Home Imprese Sostenibili Reverse logistics, parte fondamentale di un processo logistico sostenibile

Reverse logistics, parte fondamentale di un processo logistico sostenibile

pubblicato il:
reverse logistics
foto da Pexels

Logistica di ritorno – reverse logistics – ovvero la gestione delle merci e dei materiali restituiti al produttore: un punto critico e fondamentale dei processi industriali

La reverse logistics si occupa di movimentare i prodotti, giunti a destinazione ma non più utilizzati, riportandoli indietro nella catena distributiva fino al produttore iniziale; in parole più semplici si identificano con questo nome le attività per il recupero dei prodotti resi, il loro trasporto, la ricezione in strutture apposite e il loro smistamento per eventuali altri usi.

In questa epoca di economia circolare e di gestione dell’intero ciclo di vita dei prodotti, risulta chiaro che la reverse logistics gioca un ruolo rilevante nella gestione dei resi. Un processo molto complesso e che ha ovvi impatti, sia economici che ambientali.

Implicazioni molto importanti, soprattutto quando parliamo del settore del recupero degli pneumatici fuori uso, che ha riguardato nel 2018 circa 350.000 tonnellate di pneumatici dismessi (fonte Ecopneus).

In Italia, tra i principali operatori di questo settore di business c’è Ambrogio Intermodal – socio fondatore del consorzio Ecotyre, costituito nel 2011 e specializzato nella gestione degli Pneumatici Fuori Uso – che, fin dal 2000, ha sviluppato un sistema di reverse logistics che garantisce il rispetto dell’ambiente.

Lo ribadisce Livio Ambrogio, presidente di Ambrogio Intermodal, quando ricorda come fin dall’inizio dell’attività aziendale “abbiamo studiato soluzioni che garantissero un trasporto efficiente, anche in termini di emissioni di CO2 per tonnellata di merce trasportata“.

Da questa attenzione all’ambiente è nato il servizio – ormai 20 anni fa – di reverse logistics attraverso “una specifica divisione aziendale si occupa di logistica di ritorno di rifiuti di autofficina e della gestione di raccolta di Pfu (Pneumatici Fuori Uso) su rete nazionale. A questa attività si affianca la collaborazione con i più importanti impianti di smaltimento del nord Italia” conclude Ambrogio.

La scelta aziendale è stata quella di mettere al servizio dell’economia circolare la propria struttura logistica. Un servizio che va dal trasporto dei rifiuti con mezzi autorizzati, fino all’organizzazione di reti nazionali o transfrontaliere complesse.

Il Gruppo dispone di una flotta di automezzi, casse mobili e semirimorchi autorizzati alla gestione dei principali codici Eer, insieme a una rete di stoccaggi intermedi di proprietà o in partnership con operatori altamente qualificati e regolarmente sottoposti ad audit.

Tutti i flussi gestiti sono controllati direttamente e costantemente tracciati grazie a un sistema di gestione online.

Lo scorso anno l’azienda ha trasportato complessivamente 50.000 tonnellate di rifiuti, di cui il 60% inviati a recupero in impianti sul territorio nazionale, mentre il restante 40% in impianti esteri di trattamento di rifiuti speciali, tramite trasporto combinato strada/ferrovia.

Condividi: