Home Imprese Sostenibili Cosa succede se anche aziende insospettabili sono influenzate da Greta e Greenpeace?

Cosa succede se anche aziende insospettabili sono influenzate da Greta e Greenpeace?

pubblicato il: - ultima modifica: 11 Febbraio 2020
foto di Markus Spiske temporausch.com (Pexels)

In questa era caratterizzata dai cambiamenti climatici dovuti a inquinamento ed effetti antropici sull’ambiente, tutti si aspettano che la pressione maggiore sia in capo ad aziende come Shell o BP, perché con il loro modello di business, basato sulle fonti fossili, sono certamente tra i principali protagonisti della crisi ambientale.

Certamente è così… ma, in realtà, la responsabilità cade su tutti noi perché, come recitava un vecchio proverbio statunitense, se sei bloccato in mezzo al traffico, significa che anche tu sei il traffico!

A meno quindi che chi si preoccupa della crisi ambientale – immagino tutti noi – non si muova unicamente con i mezzi pubblici, a piedi, in bicicletta o con mezzi full electric, è fondamentale una presa di coscienza che anche noi abbiamo un pezzo – grande o piccolo non importa – di responsabilità nel cercare di risolvere il problema.

La medaglia ha sempre due facce: chiunque di noi usa la rete elettrica, scalda la propria casa in inverno, fa un viaggio aereo o compra prodotti agricoli industriali sta utilizzando l’economia fossile… ovvero è parte del traffico!

Altri campioni del capitalismo, come Goldman e Sachs, al contrario non soltanto hanno l’obiettivo si raggiungere la carbon neutrality entro il 2030, ma addirittura di diventare carbon negative.

Un’affermazione estremamente coraggiosa che potrebbe addirittura diventare molto audace se queste aziende facessero davvero azioni ecosostenibili invece di limitarsi ad acquistare crediti di carbonio.

Un esempio in questa direzione arriva dal Colorado College che ha elaborato un piano a 10 anni per invertire la produzione di anidride carbonica dall’interno del sistema.

Come questa sono tante le iniziative di aziende meno conosciute, che magari operano in settori commerciali dall’insospettabile anima ecologista che invece si muovo silenziosamente per poi raggiungere risultati interessanti.

Nello stesso modo in cui i vincitori anonimi della lotteria fanno del bene senza proclami pubblici o i casinò canadesi supportano le comunità dei nativi americani, denominate First Nation.

Sono sempre di più queste iniziative ambientali che arrivano da aziende inaspettate, operanti anche nel settore del gioco online, spesso associato ad attività poco chiare e basate nei paradisi fiscali offshore.

Questo naturalmente non toglie che le aziende, purtroppo, a volte assumano iniziative filantropiche o ambientali soltanto per ragioni fiscali o per un ritorno di immagine – il cosiddetto green washing. Come pure che i loro ceo non si associno a iniziative ambientali e benefiche soltanto per un ritorno pubblicitario.

Tuttavia sono sempre di più le aziende che invece si danno da fare con piccole iniziative che aiutano l’ambiente. Per esempio a Malta sono molte le compagnie che hanno preso in seria considerazione le azioni per la riduzione dei rifiuti plastici – fonte primaria di inquinamento dei mari dell’isola – cercando così di limitare il problema delle microplastiche che creano danni enormi all’ambiente marino, ai pesci e, di conseguenza, anche all’alimentazione umana.

A questo proposito è interessante la storia del ceo di Mr Green, azienda di gaming online, Jesper Kärrbrink, da sempre innamorato delle spiagge della sua isola, magnifiche e sabbiose. Immaginatevi quindi il suo dolore quando si è trovato a remare, durante una gita in barca con la sua famiglia, in un mare di plastica, con la sabbia di una delle sue spiagge preferite letteralmente ricoperta di rifiuti.

La prima reazione di Jesper e della sua famiglia fu di raccogliere i rifiuti poi, nei giorni seguenti quindi seguì l’iniziativa di creazione di Clean The Sea insieme all’Università di Malta e con la collaborazione del professor Alain Deidun, noto ambientalista e direttore dell’International Ocean Institute di Malta.

Grazie a questo progetto benefico e ambientale, gli studenti maltesi sono finanziati per prendersi cura della salute delle spiagge, tenendole pulite e controllando la qualità delle acque attraverso campionamenti.

Credo che tutte le aziende dovrebbero donare alla società civile più che possono, non soltanto pagando le tasse dovute o assumendo personale, ma anche attraverso la sensibilizzazione delle persone verso attività si sostenibilità ambientale; tutto quello che non è sostenibile alla fine, non ci farà vivere a lungo” sostiene Kärrbrink.

In futuro sarà sempre più difficile per un’azienda non essere sostenibile, perché i clienti si aspettano un comportamento responsabile ambientalmente. Credo davvero che le aziende di successo, che cresceranno di più nei prossimi anni, saranno quelle che adotteranno un business e soluzioni sostenibili“.

L’azienda di Kärrbrink – come altre a Malta (qui trovate più informazioni a riguardo) – opera a livello internazionale e i suoi clienti apprezzano queste iniziative, come pure i 200 impiegati che si sentono orgogliosi di far parte di una società attenta all’ambiente e alla conservazione naturale dei luoghi in cui vivono.

La compagnia di gioco online ha creato un tool che permette ai clienti di giocare in modo responsabile, evitando loro di usare in modo negativo e pericoloso la piattaforma, al di fuori di una corretta logica di divertimento.

Il nostro tool, molto intuitivo e semplice da usare, ha già attirato l’attenzione del nostro settore. A un giocatore ad alto rischio di dipendenza viene consigliato di fermarsi e anche di consultare uno specialista. In questo caso fermiamo immediatamente tutte le comunicazioni commerciali verso di lui, evitando di spingerlo a giocare ancora o di più. Come in mote auto moderne quando la spia del cruscotto avvisa di fermarsi per prendere una tazza di caffè e riposarsi. Così funziona il nostro tool” conclude Kärrbrink.

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