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Progetto Fuoco, iniziativa per fare informazione su legno ed energia

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progetto fuoco verona

In occasione della presentazione di Progetto Fuoco, fiera del settore in programma dal 19 al 22 febbraio a Verona, si è fatto il punto sul mercato della filiera legno-energia e sulle iniziative di comunicazione per informare correttamente pubblico e operatori

Il mercato che va dalla foresta al camino, ovvero quello delle biomasse legnose, in Italia vale ben 4 miliardi di euro e muove 14mila aziende, con una ricaduta notevole sull’occupazione nel nostro Paese: 72.000 lavoratori.

Eppure, Aiel – Associazione Italiana Energie Agroforestali – lo definisce un “gigante sconosciuto” perché se ne sa poco e, spesso, quello che si pensa di sapere è anche sbagliato.

Questo perché, in un momento in cui la crisi climatica e ambientale tocca le coscienze di tutti, sentir parlare di emissioni inquinanti e di polveri sottili fa scattare l’allarme quando si parla di bruciare legno – o pellet – per riscaldare casa o produrre energia.

Non parliamo poi di come l’immaginario collettivo reagisce a sentir parlare di taglio delle foreste per produrre legno.

Eppure l’Italia ha il prelievo legnoso dalle foreste più basso d’Europa – soltanto il 18% del legno usato viene dalle nostre foreste – mentre servirebbe una filiera del legno, ovvero segherie che trattano il prodotto legno nella sua interezza, più numerose e moderne, con piani di prelievo del legno dalle nostre foreste ben fatti e sostenibili.

Solo in questo modo – ci dice Marino Berton, consulente strategico di Aiel – si può far partire una filiera del legno in ottica circolare, che mantiene in salute le foreste, con piani di prelievo del legno sostenibili, produce il legno pregiato e recupera gli scarti per farne pellet di qualità da dirigere verso un settore del riscaldamento a biomassa legnosa sempre più efficiente e moderno.

Già, perché in Italia la maggior parte dell’energia prodotta da fonti rinnovabili arriva dalla biomassa legnosa – ben un terzo, con 7 mtep, il triplo di quella prodotta dagli impianti fotovoltaici.

Questa energia rinnovabile però, per la maggior parte viene prodotta con stufe vecchie più di 10 anni (circa il 67%), per il 17% da stufe che hanno tra i 5 e i 10 anni e solo il restante 16% da stufe recenti e tecnologicamente avanzate.

Questo è fondamentale perché se un vecchio caminetto aperto a fiamma libera emette circa 500/700 milligrammi per normal metro cubo di polveri sottili, le attuali stufe a pellet – che rappresentano in Italia il 67% del mercato delle stufe a legna – ne emettono soltanto circa 10. Ecco allora che incentivare la transizione da queste vecchie stufe alle nuove porterebbe enormi vantaggi alla qualità dell’aria e all’abbattimento delle polveri sottili emesse (il vantaggio dell’eliminazione di tutte le vecchie caldaie arriverebbe al 70% delle emissioni di polveri sottili derivanti dalla combustione).

Ed è per questo che le aziende del settore hanno puntato su innovazione tecnologica e sul turnover di prodotto come soluzioni efficaci per contrastare l’inquinamento dell’aria.

Grazie al Conto Termico 2.0 c’è anche la convenienza a smettere di inquinare, potendo dotarsi di un apparecchio moderno usufruendo del 65% di contributo incentivato.

L’iniziativa – che consta di una dotazione finanziaria di 700 milioni di euro all’anno (comprendenti anche gli incentivi per altre rinnovabili) – ha permesso la sostituzione di 46mila caldaie obsolete nel 2018 evitando l’immissione in atmosfera di circa 2.200 tonnellate annue di particolato (Pm) e di circa 160mila tonnellate annue di CO2 equivalente.

Allora altro aspetto fondamentale è quello della comunicazione e delle informazioni su prodotti, aziende e soluzioni per produrre energia dal legno: obiettivo della fiera Progetto Fuoco, che si svolgerà alla fiera di Verona dal 19 al 22 di febbraio e dove sarà possibile anche vedere all’opera le tecnologie di produzione di energia dal legno.

Soprattutto per informarsi e distinguere le notizie vere dalle fake news che minano la credibilità del comparto; per questo, spiega Raul Barbieri, direttore generale Piemmeti, azienda che organizza l’evento di Verona, “il valore di Progetto Fuoco, oltre che dai numeri e dal business commerciale, sta nel volano di comunicazione, visibilità e notorietà che esso comporta“.

Quest’anno, inoltre, all’interno della manifestazione, è stata organizzata Give me fire, iniziativa rivolta alle imprese innovative italiane ed europee del settore del riscaldamento e dell’energia prodotti dalla legna, che ha selezionato 12 startup – 10 italiane, una francese e una belga – che verranno ospitate all’interno dell’Innovation village per presentare le loro soluzioni, potendo incontrare potenziali investitori e partner industriali.

Il bando, promosso da Progetto Fuoco e Blum, in collaborazione con Aiel, selezionerà una realtà vincitrice, scelta dalla giuria dopo alcuni pitch, che potrà aggiudicarsi un premio consistente in servizi per un valore di 15mila euro.

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