenere sotto controllo la temperatura e non sprecare acqua sembrano essere comportamenti piuttosto diffusi tra i quattro gruppi, lo conferma la differenza non particolarmente significativa tra le risposte raccolte.

Circa il 77% dei No Green dichiara di tenere il riscaldamento al minimo possibile e di contenere l’uso dell’acqua; il dato indica uno scarto di 18 punti in meno rispetto alla percentuale della medesima risposta da parte dei più attenti Green Home & Careful Green.

La forbice tra i due gruppi si allarga leggermente (25%) nel caso dei comportamenti che riguardano l’utilizzo di lavastoviglie e lavapiatti. Il 73% dei No Green dichiara di avviare il lavaggio quando il carico è completo, rispetto al 98% dei Green Home & Careful Green.

Decisamente maggiore risulta essere invece la differenza tra i No Green che usano gli elettrodomestici nelle fasce orarie in cui l’energia costa meno (41%) e i Careful Green (85%) che dichiarano altrettanto.

Il divario (44%) sembrerebbe quindi indicare che la necessità di risparmio sui consumi possa non essere in questo caso la motivazione che induce la maggior parte degli intervistati a ridurre gli sprechi e ad assumere, in modo non intenzionale, atteggiamenti virtuosi.

Per quanto concerne la raccolta dei rifiuti e l’utilizzo della plastica, con una percentuale che varia tra il 96% (No Green) e il 99% (Green Home & Careful Green), praticamente tutti dichiarano di fare la raccolta differenziata dei rifiuti, un segno positivo che lascia sperare in una disposizione mentale ormai in parte acquisita.

In effetti, i risultati del sondaggio condotto da Eumetra MR sembrano confermare i dati Ispra, che mostrano un trend in costante crescita negli ultimi cinque anni (circa il 3% all’anno).

Sorprende positivamente, in modo particolare, l’elevata percentuale di coloro (da un minimo dell’82% segnato dai No Green al 99% dei Green Home & Careful Green) che affermano di smaltire correttamente anche gli elettrodomestici, sia piccoli che grandi.

L’utilizzo della plastica usa e getta registra invece una differenza di oltre 20 punti tra i meno virtuosi No Green (72%) e i più attenti Green Home & Careful Green (93%).

E a proposito di plastica usa e getta, solo il 17% dei No Green e il 37% degli Ordinary Green dichiarano di bere abitualmente acqua del rubinetto o delle cassette dell’acqua, contro l’81% dei Green Home & Careful Green. Un dato che evidenzia l’utilizzo ancora molto elevato delle bottiglie di plastica.

I punti dolenti dell’atteggiamento green degli italiani

La mobilità è uno dei fattori di maggior inquinamento atmosferico e acustico, così come la congestione delle strade, soprattutto di quelle urbane.

Nonostante le autorità nazionali e locali cerchino di incoraggiare un atteggiamento più responsabile e sostenibile nell’uso di auto private e motocicli, la tendenza ad affidarsi ai mezzi di trasporto pubblici o a piattaforme di sharing è ancora estremamente limitata.

Secondo quanto rilevato dalla ricerca, la percentuale degli intervistati che afferma di spostarsi abitualmente con i mezzi pubblici, in bicicletta o a piedi è la più bassa in assoluto rispetto alle aree analizzate dal sondaggio per tutte e quattro le categorie, in particolare i No Green (16%) e gli Ordinary Green (32%).

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