Home Eco Lifestyle Diamo nuovo valore al cibo: evitiamo di sprecarlo. Sempre

Diamo nuovo valore al cibo: evitiamo di sprecarlo. Sempre

città: Milano - pubblicato il:
spreco alimentare - decalogo Enea
Il decalogo Enea per il consumo di cibo

Il 5 febbraio è la giornata contro lo spreco del cibo, ma qualcosa si muove tutto l’anno, sia tra i cittadini che tra le aziende, a favore di una gestione più oculata degli avanzi di cibo. Esempi da imitare scegliendo anche i negozi giusti

Se lo spreco di cibo fosse un Paese sarebbe il terzo del mondo, dopo Cina e Stati Uniti, per emissione di CO2 (dato Fao).

Il dato è impressionante, ma va detto che le aziende italiane, grazie alla Legge Gadda del 2016, stanno trovando il modo per buttarne meno, recuperando e restituendo le eccedenze alimentari a chi ne ha bisogno.

E nuove iniziative stanno nascendo in questo senso. Anche noi singoli cittadini possiamo contribuire a una gestione virtuosa delle eccedenze. Anzi dobbiamo. Visto che siamo responsabili di una voce molto alta nel bilancio dello spreco di cibo: il 43% arriva dalle nostre dispense.

E se ci diamo da fare (il decalogo di Enea ci indica come) possiamo invertire la tendenza, come dimostrano gli ultimi dati: rispetto al 2019 si registra un calo dello spreco di cibo nelle case degli italiani di circa il 25%, sceso a 4,9 euro per nucleo familiare per un totale di circa 6,5 miliardi di euro, con un risparmio di 1 miliardo e mezzo, secondo l’osservatorio Waste Watcher.

Sommando il costo dello spreco di cibo nelle case a quello della filiera produzione/distribuzione che ammonta a oltre 3 miliardi e 293 milioni, arriviamo a un costo complessivo di poco meno di 10 miliardi per lo spreco di cibo annuale in Italia.

La giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare del 5 febbraio, istituita nel 2014 dal Ministero dell’Ambiente con la campagna Spreco Zero e l’Università di Bologna-Distal, è l’occasione per fare il punto sulle iniziative antispreco a cui aderire.

I supermercati Carrefour Italia sono da anni impegnati in azioni di recupero del cibo. Per esempio alcuni prodotti, come frutta, verdura e pane, invece che essere buttati, accedono a una seconda vita alimentare venendo trasformati in ingredienti per macedonia, centrifughe, minestrone e pane grattugiato, mentre i prodotti prossimi alla scadenza vengono venduti a prezzi ridotti.

La catena, inoltre, in collaborazione con la app Too Good To Go, ha distribuito oltre 54.000 magic box di prodotti invenduti, contribuendo a un risparmio di oltre 135mila chili di emissioni di CO2 e, in occasione della giornata contro lo spreco, aderisce alla campagna social della app che invita a fare una piccola o grande iniziativa antispreco.

Cosa si potrà fare? Per esempio inventare una ricetta con qualcosa che è rimasto nel frigorifero, invitare degli amici a cena per evitare di buttare eventuali avanzi e condividerla sui social con l’hashtag #IlCiboNonSiButta.

Inoltre Carrefour Italia partecipa al countdown lanciato da Federdistribuzione, aderendo alla campagna social di sensibilizzazione sul tema che propone anche un test per calcolare il proprio impatto sullo spreco di cibo, Il tuo peso nella lotta contro lo spreco.

All’iniziativa aderiscono anche altri colossi della grande distribuzione come Esselunga, i supermercati Bennet e gruppo VéGé.

Coop punta al recupero più complesso e delicato, quello del fresco con il progetto Buon Fine che dallo scorso anno ha salvato 6190 tonnellate di cibo destinate a quasi mille associazioni di volontariato.

L’iniziativa al 70% interessa prodotti freschi e freschissimi, grazie a un modello di donazione a chilometro zero: dai 661 punti vendita coinvolti si raggiunge immediatamente, attraverso la rete delle associazioni e grazie al lavoro congiunto di dipendenti e soci, la mensa e la case di accoglienza di destinazione.

Mentre in negozio i clienti trovano i prodotti prossimi alla scadenza a prezzi scontati dal 50 al 60% a fine giornata. Si riconoscono dal bollino: Mangiami subito.

Le iniziative antispreco sono molte e semplici. Non ci sono più scuse per buttare il cibo.

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