Home Imprese Sostenibili La buona acqua ha bisogno di tanta energia: non sprechiamola

La buona acqua ha bisogno di tanta energia: non sprechiamola

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 19 Marzo 2020
water alliance
foto di Bruno Scramgnon (Pexels)

Fornire acque potabili e depurare quelle reflue richiede un consumo energetico pari al 2,3% del fabbisogno nazionale. Necessario quindi affrontare il tema seguendo le norme di efficienza energetica. L’esempio di Water Alliance e il test sul campo del Gruppo Hera

Per produrre acqua potabile, così come per depurare le acque reflue, è necessario l’impiego di energia elettrica. Tanta energia.

In Italia, secondo l’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (Aeegsi) i consumi di energia elettrica del servizio idrico integrato rappresentano circa il 2,3% dell’intero fabbisogno nazionale, con un valore pari a 7,5 miliardi di kWh all’anno che si prevede tenda ad aumentare (fonte Enea).

Un’enormità di kW che se sprechiamo acqua va due volte in fumo, perché sicuramente dietro alla produzione di quell’energia c’è CO2 dispersa insieme a tanti altri gas climalteranti.

Ma come viene impiegata questa energia? In particolare, nell’acquedotto l’energia è utilizzata principalmente per alimentare i sistemi di pompaggio che prelevano l’acqua e la trasmettono in pressione alla rete di distribuzione.

Nella depurazione, invece, l’energia è indispensabile nei processi sempre più complessi che trattano l’acqua proveniente delle fogne e la restituiscono pulita all’ambiente.

In nome della sostenibilità ambientale molte persone hanno già deciso di consumare acqua del rubinetto per ridurre l’uso della plastica e il trasporto su gomma, ma volendo considerare tutti gli impatti ambientali della filiera dell’acqua, sarebbe bene anche porre l’attenzione sui consumi energetici.

Su questo fronte le aziende che gestiscono il servizio idrico possono fare molto e infatti si stanno cominciando a muovere. Per esempio, la rete di imprese Water Alliance, che coinvolge molte delle aziende idriche lombarde, ha deciso di rifornirsi solo con energia rinnovabile riducendo l’impatto sull’ambiente e ottenendo un significativo risparmio economico.

Ma non basta, gli obiettivi di sviluppo sostenibile enunciano chiaro e tondo quale dovrà essere il prossimo scenario per il settore energetico: energia accessibile, pulita e rinnovabile, ma anche gestita con sistemi moderni ed efficienti che permettano di ridurne i consumi.

Per questo motivo, anche su spinta di Arera, l’autorità di regolazione per l’energia e l’ambiente, Water Alliance ha deciso di attivare progetti di efficientamento energetico.

Gruppo Cap, membro di Water Alliance, con una gara dal valore di 400mila euro ha affidato i servizi per l’assegnazione e la vendita dei certificati bianchi e la diagnosi e la certificazione energetica dell’intera rete di imprese a Ego, operatore attivo nel settore delle nuove energie.

I certificati bianchi, nati per incentivare l’efficienza energetica, sono titoli che vengono ceduti in base alle Tonnellate equivalenti di petrolio (Tep) risparmiate annualmente e che possono essere scambiati su apposite piattaforme di mercato.

La legge obbliga alcuni soggetti (i grandi distributori di energia) ad adempiere ad alcuni obiettivi di risparmio energetico o intraprendendo misure di efficientamento oppure acquistando i certificati bianchi da altri soggetti virtuosi.

Le imprese che fanno parte di Water Alliance pur non rientrando tra i soggetti obbligati, hanno deciso volontariamente di investire su questi temi mossi dai benefici ambientali ma non solo, perché i risparmi energetici sono soprattutto risparmi economici.

Per una volta, quindi, la sostenibilità ambientale ed economica vanno nella stessa direzione, verso la quale le utility dell’acqua cominciano a muovere passi importanti.

Ma i vantaggi non sono finiti qui: ridurre le pressioni delle pompe nel sistema acquedottistico è anche tra le principali strategie per diminuire gli sprechi idrici dovuti alle perdite, nelle quali l’Italia purtroppo detiene un triste primato in Europa.

E la riduzione della dispersione idrica è a sua volta indispensabile nel risparmio energetico. È quello che emerge anche dal Water Management Report, redatto da Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, che stima a livello nazionale, nella rete civile, un potenziale risparmio idrico teorico di 2,7 miliardi di metri cubi all’anno a cui si associa quello energetico di oltre 2 TWh, traducibili in circa 370 milioni di euro risparmiati.

Intanto Enea, in collaborazione con Gruppo Hera, sta testando una nuova tecnologia che prende il nome di  Constance (COntrollo iNtelligente e geSTione Automatizzata per il trattameNto di aCque rEflue).

Il sistema – giunto a livello 7 di maturità tecnologica è pronto per l’industrializzazione –  promette di ridurre di oltre il 30% i costi energetici e di gestione degli impianti di depurazione delle acque. Alla base il machine learning.

La principale innovazione di Constance starebbe nella possibilità di utilizzare sensori  definiti a basso costo associati ad algoritmi di controllo, che consentono di gestire da remoto più impianti di trattamento e di stimare in tempo reale la percentuale di inquinanti in ingresso. In particolare, Constance consente di abbattere inquinanti come azoto e sostanza organica, consentendo la reimmissione di acque di buona qualità nei corpi idrici ricettori.

Un secondo aspetto di rilievo sono le potenzialità applicative del sistema a impianti sia medio-piccoli (fino a 20mila “abitanti equivalenti”) – oltre il 90% del totale in Italia – che di grandi dimensioni. Secondo gli ultimi dati Istat (2015), gli impianti di depurazione di grandi dimensioni, pur trattando oltre il 60% del refluo totale, sono in numero totale inferiore al 10% degli impianti complessivi.

Anche al consumatore, però, spetta una parte importante nella lotta agli sprechi idrici e, di conseguenza, energetici.

Sono tante le azioni che ognuno di noi può svolgere, partendo dallo scegliere elettrodomestici di classe A+ progettati per ridurre l’uso d’acqua, all’annaffiare le piante di sera per evitare l’eccessiva evaporazione e quindi la perdita d’acqua, all’uso della doccia al posto del bagno, fino al riutilizzo dell’acqua di cottura della pasta e delle patate come sgrassante nel lavaggio dei piatti, come si faceva una volta.

La sostenibilità in fondo si ispira alla modernità così come alla tradizione, al buon senso e alla creatività per rivedere i nostri stili di vita individuali e modelli di sviluppo collettivi.

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