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Digital transformation: benefici e minacce per il settore energetico

città: Milano - pubblicato il:
digital transformation settore energetico
foto di mohamed hassan (PxHere)

Si parla sempre più spesso di “disruption” un termine non particolarmente bello che indica il cambiamento, la discontinuità rispetto a un passato analogico, verso una digital transformation che apre interessanti orizzonti, ma porta all’attenzione delle aziende anche alcuni rischi. Soprattutto nel settore energetico

Il mercato dell’energia è in fermento: dal passaggio al mercato libero alle innovazioni tecnologiche – per esempio nello smart metering per la contabilizzazione dei consumi – la tecnologia entra sempre più prepotentemente nel settore energetico.

La digital transformation è palpabile, in casa con una sempre maggiore presenza di dispositivi connessi e intelligenti, ma anche nelle aziende dove ormai il cambiamento è inevitabile. Si sta aprendo un futuro digitale che richiede nuovi modi di operare perché non si può fare innovare i processi per continuare a lavorare come nel passato.

La trasformazione comporta un nuovo modo di lavorare, di porre la propria value proposition, di interagire con partner e clienti ma, soprattutto, di rendere sicuri i propri asset: già perché la tecnologia è bella ma richiede molta attenzione alle innumerevoli minacce digitali che richiedono un tempestivo intervento in caso di rischio.

Soprattutto se parliamo di energia – ma lo stesso vale per la finanza, per il settore sanitario e le comunicazioni.

Minacce e pericoli di cui sono ben consapevoli i manager del settore energetico; la larga maggioranza dei quali (il 95% del campione intervistato) – secondo una ricerca di Deloitte – è fermamente convinto che la digital transformation è una priorità. Il passaggio a cloud, IoT, Robotic Process Automation (Rpa) permette di ottimizzare i costi, fare efficienza e aumentare i profitti aziendali ma, anche di rischi per la sicurezza.

Questa fase è naturalmente entusiasmante per gli operatori del settore, “non bisogna però sottovalutare i rischi. Per massimizzare i benefici di queste iniziative, le aziende devono abbinare l’adozione di nuove tecnologie a un processo di risk assessment delle vulnerabilità” ci dice Massimo Carlotti, Sales Engineer Italy and South Emea di CyberArk, società che opera nel settore delle soluzioni per la sicurezza degli accessi privilegiati.

Dice Carlotti che “per mettere al sicuro la nuova era digitale è necessario comprendere innanzitutto cosa bisogna difendere e dove sono le vulnerabilità; successivamente, si deve dare priorità alle iniziative di security mirate alla riduzione dei rischi. I progetti di digital transformation possono rivoluzionare il modo di lavorare del settore energetico e perciò devono comprendere una strategia di sicurezza, che abbia un supporto completo“.

Prevenire è meglio – e meno costoso – che curare, dice il vecchio proverbio popolare… nel caso della trasformazione digitale della propria azienda, quindi, vanno valutati benefici e soprattutto rischi, prima di partire con il progetto di digital transformation e non mettere pezze malfatte a danno subito.

Un’eventualità non remota: secondo il Global Advanced Threat Landscape 2019 di CyberArk – indagine effettuata su un campione di business leader da più di 1.000 organizzazioni – il 53% degli intervistati ha ammesso che gli attacchi informatici hanno avuto un impatto sul business negli ultimi 3 anni mentre il 45% delle aziende operanti nel settore energetico confessa di non sapersi difendere da potenziali attacchi mirati alla propria rete interna, con il 67% che ritiene di essere vulnerabile ad attacchi personalizzati.

Cercare di impedire agli hacker di entrare nella rete aziendale è praticamente impossibile. Un abile cybercriminale troverà sempre il modo di entrare nel sistema ed è per questo che è fondamentale studiare delle controffensive, attuando strategie per mitigare la progressione dell’attacco” afferma Carlotti.

Per fortuna le aziende sono consapevoli della minaccia e che un’azione in questo senso deve diventare una priorità. Lo studio di CyberArk ci mostra infatti che il 52% degli intervistati ha pianificato di aumentare gli investimenti nella sicurezza del cloud, il 47% nell’IoT e il 42% nelle applicazioni SaaS.

Grazie alla comprensione del rischio, le aziende possono progettare i propri budget verso programmi di sicurezza più efficaci – ribadisce CarlottiQuando si alloca budget per nuove tecnologie e processi di sicurezza, è importante che le organizzazioni comprendano quale strategia potrà mitigare meglio il rischio“.

Non è possibile innovare senza affrontare le sfide e senza dover intervenire su processi aziendali in alcuni casi consolidati da lungo tempo. Adottare nuove tecnologie a sostegno di progetti di digital transformation significa poter incorrere in un aumento del rischio. Quindi vanno adottati nuovi approcci alla sicurezza.

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