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Le aziende italiane aprono le porte agli animali in ufficio

città: Milano - pubblicato il:
animali in ufficio
foto di Lum3n.com (Pexels)

Animali in ufficio? Anche in Italia alcune aziende iniziano a consentire l’accesso dei pet al seguito dei dipendenti. Questa apertura non ha controindicazioni, anzi migliora l’umore e la socialità dei lavoratori. L’auspicio è che si diffonda sempre di più

I nostri amici animali, a tutti gli effetti compagni di vita, condividono con noi tempi e spazi. Si diffonde anche in Italia l’abitudine a portarli in ufficio evitando così di lasciarli soli a casa per lunghe e noiose ore, giornate infinite e, diciamolo pure, sprecate.

Stare in ufficio con noi non è il massimo al quale possono aspirare, ma è comunque un passo avanti. Pensiamo che il cane, per sua natura, concepisce la sua vita come collaborazione con l’umano di riferimento, ovvero fare attività insieme che siano di gioco, di ricerca o di lavoro.

Oggi la nostra vita è organizzata, nella maggior parte dei casi, in attività lavorative sedentarie che prevedono ore alla scrivania davanti a un pc, in posti chiusi. Per i nostri cani (a volte anche gatti) stare con noi nella stessa stanza, sapere che siamo lì vicini, controllarci tra un sonnellino e l’altro aspettando la pausa pranzo per una bella passeggiata, è comunque un privilegio.

Animali in ufficio: le aziende pet friendly

Un privilegio sicuramente, visto che solo il 9% delle aziende italiane consente ai dipendenti di portare il proprio pet nel luogo di lavoro.

Tra queste aziende, molte sono multinazionali americane: citiamo Purina, Amazon, Google, Zynga, Unicredit; o ancora Mars, che nel Pet Friendly Day consente, una volta al mese, l’ingresso degli animali in ufficio o la Nintendo Italia con il Pet Friday, una volta a settimana; senza dimenticare Tesisquare, società high tech, che da poco ha lanciato il progetto pilota Pet-Friendly. In questo caso i dipendenti impegnati su progetti al sabato potranno portare con sé i loro quattro zampe.

Non ci sono limiti invece per chi lavora dalla stilista Elisabetta Franchi, fra le capofila della moda cruelty free, che nei suoi uffici ha dato vita al progetto Dog Hospitality, che comprende anche la mensa. Animali ammessi anche in alcune aziende pubbliche come il Comune di Genova.

In altre parti del mondo, soprattutto negli Stati Uniti, la presenza degli animali in ufficio è ormai da anni consolidata: oggi almeno un’azienda su cinque è pet friendly e già a metà degli anni Novanta gli Usa sono stati promotori della Giornata Mondiale del Cane in ufficio che si celebra il 21 giugno.

Molti studi hanno rilevato che gli animali in ufficio hanno un’azione positiva di riduzione dello stress e favoriscono la socializzazione con i colleghi. Il 75% delle persone è favorevole a portare gli animali in ufficio senza dimenticare che molti rinunciano ad adottare un cane o un gatto proprio perché non possono portarlo al lavoro, lasciando così purtroppo chiuse molte gabbie nei canili.

Il benessere dell’animale deve comunque essere prioritario. Se il luogo di lavoro è eccessivamente rumoroso o presenta elementi di stress per l’animale, è meglio rinunciare. Buona norma è collocare la cuccia in un angolo vicino al proprietario, ma al riparo dal via vai delle persone, dove possa rilassarsi e concedersi un tranquillo riposo.

Ottimale è anche, ogni paio d’ore, fargli fare un giro per sgranchirsi e per i bisogni. Un’abitudine, quella di alzarsi dalla sedia e fare due passi, molto consigliata anche per la salute del lavoratore sedentario.

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