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Decreto Milleproroghe: le misure per l’ambiente e l’energia

città: Roma - pubblicato il:
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Palazzo di Montecitorio in Rome - foto di Manfred_Heyde (Creative Commons)

La discussione sugli emendamenti da apportare al Decreto Milleproroghe 2020 arriva oggi alla Camera: il Governo potrebbe mettere la fiducia al provvedimento che passerebbe così al Senato

Sono diverse le proposte che riguardano ambiente ed energia inserite in questo maxi-decreto che, come da tradizione, cerca di risolvere problemi legislativi e di accelerare l’attuazione di misure che servono al nostro Paese e che non è stato possibile inserire nella Legge di Bilancio 2020.

è bene ricordare che il Decreto Milleproroghe fu approvato il 23 dicembre 2019 dal Consiglio dei Ministri con la formula salvo intese e fu conseguentemente firmato dal Presidente della Repubblica Mattarella il 30 dicembre.

Tuttavia, a causa dell’elevano numero di emendamenti presentati e da esaminare in Commissione Affari Costituzionali e Bilancio della Camera dei Deputati, l’approvazione definitiva del Decreto Milleproroghe è slittata 4 volte, per arrivare – forse – oggi all’approvazione attraverso la Fiducia da parte dei deputati.

Provvedimenti su ambiente ed energia del Decreto Milleproroghe

Il primo provvedimento a interessare l’ambiente inserito nel decreto riguarda la moratoria sulle trivelle, prevista dal Decreto Semplificazioni che viene allungata di sei mesi – grazie a un emendamento del M5S – portando la sospensione dei permessi per la ricerca e la prospezione di idrocarburi da 18 a 24 mesi.

Prossimo passo in questa direzione sarà l’approvazione da parte di Ministero per lo Sviluppo Economico e Ministero dell’Ambiente del piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee.

Soddisfatte Greenpeace e Legambiente per le quali “se il decreto fosse approvato, gli emendamenti per allungare la moratoria darebbero al Paese un po’ più di respiro, altrimenti tra un anno ci ritroveremmo con l’incubo delle trivelle“.

Ma il tempo stringe e per le associazioni ambientaliste “non bisogna perdere più tempo, se il governo vuole davvero rispettare l’impegno di programma di fermare ogni nuova trivellazione di idrocarburi, deve utilizzare i mesi di moratoria che rimangono per elaborare provvedimenti definitivi nella direzione della decarbonizzazione“.

Da questo emendamento che bloccale trivelle il passo verso lo sviluppo di energia dalle rinnovabile è scontato.

Ecco allora che nel Decreto Milleproroghe è stato inserito un emendamento – presentato da Luciano Cillis e condiviso da altri 5 deputati M5S – che prevede che nelle zone non ritenute compatibili alla ricerca e alla prospezione di idrocarburi – secondo il piano per la transizione energetica delle aree idonee messo a punto dal Mise – sarà ammessa l’installazione di impianti di energia da fonti rinnovabili (in particolare anche l’introduzione di incentivi per i nuovi impianti di produzione di energia elettrica da biogas, biometano e digestato di potenza inferiore a 300 kW).

Intervento fortemente voluto e perseguito da Coldiretti come sostegno alla produzione di energie rinnovabili da fonte agricola: “si tratta di un intervento atteso dalle imprese agricole impegnate in un difficile processo di innovazione per sostenere l’economia circolare e i primati green dell’agricoltura italiana – ha precisato il presidente Ettore Prandini.

Nel Decreto Milleproroghe è stato anche inserito l’emendamento per l’anticipo di un anno – per le piccole imprese – del passaggio al mercato libero dell’energia, portandolo al gennaio 2021.

Invece, è stato confermato il rinvio del termine per l’uscita dal mercato tutelato, per le microimprese e gli utenti domestici, al gennaio 2022.

Approvato infine l’emendamento proposto dalla Lega per autorizzare la produzione di energia a chilometro zero. , ovvero consentendo l’autoconsumo collettivo e l’avvio delle comunità energetiche rinnovabili.

In questo modo i cittadini potranno produrre autonomamente energia – prevalentemente solare – ma anche consumarla – eventualmente rivendendola all’interno di una comunità di altri cittadini o condomini.

Per Paolo Rocco Viscontini, presidente dell’associazione Italia Solare, “è un risultato particolarmente importante perché è frutto di un accordo trasversale tra le diverse forze politiche di maggioranza e opposizione; questo significa che le comunità energetiche sono considerate da tutti un elemento cardine dello sviluppo energetico del nostro Paese verso un sistema a basse emissioni. Si tratta della prima vera misura con la quale i cittadini potranno avere un ruolo attivo nella produzione di energia, ottimizzando produzione e consumi“.

Attendiamo ora il varo delle misure attuative da parte di Mise e Arera nei tempi previsti dalla normativa, in modo da dare avvio alle comunità energetiche e non lasciarle solo sulla carta” conclude Viscontini.

A questo punto si devono attendere i due passaggi istituzionali, con l’approvazione del Dectreto Milleproroghe da Camera e Senato.

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