Home Agricoltura 4.0 Giovani agricoltori, portatori naturali di innovazione: l’esempio di Emanuela Milone

Giovani agricoltori, portatori naturali di innovazione: l’esempio di Emanuela Milone

città: Catanzaro - pubblicato il:
emanuela milone - vivai milone

Propensione al rischio d’impresa e capacità di fare squadra. E in tutto questo capacità di sfruttare pro (come gli incentivi a Industria 4.0) e contro come la crisi fitosanitaria. Da qui nasce il laboratorio di micropropagazione di Vivai Milone

Fare di più con meno“. Sintetizza così Emanuela Milone, agronoma – laureata in Medicina delle Piante, la sfida che i giovani agricoltori hanno di fronte a loro. “Dobbiamo ogni giorno massimizzare l’impiego delle risorse naturali, finanziare e sociali“.

La Milone, quarta generazione dei Vivai Milone, lavora con le sorelle Maria Grazia e Barbara, nella Piana di Lamezia Terme. Producono piante di qualità e ci tiene a dirlo: “il 60% delle piante di agrumi certificate in Italia sono nostre“.

Propensione al rischio d’impresa e capacità di fare squadra sono gli strumenti base dei giovani imprenditori agricoli.

Ma, la vera innovazione – afferma la Miloneè l’organizzazione e l’implementazione di un ecosistema della conoscenza che ci consenta di fare di più con meno a partire proprio dalla condivisione delle soluzioni dei problemi anche in chiave tecnologica“.

In tutto questo, gli strumenti tecnologici sono uno dei supporti per poter innovare. “Anche se – ci tiene a ribadirlo – nella gran parte delle innovazioni tecnologiche attualmente disponibili per il settore agricolo mancano dati economici certi per la valutazione della convenienza al loro utilizzo“.

Su questo tema invitiamo le aziende di tecnologia a lavorarci su: i concetti legati al Roi (Return on investment) devono arrivare con basi certe anche in agricoltura.

Altro anello debole sembra essere il supporto del Governo. Ma la Milone plaude all’apertura, per esempio, ai nuovi finanziamenti proprio in tema di tecnologia.

Fino a oggi con Industria 4.0 il settore agricolo è stato tenuto fuori dagli incentivi per la digitalizzazione, ma grazie all’azione di CiA – Agricoltori italiani (di cui lei fa parte, oltre ad agire in Agia, l’associazione di persone che mette insieme tutti i giovani e di Donne in campo – ndr) da quest’anno anche per il settore agricolo è possibile utilizzare questi strumenti finanziari“.

Difficoltà, opportunità: gli agricoltori sono probabilmente i più allenati a far crescere la loro attività sfidando le intemperie.

Dalle difficoltà nascono le opportunità – ribadisce la Milone che da quest’anno sta facendo una nuova esperienza, ovvero quella di insegnare in un Istituto professionale di agraria – Agli studenti dico sempre che noi giovani siamo i custodi delle tradizioni, ma al tempo stesso gli apportatori di innovazione“.

Un esempio: Vivai Milone progetta e fa nascere in azienda un laboratorio di micropropagazione.

Per produrre piante certificate – spiega – dobbiamo approvvigionarci del materiale di partenza da centri accreditati, molto spesso dall’altra parte del mondo. Le crisi fitosanitarie che hanno colpito diversi paesi esteri ci hanno reso impossibile questo passaggio che è l’innesco di tutti i nostri processi vivaistici. In un certo qual modo occorreva renderci autosufficienti“.

Spazio e budget hanno fatto sì che il laboratorio di Vivai Milone nascesse su basi sostenibili: “Rispetto a un laboratorio classico di pari dimensioni abbiamo ridotto gli spazi, il numero di addetti, l’investimento iniziale, ma soprattutto abbiamo ottenuto un risparmio energetico del 30% anche grazie a un impianto fotovoltaico istallato in azienda“.

La Milone è giovane, ma già molto saggia: “proprio noi che abbiamo questo stretto rapporto con la terra, dalla quale prendiamo, non possiamo sottrarci dal restituire, perché questo scambio non si esaurisca mai. E la sostenibilità non è una scelta ma la strada nuova, l’unica percorribile“.

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