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L’evoluzione green e l’attenzione all’ambiente non possono più aspettare

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 9 Febbraio 2020
evoluzione green

Ai fossil fools, ovvero a coloro che si accaniscono contro il green deal, Risto Linturi, futurologo finlandese dice senza mezzi termini: “In futuro verranno creati nuovi lavori e altri diverranno superflui“.

Per Linturi è l’energia solare la chiave di volta di questa green evolution e soltanto – sembra paradossale – aumentando i nostri consumi energetici sarà possibile innescare economie di scala che abbasseranno i costi di produzione dei pannelli solari e innescheranno una corsa all’innovazione tecnologica nel settore.

Uomo/donna avvisati, mezzo salvati. Che poi sono gli stessi che dovranno decidere di adattarsi – proprio per non fare la figura dei fossil fools – ai nuovi paradigmi ecologici che, per fortuna, si stanno diffondendo.

Anche nelle città, le stesse che si salveranno solo se faranno spazio agli alberi come da tempo va dicendo, e facendo, un architetto urbanista come Stefano Boeri.

Sono almeno sei i nodi fondamentali del cambiamento: la produzione di energia e la sua conservazione, i trasporti, la produzione di cibo, le costruzioni e l’industria” conclude Risto Linturi.

Si tratta evidentemente di un cambiamento epocale che ha bisogno della partecipazione di tutti: dai governi alle aziende, dalle associazioni ai consumatori. Insomma, tutti devono correre ai ripari per non essere considerati fossil fools.

Intanto, due sondaggi condotti intervistando un migliaio di italiani e firmati da Eumetra MR per conto del programma The Green Evolution di Vaillant ha tentato di valutare la propensione al green degli italiani che si dimostrano ondivaghi in tema di azioni green di tutti i giorni, ma sicuramente preoccupati dell’aria cattiva che respirano.

La cosa non sfugge a un’azienda come Vaillant che opera nel comparto del riscaldamento residenziale e che fa di tutto perché tecnologia e soluzioni abbiano un impatto sull’ambiente sempre più leggero. Insomma, Vaillant non si può certo definire fossil fools.

Tanto più che ha in serbo un interessante lancio sul mercato (si parla di giugno): si tratta di aroTherm Plus, una pompa di calore di ultima generazione che utilizza come refrigerante un gas con valori climalteranti di minima portata rispetto a quello dei comuni impianti (un valore di 3 contro più di 1.000 delle pompe di calore diffuse oggi).

Ma il cambio di paradigma non è solo necessario per rimanere nel mercato, è anche qualcosa da ricercare autenticamente nel proprio operato di tutti i giorni: di fatto Vaillant ha adottato una serie di attività messe in campo in epoca non sospetta (era il 2017).

Così a oggi la filiale italiana di Vaillant garantisce di aver ridotto la propria impronta ambientale di 97 tonnellate di CO2, quasi come avesse piantato più di 7mila alberi. Come?

L’installazione di un impianto fotovoltaico ha consentito di generare, sempre nel 2019, 121 MWh, coprendo gran parte dei consumi della sede di Vaillant Italia con l’utilizzo di energia pulita. Inoltre, grazie al rinnovamento del 20% della flotta aziendale con veicoli ibridi a basso impatto, l’azienda ha avviato una graduale transizione alla mobilità green.

L’impatto registrato complessivamente sull’impronta di carbonio equivale a una diminuzione di 72 tonnellate di C02 (74% del totale).

Ma la novità è che da oggi in poi se vuoi essere assunto in Vaillant Italia devi dimostrare una certa attitudine alla salvaguardia dell’ambiente. La notizia viene proprio dall’Ad della filiale italiana, Gherardo Magri, che ha annunciato che ha in programma “di vincolare le future assunzioni a dei test di sensibilità ai temi ambientali, così da avere nel proprio organico persone sempre più orientate verso gli obiettivi aziendali in tema ambientale“.

Lato cliente, Vaillant continua con la propria campagna di incentivazione alla rottamazione che prevede 7 anni di garanzia a fronte dell’acquisto di nuove caldaie a condensazione installate al posto di quelle vecchie (con un risparmio di circa il 25% di emissioni).

Da questa primavera, poi, Vaillant assicura che verrà piantato un albero ogni caldaia nuova venduta a sostituzione di un prodotto obsoleto. Le zone prescelte sono il Parco del Ticino e quello dell’Aniene. Polmoni verdi importanti per due Regioni che sono assillate da cattiva aria.

ha collaborato Sebastian Brocco

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