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Bufale e inesattezze sul Coronavirus: il lavoro di debunking di Pagella Politica

pubblicato il: - ultima modifica: 3 Giugno 2020
pagella politica - bufale coronavirus

Ne circolano tante di bufale sul Covid19. Ma la task force di Pagella Politica non ne lascia passare una. Alcune fanno solo ridere, altre sono frutto di concorrenza sleale. e la Coldiretti scende in campo

Oltre a quella sanitaria c’è un’altra emergenza legata al Coronavirus. Ed è quella scatenata dalle fake news che stanno circolando.

Non è questione di farsi una risata e via: alcune sono tanto ingannevoli, quanto strumentali e frutto di concorrenza sleale.

Come nel caso dell’industria agroalimentare cui si riferisce il video francese sulla pizza italiana andato in onda su Canal Plus. “Contro questo – informa Ettore Prandini, presidente della Coldirettiscendiamo in campo per salvaguardare la reputazione del Made in Italy che è solo la punta dell’iceberg di comportamenti che mirano a screditare il nostro settore“.

Da qui prende il via la prima campagna #mangiaItaliano.

In alcuni Paesi – denuncia la Coldiretti – vengono addirittura chieste insensate certificazioni sanitarie virus free su vini e cibi provenienti dalla Lombardia e dal Veneto, ma ci sono state anche assurde disdette per forniture alimentari provenienti da tutta la Penisola sotto la spinta di una diffidenza spesso alimentata ad arte con fake news dalla concorrenza e ora cominciano addirittura a essere disertati i ristoranti italiani.

Anche i colleghi giornalisti di Pagella Politica sono in allerta sui temi del Coronavirus.

Nelle ultime 4 settimane ci sono stati 15 milioni di tweet che trattano di Covid19 – ci spiegano dalla redazione milanese -. Da quando il virus ha iniziato a diffondersi, abbiamo fatto il debunking di 34 bufale“.

Un articolo sulle bufale più ricorrenti da loro creato è in continuo aggiornamento. Senza pausa, purtroppo.

Il lavoro dei colleghi di Pagella Politica è di un’attenta verifica. Se l’etichetta del gel promette di essere attivo anche sul Coronavirus, loro chiamano in azienda per vederci meglio. Così come, tutte le ricette di pseudoamuchine da fare in casa, cadono sotto i colpi del fact checking.

Politici, testate giornalistiche, associazioni: tutti possono rimanere ingannati da una fake news (o magari crearla ad hoc per fare audience).

La bufala sulla birra Coronaha fatto il giro del mondo ed è stata presa per vera da giornali come La Repubblica e Il Fatto Quotidiano – ricordano in Pagella Politica – Secondo questa bufala il 38% degli americani non consumerebbe la birra Corona per via dell’assonanza con il Coronavirus“.

Ma la notizia è falsa: “Un sondaggio – specificano gli smascheratori – ha semplicemente appurato che il 38% degli americani non beve birra Corona perché non la apprezza. Solo il 4% degli intervistati ha fatto un collegamento tra il Coronavirus e la birra Corona“.

Pagella Politica nasce come sito dedicato al fact checking delle dichiarazioni dei politici italiani.

Gran parte del nostro lavoro si concentra su questo“. Negli ultimi anni le bufale diffuse via social sono però diventate via via sempre più ricorrenti e virali.

Per questo – spiega il team – abbiamo creato una sezione del sito dedicata al debunking in cui smascheriamo le bufale più ricorrenti (circa una ventina a settimana)”.

Ci sono cose difficile da credere, eppure le si cita, ci si ride su al bar, le si raccontano in palestra. Ieri al parco un amico mi dice “non come in Cina che hanno costruito un ospedale in dieci giorni“. Già, peccato che anche quella era una fake news.

Per non parlare di quante cose si postano senza verifica sui social. Come quella dove un utente ha modificato, in pieno 2020, un post Facebook (datato 2012) e scrivendo: “Tra 8 anni un virus generato in Cina devasterà il mondo“.

Il post è diventato virale” racconta Pagella Politica spiegando che bastava un minimo sforzo (nello specifico, andando a guardare la cronologia delle modifiche) per accorgersi del fatto che il post era stato modificato ad arte nel 2020 per diffondere teorie del complotto.

Tra gli altri consigli che Pagella Politica si sente di dare c’è quello di verificare, quando possibile, sui siti istituzionali. Nel caso del Covid19, quello del Ministero della Salute, quello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e quello dell’Istituto Superiore di Sanità.

Infine – ci dicono – suggeriamo di seguire attivamente il nostro e altri siti di debunking/fact-checking“.

Per smascherare le fake news, Pagella Politica usa un tool fornito da Facebook per verificare le notizie che vengono segnalate dagli utenti sulla piattaforma, alcuni software per il monitoraggio dei social network, più una serie di siti di monitoraggio del web (Trendolizer Pro) e per il debunking dei video (Invid).

Il loro importante lavoro è sostenuto da una serie di collaborazioni: “per scelta editoriale non abbiamo alcun tipo di pubblicità, ma abbiamo in essere progetti con Rai, Agi, Facebook, Eastwest, oltre a progetti europei come Soma – l’Osservatorio Europeo contro la Disinformazione – e Spotted – un progetto europeo di media literacy. E di recente Pagella Politica ha vinto il Fact-checking innovation initiative, un concorso organizzato dall’International Fact Checking Network e da Facebook“.

Nei piani un “nuovo progetto (con sito dedicato) – ci raccontano – che si occuperà esclusivamente di monitorare i social media e di smascherare le bufale che circolano online“.

I lettori di Green Planner potranno conoscerli il 23 ottobre in Sala Alessi a Palazzo Marino perché Pagella Politica parteciperà al Convegno Stop alle Fake news in ambito ambientale che Edizioni Green Planner ha organizzato con il Patrocinio del Comune di Milano e del parlamento europeo. Ricco il palinsesto e le fake news che smaschereremo (gli interessati a partecipare possono scrivere a [email protected]).

convegno fake news

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